Pasqua con chi vuoi, Pasquetta con Rbr: la Rivierabanca Rimini torna in campo nel posticipo della trentasettesima giornata di serie A2, penultima di ritorno, e lo fa nell’occasione mai banale del derby con la Flats Service Fortitudo Bologna. Al palaDozza, lunedì 21 aprile alle 20.45, i riflettori (compresi quelli della Rai) saranno tutti puntati su due squadre che promettono spettacolo nonostante le situazioni di classifica differenti; se gli ospiti, ritrovata la forma migliore, sono certi dei play – off e cercano l’ultima vittoria mancante per la matematica conferma del secondo posto, gli incerottati padroni di casa vogliono a tutti i costi evitare i play – in che, vista la nona posizione in classifica, a oggi dovrebbero affrontare. Attenzione, però, a non sottovalutare la difficoltà dell’incontro: malgrado il clima previsto in questo lunedì di aprile sia più vicino all’inverno che all’estate, il palaDozza sarà bollente come lo fu all’andata il Flaminio, dove i ragazzi in biancorosso si imposero per 74-66.
Reduce da tre sconfitte di fila (in mezzo alle sfortunate trasferte a Udine e Forlì, uno stop casalingo con Cividale), la Fortitudo – soprattutto in casa, dov’è 15-3 – resta squadra temibile, soprattutto quando il suo sistema rende al meglio. I biancoblù hanno la migliore difesa dell’A2 (73,6 punti subiti a gara e quinti per palle recuperate), potendo contare su un ottimo rendimento pure sotto le plance (settimi); da regolare, invece, l’attacco (quartultimo con 75,5 punti segnati) nonostante i felsinei tirino con discrete percentuali (51% da due e 35% da tre) e, soprattutto, siano in abbondanza primi per assist, più di 20 a gara.
Dalla seconda di campionato è tanta l’acqua passata sotto i ponti e la Fortitudo si presenterà in maniera decisamente diversa rispetto a ottobre, a partire dalla panchina, dove – esonerato Cagnardi – siede di nuovo Attilio Caja, artefice della finale play-off della scorsa stagione.
Il tecnico pavese potrà fare affidamento su Matteo Fantinelli in veste di play: il faentino è il miglior assistman del campionato per distacco (quasi 9 a partita!) e sfrutta i suoi 194 cm e il suo gioco atipico per realizzare quasi 10 punti e conquistare oltre 5 rimbalzi a uscita; giocatore dal profilo soprattutto interno (53% da due, 25% da tre), Fantinelli può segnare in penetrazione o sfidare in post i pari ruolo, creando vantaggi con il tiro o con i passaggi ai tiratori. Profilo simile per la guardia Riccardo Bolpin: come il compagno di reparto, il numero 9 felsineo ha centimetri (197) e difesa, a cui abbina un ottimo 39% dalla lunga distanza che gli consente di fatturare a tutto tondo (9 punti, 3 rimbalzi e 4 assist) potendo giocare sia da point guard sia nello spot di due.
L’ala è il tiratore Fabio Mian, cecchino dal 41% dall’arco capace di colpire soprattutto ricevendo gli scarichi o in uscita dai blocchi, ma anche creando dal palleggio (anche il 36% in area); veterano della massima serie (Trento, Cremona, Trieste e Scafati), Mian porta in dote 12 punti ad allacciata di scarpe oltre a 2,5 rimbalzi ed energia lontano dal pallone.
La coppia di lunghi è americana e ben assortita: nel ruolo di 4 c’è Kenny Gabriel già visto a lungo in A (Brescia), ma anche in Eurolega e capace di vincere gare quasi da solo quando è la sua giornata. Top scorer dei suoi con 15 punti esatti a uscita, Gabriel è un giocatore perimetrale (oltre 8 triple tentate a gara e realizzate con il 34%) che può prendere (e segnare) tiri sia grazie al pick and pop o alle uscite dai blocchi sia fuori dagli schemi, senza ritmo e in transizione, attaccando anche il canestro in penetrazione (47%) e risultando essere – di fatto – croce e delizia dell’attacco fortitudino; anche se non è lui la chiave della difesa bolognese, poi, può aiutare soprattutto a rimbalzo (6,4) con i suoi 203 cm. Con lui si complementa molto bene il centro Deshawn Freeman, big man atletico di “soli” 203 cm, ma capace di concludere efficacemente dentro l’area (14,8 punti con il 61%) sia schiacciando al ferro gli assist dei compagni, anche in transizione, sia dal post basso e dalla media; con oltre 8 rimbalzi e una presenza non indifferente, Freeman è un fattore anche in difesa (ottimo intimidatore, è anche in top ten per stoppate).
In panchina la Fortitudo, complici alcuni infortuni, ha cambiato più volte pelle. Perso Sabatini in play, è in dubbio per un infortunio a una mano anche il suo sostituto Luca Vencato arrivato da Orzinuovi a stagione in corso; Vencato è l’alter ego del titolare Fantinelli: grosso (194 cm) e interno, in meno di 15 minuti sul parquet segna 4 punti e distribuisce altrettanti passaggi vincenti, con 2,6 rimbalzi a condire il tutto. Se fosse ancora assente, aumenteranno le responsabilità di Alessandro Panni, scattante combo che prende oltre 3 triple a gara (24% quest’anno, ma molto meglio in carriera) contribuendo con poco più di 3 punti e 1 assist, ma anche con grande energia in attacco e in difesa, alla causa fortitudina.
Il sesto uomo di lusso è Pietro Aradori, a 36 anni compiuti e di rientro da un grave infortunio è ancora in grado di far vedere tutta la sua classe offensiva (quasi 11 di media con il 52% da due e il 37% da tre); la difesa è sempre stata un problema, ma con quelle percentuali e un jumper dalla media perfetto non è difficile perdonarlo, soprattutto nelle gare in cui si prende sulle spalle l’attacco della Flats Service; anche per lui, però, la presenza non sarà garantita per via di un lieve infortunio subìto nelle scorse settimane.
Il pacchetto lunghi dei biancoblu è completato da un buon mix di freschezza ed esperienza. Se i cambi del 4 sono Leonardo Battistini (1995) e Leo Menalo (2002), al centro del pitturato svetta l’ex azzurro Marco Cusin (40 anni compiuti). Battistini è ormai un veterano della categoria e può mettere in campo uno skill set completo (4 punti e 3 rimbalzi, ha buone percentuali sia da due 51%, sia da tre 39%) pur incappando a volte in problemi di falli. Cusin non ha bisogno di presentazioni: solido cambio nel pitturato (circa 3 punti e altrettanti rimbalzi), prende pochi tiri, ma li segna con il 52% e può aprire un po’ l’area con la sua ottima mano dalla media. Il croato Menalo, infine, ha avuto poco spazio per incidere (8 gare giocate con poco più di 10 minuti) ma è comunque un giovane di 208 cm che sa fare canestro dentro e fuori l’arco: ci sarà solo in caso di assenza di almeno uno tra Vencato e Aradori.
È a roster, ma fuori rosa, anche l’americano Donte Thomas: per l’ala ex Torino solo 7 partite a sostituire Gabriel, con medie poco lusinghiere (3 punti e 3,4 rimbalzi).
Il roster Fortitudo è molto fisico e il coach pavese utilizza le caratteristiche individuali dei giocatori per farli rendere su entrambi i lati del campo. Offensivamente, la Flats Service sfrutta i corpi a disposizione per sviluppare diversi giochi basati sui blocchi, sia sui portatori di palla sia su quelli senza il possesso, potendo creare mis-match vantaggiosi sotto canestro non solo con i lunghi, ma anche con giocatori come Fantinelli capaci di creare per sé e i compagni spalle a canestro. L’esperienza diffusa nel gruppo bolognese sa bene come affrontare i diversi momenti di una gara, reagendo alle difficoltà e prendendo energia offensiva dalla propria difesa, non solo dal punto di vista emotivo, ma anche da quello tecnico, avendo la possibilità di correre il campo in contropiede primario o in transizione e di trovare il canestro tanto attaccando il ferro quanto dall’arco. Alla difesa della Rivierabanca, quindi, sarà richiesto uno sforzo importante per limitare le soluzioni offensive dei biancoblu, sopperendo con l’energia alla carenza di centimetri che può nascere da alcuni accoppiamenti e partendo da un buon attacco per evitare la transizione bolognese.
È soprattutto sulla difesa, infatti, che i padroni di casa costruiscono le loro vittorie. La squadra di Caja è aggressiva sul pick and roll e sfrutta la propria fisicità per impedire agli avversari facili conclusioni al ferro. Le buone difese della Flats Service danno ritmo al suo attacco, quindi attaccare con profitto le scelte di Bologna sarà fondamentale per i biancorossi. La Rivierabanca dovrà essere capace di non farsi ingabbiare, attaccando dinamicamente la retroguardia avversaria e sviluppando un gioco basato sul movimento rapido del pallone, trovando un equilibrio tra gioco interno e soluzioni perimetrali che non fornisca alla Fortitudo troppe occasioni di correre in campo aperto.
Forza Rimini!!!