L’Old Wild West Apu Udine completa la squadra per la sua ottava serie A2 di fila 2024-2025, in cui debuttò nel 2017-2018.
CLASSE E TALENTO STRAORDINARIO PER L’APU UDINE: ANTHONY HICKEY FIRMA IN BIANCONERO 
<L’Apu Old Wild West Udine è lieta di annunciare l’ingaggio dell’atleta Anthony Hickey.
Nato a Hopkinsville (in Kentucky) il 22 novembre 1992, playmaker di 180 centimetri per 84 chilogrammi, Hickey arriva a Udine dopo una stagione da assoluto protagonista a Cantù con oltre 17 punti e 6 assist di media.
Dal 2011 al 2014 Hickey ha frequentato il college a Louisiana State University. Nel 2015 si trasferisce a Oklahoma State dove conquista due premi individuali nella Big 12, ovvero il premio di miglior difensore della conference e quello di giocatore rivelazione.
Benvenuto a Udine Anthony!>
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Alla fine della giostra mercato l’Apu risolve il rebus playmaker, che si era aperto dopo l’addio a sorpresa di capitan Diego Monaldi passato a Rieti. Trattandosi dell’ultimo colpo estivo, per di più del secondo americano, per definizione dev’essere con il botto. Di sicuro non si può raccontare che sia stata la prima scelta. Ci si è arrivati per successive approssimazioni, che nulla tolgono comunque al valore del giocatore. Secondo la versione presidenziale, ci si era resi conto che non si poteva continuare con una coppia di play di taglia piccola, Caroti e Monaldi entrambi 1,85, perché si adattavano male su avversari più lunghi nel ruolo. Ebbene, se andiamo a contare soltanto i centimetri, Hickey 1,80 ne rende 5 ad ambedue e la nuova coppia Caroti – Anthony ne ha 1,82 e mezzo di media. Scusate se ci torniamo su, mezzo in più del duo Keshun Sherrill – Gaston Whelan provato nell’estate 2022 prima di formare il duetto fra l’Usa turco e Isaiah Briscoe, rispetto a cui ora ne hanno mezzo in meno. Stagione in cui, dopo mezza annata in A con Scafati, arrivò a Udine proprio Monaldi e passò a Mantova il piccolo Sherrill 1,75. Solo 5 meno di Hickey che, d’accordo, ha più fisico e chili dell’ex Apu ed è un ottimo cacciatore di palloni, non di palle che potrebbe suonare male. Non si capisce bene, però, perché nella ricerca del play i centimetri contassero solo se fosse stato italiano: 1,95 Matteo Fantinelli che si è tentato di allettare, ma è rimasto a fare il capitano alla Fortitudo Bologna; addirittura 1,98 Mattia Palumbo che era ancora a contratto con l’Apu dopo un anno di prestito a Cento, ma ha preferito uscirne per andare a Verona. Di sicuro con l’affare Hickey si è chiuso il roster dell’Apu, che ha subìto un’accelerazione solo dopo che è stato risolto l’altro busillis del mercato che è stata l’uscita dall’oneroso terzo anno di contratto con Raphael Gaspardo. Guarda caso, dopo sono stati annunciati entrambi gli americani: il pari ruolo Xavier Johnson ancora prima dell’ufficializzazione sull’asse Udine-Forlì dell’ala di Dignano; ora Anthony. Secondo Usa sul cui ruolo si è dibattuto durante l’arco del mercato: play o combo guard. Per averlo visto giocare se non altro nel tour Fvg fatto con Cantù nei play – off (quarti con Ueb Cividale, semifinale con Apu e finale persa con Pallacanestro Trieste 2004), a noi pare più il “fromboliere” da ultimo invocato dal presidente Alessandro Pedone. Tra l’altro senza far vincere l’A2 alla nobile decaduta brianzola, che ora saluta un figlio illustre quale Fabrizio Frates, serie A che le sfugge da un paio di stagioni. Hickey, fra l’altro, sarebbe stato più affiatato con Lorenzo Bucarelli altro ventilato arrivo a Udine con cui aveva fatto squadra a Cantù piuttosto che con Francesco Stefanelli approdato in guardia a giocarsela con Lorenzo Ambrosin. Insomma, è stato un mercato ondivago e non lineare come l’estate scorsa per l’accoppiata tecnico-manageriale Gracis-Vertemati per ricostruire la squadra che ha quattro confermati (Caroti, Mirza Alibegovic, Iris Ikangi e Matteo Da Ros) contro i due di un anno fa: capitan Monaldi e Gaspardo, uomini mercato in uscita questa estate. A meno che ora non resti anche Gianmarco Arletti a fare da undicesimo senior. Ora buon lavoro all’ambizioso coach Vertemati, che riesca finalmente a vincere un campionato. Ma il mercato andava chiuso, dopo avere messo insieme anche una stagionata batteria di lunghi. C’è la campagna abbonamenti da lanciare.