Ha viaggiato sicura, e scortata, sul pullman Arriva Udine della Saf Autoservizi di rientro da Roseto degli Abruzzi la prima coppa Italia di serie A2 Lega nazionale pallacanestro, ma anche di ogni altra categoria maggiore, che il capoluogo friulano possa vantare. A sorvegliarla, e festeggiarla, capitan Michele Antonutti e compagni dell’Old Wild West Apu vincitori, ma soprattutto il capitano che la inseguiva da tre anni. Nel 2019 gli era sfuggita perché, suo malgrado, aveva interrotto il rapporto con Treviso di coach Massimiliano Menetti, con cui aveva conquistato l’Eurochallenge 2014 da capitano di Reggio Emilia, quattro giorni prima che la De’ Longhi se l’aggiudicasse. Nel 2020, come tutti, se l’è persa perché la Coppa Lnp è stata sospesa a causa del Covid. La stagione scorsa, invece, l’ha persa capitanando l’Oww in finale contro Napoli. Ecco perché questa non la molla mai: la Coppa, perché la tripla (di questi tempi non è bene parlare di bombe) gli riesce ancora bene specie piedi a terra. Probabilmente l’avrà portata a vedere a casa anche al suo cane Pasquale o avrà portato lui in pellegrinaggio a renderle omaggio, amico fedele da cui non si separa più dai tempi del palaMaggiò a Castel Morrone di Caserta dove il randagio si era ricavato un posto tutto suo in tribuna.
Randagia non è questa Coppa conquistata dall’Oww con un lavoro di staff capeggiato da coach Matteo Boniciolli, assistito dai viceallenatori Finetti e Campigotto entrambi Carlo e dall’assistente preparatore atletico Tommaso Mazzilis (che ha lasciato il femminile…), e che si avvale anche dell’esperienza del senior assistant Alberto Martelossi, reinventatosi pure dt, e del professor Luigino Sepulcri, un’eminenza grigia in materia di muscoli. Arriva alla terza finale guadagnata in due anni di lavoro, con solo quella di Supercoppa di settembre scorso sfuggita in semifinale nel settembre scorso a Lignano Sabbiadoro. Giunge a felice compimento di metà lavoro stagionale, mentre l’altra metà è finalizzata a prendersi la rivincita sull’altra finale persa la stagione scorsa, quella sempre contro Napoli nei play-off promozione, e a riprendersi la A che a Udine manca dal 2009.
Intanto, c’è da festeggiare questa Coppa di A2 Lnp 2022 che si colloca tra gli allori più belli di Udine cestistica. In campo maschile arriva solo dopo le quattro promozioni in A: la prima, storica con la Snaidero nel 1968; la seconda, a sorpresa, con la Gedeco 5-3-5 nel 1984; la terza, riprogrammata ma sùbito ripersa, con la Fantoni nel 1986. L’ultima, guarda caso, di nuovo con i colori arancione per un secondo ciclo di un’altra dozzina di anni, nove dei quali di fila in A “senza se e senza ma” in entrambi i casi. Alla guida c’era Boniciolli, novello capoallenatore in A2, che ora si ricandida a essere il primo a portare Udine per due volte nella massima serie. Intanto, il coach triestino ritiene di essersi sdebitato con la città a cui è legato e a cui deve riconoscenza dedicandole questa Coppa. Regalandole la sua seconda promozione in A può superare lo slavo Boris Kristancic artefice della prima Snaidero, l’ungherese Lajos Toth del miracolo Gedeco e l’udinese Claudio Bardini, unico profeta in patria, della Fantoni caineriana. Tra i traguardi maschili più significativi dei tempi e degli stili non va dimenticato, anzi, il piccolo scudetto juniores conquistato nel 1976 dalla Snaidero allenata dal professor Flavio Pressacco.
Scudetti di cui è stata antesignana, e a livello seniores, l’Associazione pallacanestro udinese nel basket femminile contro tre titoli italiani vinti a cavallo tra fine anni Cinquanta e inizio Sessanta: i primi due, presidente Dino Bruseschi, con Giovanni Bertoldi allenatore nel 1959 e poi con Bruno Ceron nel 1960; il terzo e ultimo, presidente Mario Bertoli, con il professor Tullio Pittini tecnico nel 1961. Con un’appendice nel 2009, anche questa significativa di come si lavora tuttora in questo settore da parte della Libertas Basket School, di un piccolo scudetto juniores in versione rosa vinto, al palasport Benedetti, dall’allora Libertas Sporting club Udine allenata da Gianluca Abignente di cui l’attuale Lbs è legittima erede sotto la guida del presidente Leonardo De Biase, già dirigente Sporting e ora in associazione temporanea di scopo con l’Apu.

Nel suo lungo viaggio nella notte da Roseto, concluso dopo l’alba a Udine, la Coppa di A2 Lnp 2022 si è portata dentro anche tutti questi ricordi almeno nella memoria di chi ne ha. C’è tempo per riaggiornare l’albo d’oro udinese con la promozione in A della “manita”. Intanto, si può brindare in coppa sempre che la si ritrovi, ci sia concessa la licenza, perché capitan Antonutti la mostra un po’ a tutti. Anche, come si può vedere in foto, a Cesare Pigani, figlio dell’event manager dell’Apu, Giovanni. Caso mai non si ritrovasse il trofeo, chiedere informazioni a Patrick, la mascotte delle partite al Carnera.
(Nella foto di copertina, la Coppa di A2 Lnp sul pullman Arriva Udine in partenza da Roseto degli Abruzzi e, in quella nel testo, capitan Michele Antonutti mentre la fa toccare con mano a Cesare Pigani)