In gara1 dei quarti di finale dei play – off, domenica scorsa, ho saltato un giro perché ci sono priorità nella vita. Meglio avrà pensato qualcuno, così non ci ha tediato. Oltre a un pranzo di famiglia che ho posticipato, avevo turno dalle 8 alle 14 con la Protezione civile dell’Ana al posto di ristoro per profughi ucraini all’Ente fiera dove c’è un centro di accoglienza per espletare le pratiche, burocratiche e sanitarie, di ammissione in Italia. Profughi molto eventuali nel dì di festa, come mi hanno assicurato colleghi più esperti che avevano già fatto turni nei fine settimana. Eppure bisogna esserci, per dare una mano se serve. Fra l’altro, ho fatto amicizia con un piacevolissimo volontario imparentato con un capataz della Federcalcio Fvg. In sei ore di turno abbiamo parlato di tutto, ma solo di sfuggita di balon e di basket. Il pallone nei suoi interessanti discorsi è saltato fuori soltanto perché, nel 2018, nella sua San Giovanni al Natisone si era fatto promotore attraverso anche altre associazioni di volontariato di “Insieme senza barriere”, un week end dedicato allo sport e all’inclusione sociale nel parco di Villa de Brandis. Combinazione su segnalazione del professor Claudio Bardini avevo partecipato, per Radio Spazio con cui collaboro da quando nel 2016 sono andato in pensione, il venerdì alla serata di presentazione con ospiti, fra gli altri, Manuela Di Centa e Bruno Pizzul, oltre all’Italia di calcio amputati di stanza in regione in quel settembre di quattro anni fa.
Dopo il pranzo familiare da me finito ben oltre l’ora della merenda, mi sono ributtato nella routine del basket visto prima in streaming e ho assistito al successo di Cividale con tripla da tre quarti campo di Eugenio Rota sul suono della sirena a Desio a fine stagione regolare in serie B. Poi ho seguito in tv l’esordio vincente dell’Old Wild West Apu Udine al Carnera nei quarti dei play – off tabellone Oro di A2 contro San Severo. Il successo è arrivato grazie a una consistente prestazione di squadra in versione autarchica, anche con statistiche al di sopra delle righe stagionali per Federico Mussini top scorer bianconero con 18 punti segnati, Ethan Esposito 13 e Michele Ebeling 12, sorvolando sui 13 + 11 rimbalzi di Francesco Pellegrino e i 12 punti di Michele Antonutti non nuovi a contributi del genere. Mentre sul fronte ospite il solo Ty Sabin, tiratore americano che aveva saltato le ultime due gare a orologio, ha chiuso in doppia cifra mettendone 19 e di rimarchevole per i pugliesi ci sono stati pure i 14 rimbalzi dell’all around Samuele Moretti, che ne ha presi 8 in attacco scompaginando l’area udinese.
Trevor Lacey e Brandon Walters? Se c’era chi paventava o sperava, dipende dai punti di vista, che stesse ancora fuori Sabin nell’Allianz ha dovuto portare pazienza. Non solo era sul parquet lui, ma dopo un paio di minuti era già out per infortunio a una coscia l’erede designato a Udine, in un colpo solo, di Charles Smith, Jerome Allen e Mike Penberthy tanto perché chi l’ha candidato si è fermato al basket udinese dei tempi moderni. Con la memoria non si scherza, ma ci si può giocare specie con chi non ne ha. Walters, per contro, si è messo fuori da solo caricandosi ben presto di falli e poi ci ha pensato anche una botta alla mano destra. Alti lai e stranguglioni a caldo, ma già all’indomani dopo esami strumentali il pivot è tornato disponibile per l’attività agonistica e il “pistolero”, con 25 punti segnati in finale di coppa Italia di cui è stato anche l’Mvp, è lì lì per tornare. La ruota della fortuna può anche girare dopo mezza stagione regolare giocata contro squadre senza un americano e una a orologio con Fabriano all Italia. Comunque, c’è di peggio nella vita. Come per chi all’improvviso scappa da casa e della sua patria per la guerra. O come per chi, pace all’anima sua, trova la morte in un condominio Ater udinese pare per mano di un foggiano originario di San Severo, ironia della sorte proprio alla vigilia della sfida con l’Oww al Carnera, trapiantato in Friuli da una ventina di anni.
C’è di peggio perché, intanto, l’Apu ha vinto anche senza americani contro i foggiani, a conferma se mai ce ne fosse bisogno di un organico di primo livello in A2. E c’è di peggio perché nessuno è in fuga in casa bianconera, dove mai come in questa stagione si sono avute tante attenzioni per l’organico specie dopo che in quella scorsa era stato manifestato il rimpianto di non avere pensato a un “gettonaro” al posto di Dominique Johnson fuori due partite per Covid. In questo precampionato ci si è premuniti ed è arrivato Dwayne Lautier per tenere il posto in caldo a Lacey, visto che lo richiedevano le sue condizioni fisiche dopo due stagioni giocate a scartamento ridotto. Proprio oggi è in arrivo Manuel Suarez, ala – centro cilena di passaporto spagnolo, classe 1993, 207 centimetri, proveniente dagli ungheresi dell’Hubner Nyiregyhaza. Comunitario di pronto impiego in caso di defaillance del caratteriale Walters. Fanno dodici senior e quattro under, anche con le ultime aggiunte in famiglia. Serve altro in vista dell’agognata A?
Un’ultima annotazione ancora su gara1, mentre sta per andare in scena quella del possibile 2-0 nella serie al meglio di 5 partite con San Severo, dove si giocherà da venerdì. Per la serie me la suono e me la canto, è stato dato risalto alla targa consegnata dall’udinese Giacomo Galanda al Carnera per il quinto posto della selezione 2004 Apu Young Stars, su 8 squadre partecipanti, al torneo di Pasqua ad Ampuis Vienne in Francia. Speriamo sia di buon auspicio visto che Gek, all’epoca emigrando da Udine, ha vinto tre scudetti fra Varese, Fortitudo Bologna e Siena ed è stato capitano azzurro dell’argento olimpico ad Atene 2004. Per il momento non c’è altro aggancio con il gesto di Galanda, primissimi passi all’Ubc Udine allora allievo dell’attuale dt e senior assistant dell’Apu, Alberto Martelossi, e ora nuova sodale, anche tv, di capitan Antonutti.
(Nella foto di copertina, Michele Ebeling a tu per tu con Dalton Pepper in palleggio in gara1 al Carnera)