Mentre le due formazioni friulane di serie A2 hanno cominciato la preparazione precampionato e si stanno avvicinando ai primi test stagionali previsti con i tornei di venerdì 2 e sabato 3 settembre, rispettivamente per l’Old Wild West Apu al memorial Piera Pajetta a Udine e per la Gesteco Ueb Cividale a quello Mario Bortoluzzi a Lignano, tiene ancora banco la novità nell’assetto della formazione udinese che coach Mario Boniciolli ha pensato per la sua terza Apu. Sperando che, come nell’esempio portato da lui stesso durante la conferenza stampa di presentazione, per analogia con il collega Ettore Messina dell’Olimpia Milano il terzo tentativo sia quello buono per centrare l’obiettivo: lo scudetto arrivato nella stagione scorsa per l’ex ct della Nazionale italiana, la promozione in serie A per l’allenatore triestino.
La novità su cui stanno lavorando coach Boniciolli e il suo staff riguarda un nuovo assetto che prevede la presenza in campo contemporaneamente di due playmaker, in questo caso di due mini – play, tutti e due stranieri: Keshun Sherrill, più offensivo, e l’italo – argentino in prova fino al 4 settembre Gaston Whelan, con il compito di costruire il gioco. Scelta particolarmente coraggiosa, soprattutto alla luce di quanto successo nelle passate stagioni di serie A2 nella quali mai dal 2014, nelle squadre promosse in serie A, gli stranieri hanno occupato contemporaneamente gli spot 1 e 2. In molti casi, anzi, c’è stato sempre un piccolo, play o guardia, abbinato a un lungo, ala o centro.
Specificatamente, da quando il campionato è tornato a chiamarsi A2:
nel 2014 – 2015, Torino aveva Ron Lewis guardia e Ian Miller guardia – ala, con play Jacopo Giachetti;
nel 2015 – 2016, Brescia aveva Reggie Holmes guardia e Damien Hollis ala, play Juan “Lobito” Fernandez;
nel 2016 – 2017, Virtus Bologna aveva Michael Umeh guardia e Kenny Lawson ala – centro, con play Marco Spissu affiancato dai giovani Alessandro Pajola e Lorenzo Penna;
nel 2017 – 2018, Trieste aveva Javonte Green guardia – ala e Lawrence Bowers ala – centro, con play Juan Fernandez come a Brescia due stagioni prima;
nel 2018 – 2019, con tre promozioni: Treviso aveva David Logan play – guardia e Dominez Burnett guardia – ala, con play Matteo Imbrò; Virtus Roma con Nic Moore play e Henry Sims centro; Fortitudo Bologna con Kenny Hasbrouck guardia e Maarten Leunen centro – ala, play Matteo Fantinelli;
nel 2019 – 2020, sospensione per Covid;
nel 2020 – 2021, Tortona aveva Jamaar Sanders guardia e Jalen Cannon centro – ala, play Bruno Mascolo e Riccardo Tavernelli; Napoli con Josh Mayo play e Jordan Parks ala;
nel 2021 – 2022, Scafati aveva Rotney Clarke play – guardia ed Ed Daniel centro – ala; Verona con Karvel Anderson guardia e Xavier Johnson ala, play Marco Spanghero o Lorenzo Caroti.
Il basket, però, non è una scienza esatta, anche se alcuni vorrebbero ridurre tutto a un insieme di numeri. Vanno molto di moda le cosiddette analisi, dove tutti i vari aspetti del gioco e delle performance dei giocatori sono minuziosamente analizzati e ridotti a valori numerici. Per esempio, nella Nba alcune squadre mettono sotto la lente d’ingrandimento più 150 voci differenti. Noi siamo dell’ “old school” e teniamo sempre a mente quello che diceva coach Dan Peterson <…ci sono bugie, grandi bugie e statistiche…>. Quindi, è possibile, com’è nelle speranze di tutti i tifosi friulani e anche del sottoscritto, che l’Oww Apu di coach Boniciolli possa diventare la prima formazione con un assetto “rivoluzionario” a centrare la promozione in A, aggiungendo un altro titolo alla lunga carriera iniziata dall’allenatore triestino nel settore giovanile dell’Inter 1904, tanti anni fa.
(Nella foto Facebook Apu di copertina, in primo piano Sherrill e Whelan divisi da Mussini uno dei loro cambi in play)