Il manager Fadini ricorda
l’amico Dalipagic
al funerale a Belgrado

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Ospite speciale alla commemorazione di Dražen Dalipagić: “È morto il giorno in cui ha segnato 70 punti 38 anni fa”

Martedì nell’Assemblea comunale di Belgrado si è tenuta la commemorazione della leggenda del basket serbo Dražen Dalipagić e, oltre alle numerose persone del mondo dello sport, è venuto dall’Italia anche il manager Andrea Fadini.

Si è rivolto con parole commosse l’uomo che nella sua carriera ha collaborato con il famoso Praja durante il suo viaggio da Udine, via Venezia, fino a Verona.

<Buongiorno a tutti, grazie mille per la vostra ospitalità e l’opportunità che mi avete dato di ricordare il mio amico Praja. L’Italia è stata una parte molto importante nella carriera di Praja, nella vita di Praja. Sette anni tra Venezia, Udine e Verona, più qualche stagione da direttore tecnico a Gorizia. La notizia della morte di Praia ha colpito l’Italia, faccio un esempio: il quotidiano politico “Corriere della Sera” ha dato notizia della sua morte. Praja ha sempre giocato nel nord Italia, voglio credere che sia perché voleva essere vicino a Belgrado.

– Ma potrebbe esserci un’altra ragione: in quel periodo, a quel tempo il nord Italia e il loro basket erano “pazzi”, erano affascinati dai giocatori della Jugoslavia e Dalipagić era uno di loro. Anche grazie a TV Koper, che ha trasmesso tutte le partite del campionato di pallacanestro della Jugoslavia. Io ero uno di quelli che non si perdeva mai quelle partite, sono anche il giovane manager che seppe convincerlo a venire a Udine nel 1983, ma grazie all’incomprensione tra lui e il Real Madrid. Praja giocava nel Real da straniero, ma lo misero solo a giocare in Coppa Campioni. Praja pensava che avrebbe giocato a pieno titolo sia in campionato sia in Coppa, ma il Real ha ingaggiato Mirza Delibasic ed era arrabbiato. Non c’era internet, né telefono, da Madrid si è preso ed è andato al mare con la famiglia, poi è arrivato in Italia>.

Ha ripercorso il periodo a Verona, dove giocò a 37 anni, e ha ricordato anche la celebre partita in cui segnò 70 punti con la maglia del Venezia.

<Abbiamo fatto una grandissima stagione a Verona, aveva 37 anni, ma era fantastico. In quel periodo c’era anche Pino Brumati che stava concludendo la carriera nel Verona. Sono tante le storie legate a Praja che abbiamo vissuto in Italia, tanti i successi, ma come dimenticare la partita in cui ha segnato 70 punti. Quella partita si giocò 38 anni fa, una sfortunata coincidenza fu il 25 gennaio e il giorno in cui Praja ci lasciò. Ultimamente a Praja non piaceva andare all’Arena a vedere le partite, gli piaceva vedere le partite di basket in TV, lo facevo andare al palasport quando venivamo noi e veniva sempre accolto da tutti i tifosi ed era così a disagio, sì, era a disagio a sentire quell’amore per lui e quell’attenzione da parte di tutti i fan>.

Alla fine, ha sottolineato con parole oneste la loro amicizia.

<Praja sembrava rude, ma era una persona che conosceva l’umorismo e una persona integra, era un anticonformista. Non gli piaceva la retorica e sicuramente si sarebbe arrabbiato se avesse potuto vedere questo incontro, ma questa volta ho deciso di non ascoltarlo. Mi piaceva discutere, parlavamo spesso, litigavamo, lui era duro, ma anche tenero, ma questo voglio dirlo alla famiglia: avevano una persona speciale nella loro vita. Dirò di più.

– Sonja, Sanja, Davorin siate felici, orgogliosi di essere la sua famiglia. Era speciale, una persona molto, molto buona e alla fine è stato uno dei più grandi giocatori di basket del mondo>, ha concluso Fadini.

Fonte: Telegraf.rs

Foto: Nikola Tomić

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