<La Libertas Livorno 1947 comunica che la Corte Sportiva d’Appello, in parziale accoglimento del reclamo proposto dalla società all’indomani della partita contro Acqua San Bernardo Cantù, ha ridotto da due a una le giornate di squalifica del campo di gioco.
La Libertas Livorno 1947 commuterà il rimanente turno di squalifica in sanzione pecuniaria per cui la squadra amaranto giocherà regolarmente al palasport “Bruno Macchia” di Livorno le partite casalinghe del 6 e del 13 novembre rispettivamente contro Cividale e Pesaro>.
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<Prendiamo atto che a Livorno è permesso metter le mani addosso ai giocatori. VERGOGNA>
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E noi, dopo lo schiaffo in testa a Riccardo Moraschini mentre stava per effettuare una rimessa, prendiamo atto che stavolta almeno le apparenze sono salve: due giornate, ricorso, riduzione a una e commutazione della squalifica in sanzione pecuniaria. Stavolta la sia pur “breve”, per definizione, giustizia sportiva ha fatto tutto il suo corso, anche perché c’era tutto il tempo per farlo. Non come, invece, dopo la rissa da saloon sul parquet a fine secondo quarto di Apu–Cento quando, a tre giorni dal derby friulano a Cividale, sarebbe stato troppo stressante proporre la stessa trafila. Allora, sùbito una giornata a testa agli attori protagonisti Xavier Johnson e Vittorio Nobile e, quindi, è scattata sùbito la commutazione in sanzione pecuniaria senza bisogno di ricorsi. In entrambi i casi la parola chiave nelle motivazioni è stata <tenuità del fatto>. Cosa bisogna fare di grave sul parquet o nei palazzetti per scontare una squalifica? La Ueb, come nel derby giocato senza Martino Mastellari contro l’Apu al completo, si dimostri di nuovo più forte sul campo, anche al palaMacchia. Pure a rischio di prendere qualche scappellotto in testa… Si può sempre prendere in considerazione l’idea di dotarsi di elmetto nella divisa di ordinanza.