Garano, colpo di fulmine
per la triestina Nancy
da ME in Fvg tra Inps e basket

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Pippo Garano (nella foto di copertina) è stato un grande studioso e maestro di basket. Classe 1934, siciliano di Messina dove la cultura cestistica aveva largamente beneficiato della presenza delle truppe alleate sbarcate già nel 1943, grande amico di Vinci una delle personalità di vertice della Fip, si laureò in Giurisprudenza. Conobbe Nancy giovane giocatrice triestina proprio in un torneo estivo a Messina. Fu un colpo di fulmine! Vincitore di un concorso nazionale a funzionario Inps, Pippo optò per la sede di Udine che gli consentiva di avvicinarsi a Nancy e fu matrimonio molto felice.

A Udine, Pippo entrò nel settore tecnico della Virtus Friuli dapprima nel settore giovanile poi nella prima squadra allora in serie B. Impose immediatamente la sua personalità portando innovazioni assolute come la zona pressing 3-1-1 tutto campo che aveva appreso da Lou Carnesecca nell’estate del 1967. Riuscì a trasformare giocatori spontanei come Silvio Savio, Silvestrini, Paderni, Cojutti e Tavoschi in esperti capaci di adeguarsi a tattiche innovative valorizzando anche giovani come Mazzoli e Michelutti e inserendo pure virgulti del settore giovanile come Paolo Viola, Gasparini e Dose. Nell’estate del 1968 Viola in quintetto base della nazionale juniores con Meneghin, Bariviera e Bertolotti fra gli altri fu acquistato da Cantù squadra fresca dello scudetto. Fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta l’alleanza fra la Virtus, la Libertas Udine e lo sponsor Patriarca vide Garano capo del settore tecnico di un progetto ambizioso che Patriarca coltivò per qualche anno prima di trasferirsi a Gorizia.

Garano, nel frattempo divenuto direttore della sede Inps di Udine, si riciclò nelle serie minori riuscendo nel 1979-’80 a portare la seconda squadra di Pordenone, la Oece ex Casaviva, in serie B. Dopo due anni interlocutori alla Eurocar capitanata da Bettarini fece ritorno a PN sfiorando la promozione in A2, sfumata solo all’ultimo minuto di un drammatico spareggio, una ferita che non avrebbe mai digerito. L’anno successivo passa al settore femminile sempre a PN ove il Codroipo ha trasferito una ottima squadra di A2. Un’esperienza fugace prima di un’esperienza al Don Bosco Trieste e poi di nuovo a Udine all’arredamenti Morena. Alla fine degli anni Ottanta un definitivo ritorno a Trieste femminile con sponsor Crup e promozione dall’A2 alla massima serie, categoria difesa con successo nell’anno successivo. Tornerà al settore maschile a Trieste con il Don Bosco lavorando anche nel settore giovanile sia maschile sia femminile facendo crescere talenti come Cavaliero, poi capitano della squadra Triestina in A1, e la nipote Alice Policastro, che sarebbe stata a sua volta capitana della prima squadra femminile in qualche stagione degli anni 2000.

Professionalmente, dopo avere diretto le sedi Inps di Gorizia e Trieste, al momento del pensionamento si dedica con grande entusiasmo e discreto successo al ruolo di giudice di pace. Ma certo il basket rimane il suo grande amore. Pur con anni travagliati per motivi di salute, sia personali sia della moglie, non aveva mai perso entusiasmo e passione sia nella sfera familiare, allietata da tre figli, da qualche nipote e dal 15 maggio scorso orgoglioso bisnonno di Alessandro, sia in quella sportiva. Lascia un grande vuoto in tutti coloro che hanno avuto il piacere e la fortuna di averlo come maestro e amico impagabile.

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