A 14^A: Trapani per protesta
valuta di non giocare a BO
e sollecita un confronto

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Primo atto della guerra dei comunicati fra Trapani Shark, Fip e Lba.
Il direttore sportivo della Trapani Shark, Valeriano D’Orta, ha letto un comunicato in sala stampa dopo la partita contro Varese:
<Mi avvalgo di appunti per cercare di essere preciso e puntuale. La Trapani Shark prende atto delle recenti determinazioni adottate dalla LegaBasket e dalla Federazione Italiana Pallacanestro che rappresentano un atto di palese ingiustizia e accanimento persecutorio nei confronti del club. Compromettendo irreparabilmente la sua competitività e l’equità dell’intero campionato. Come si è visto anche stasera dove in condizioni di normalità avremmo rispettato quelle che sono evidenti differenze di classifica, con i nostri avversari. La reiterata – e per quanto ci riguarda ingiusta – decisione di non far sedere in panchina l’allenatore Alex Latini, unita alle sanzioni sproporzionate e infondate comminate alla società, nonostante la piena regolarità sostanziale documentata a più riprese, la buona fede dimostrata e l’assoluzione del Tribunale Federale per il presidente Antonini sul tema dei crediti fiscali, non è solo un ostacolo operativo, ma un vero e proprio attentato all’immagine e alla sopravvivenza del club.
I precedenti e il club pronto a non andare a Bologna
Tali misure, che ignorano precedenti clamorosi come quello di Cantù nel 2019 e Brescia nel 2020, dove la Fip ha attivamente favorito soluzioni flessibili per evitare collassi all’intero sistema, evidenziano un doppio standard inaccettabile e un trattamento vessatorio mirato contro la Trapani Shark. Mettendo seriamente a rischio i principi basilari di equità sportiva e parità tra affiliati. In questo clima di totale incertezza, arbitrarietà, mancanza di dialoghi, dove la maggior parte dei giocatori ha manifestato la volontà di andarsene, e nel rispetto della correttezza che ha sempre guidato le azioni del club, la società annuncia che sta valutando seriamente e con urgenza l’opzione di non prendere parte alla gara in programma a Bologna valida per il 14° turno di campionato. Questa decisione estrema non è un capriccio, ma un atto di protesta necessario per denunciare pubblicamente la gravità di quanto stiamo subendo e per sollecitare un confronto costruttivo e istituzionale con gli organi competenti. Nella convinzione che il dialogo e il rispetto reciproco siano fondamentali per garantire equità e tutela a tutte le componenti del sistema sportivo>.

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