Valerio Antonini (in foto di copertina), presidente e proprietario del Trapani Shark, nell’intervista concessa oggi a Il Giornale di Sicilia è tornato a parlare di quell’ambiente di A2 da cui si è separato con la vittoria del campionato cadetto:
<Il mondo è pieno di allenatori, direttori sportivi e giocatori. Tutti sanno che nessuno è indispensabile, l’unico a esserlo è il presidente che mette le risorse. Nello sport ritengo che tutto sia legato alla determinazione e alla voglia di fare. Vedo intorno a me presidenti che non hanno il minimo interesse a vincere. Nella A2 di basket ci sono realtà senza ambizioni. Questo andava bene con Basciano, che oggi devo rivalutare perché lui aveva capito che con investimenti minimi riusciva a mantenere la categoria e ad avere un ruolo in Lega. Con la stessa disponibilità economica io oggi farei la stessa cosa. Il campionato di serie A costa cinque volte quello di A2, con introiti minimi che non coprono nemmeno i costi di iscrizione, pari a 500 mila euro. La mia determinazione ha avuto riscontri clamorosi con il record di abbonamenti nel basket. La città sta esaurendo gli abbonamenti a un mese e mezzo dall’inizio del campionato, con 3.306 tessere distribuite, che corrispondono a 1,2 milioni di euro di in casso>.
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A buon intenditor poche parole. Forse questa è la vera differenza, a volte con esuberanze anche discutibili, fra Antonini e altri presidenti dell’A2. Tanto da tacciarlo di essere fuori mercato. In un solo anno dalla fondazione, però, è già salito in A. E promette altri traguardi ambiziosi, andando anche al di là del suo ds Valeriano D’Orta che, sempre a Il Giornale di Sicilia, ha dichiarato: <Vogliamo centrare la qualificazione alla Coppa Italia e arrivare il più in là possibile in campionato>.
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Intervistato da Michele Scandariato e Federico Tarantino, il presidente della Trapani Shark, Valerio Antonini, ha messo subito in chiaro gli obiettivi stagionali: <Vogliamo arrivare fino in fondo. Nel basket abbiamo fatto una squadra sorprendente, riuscendo a convincere giocatori importantissimi. Gli arrivi di Pleiss e Galloway hanno dato solidità e credibilità anche alle precedenti operazioni e puntiamo alle semifinali. La solidità del progetto è stata la chiave di volta. Credo di essere riuscito a dare grande credibilità al sistema Trapani. Sono continuamente cercato da procuratori che offrono giocatori importanti>.
Antonini punta a realizzare nuove strutture sia per il calcio che per il basket trapanese: <Gli impianti attuali sono piccoli e sto lavorando in maniera determinata, con l’obiettivo preciso di non perdere ulteriore tempo. Noi dobbiamo avere due impianti nuovi urgentemente. Strutture moderne e in linea con le normative vigenti per la Serie A del calcio e per l’Eurolega di basket. Obiettivi che nell’arco di tre anni dobbiamo raggiungere. Per farlo c’è la necessità di coinvolgere il Comune di Trapani e la Regione Siciliana. La Sicilia non ha mai vinto uno scudetto tra calcio e basket. Rappresentiamo un potenziale volano economico-sportivo clamoroso per la regione. Abbiamo un colloquio costante e positivo con entrambe le istituzioni. Sono convinto che insieme a medio-lungo termine arriveremo alla vittoria>.