Ci ha lasciato Antonio Zorzi, il mitico Paron del basket. Classe 1935, grande talento goriziano dell’epoca della pallacanestro pionieristica nella quale i talenti non si costruivano, ma crescevano spontaneamente, e nella nostra Regione in gran numero, nei campi all’aperto. Erano anni nei quali i giovani trovavano largo e immediato spazio. Nella stagione 1951-’52 Tonino è già uno dei protagonisti della promozione della Unione Ginnastica Goriziana (U.G.G.) alla massima divisione, allora prima serie. Al suo fianco fra gli altri Bensa, Collini, Rosa e Silvano Punteri; in panchina Bruno Gubana. Anche i primi quattro discreti giocatori, anzi Rosa era anche lui un potenziale fuoriclasse a cui fu impedito di spiccare il volo verso le grandi squadre lombarde e bolognesi, come riuscì invece ad altri giocatori di Gorizia (Vittori e Sardagna) e Gradisca (Canna e Macoratti).
Nei due anni successivi Zorzi gioca in serie A con la divisa dell’U.G.G. e mette in mostra le sue formidabili doti di attaccante nato: secondo il linguaggio dell’epoca, entrate con conclusioni acrobatiche e grande precisione nel tiro da fuori. Nel 1954, non ancora ventenne, emigra a Varese, sponsorizzata Storm dove si fermerà per ben otto stagioni consecutive. Il suo talento esplode immediatamente: è capocannoniere del massimo campionato con 527 punti in 22 partite e si tenga conto che si potevano tesserare due stranieri per squadra. Dopo un anno interlocutorio contribuisce a una progressiva crescita della società varesina che dal 1958-’59 sarà abbinata all’Ignis del mitico industriale Giovanni Borghi. Nello stesso anno è il primo podio (terzo posto) in campionato, bissato nel 1959-’60.
Lo scudetto, il primo della storia varesina con 21 vittorie su 22 partite, è conquistato nel 1960-’61, seguito dalla piazza d’onore nell’annata successiva (1961-’62) ultima del ciclo varesino di Zorzi. Dal 1956-’57 al 1959-’60 Zorzi è ininterrottamente capocannoniere della squadra con 474 punti (terzo nella generale) nel 1956-’57; 404 nel 1957-’58; 487 nel 1958-’59 (secondo nella generale); 510 nel 1959-’60 (ancora terzo nella generale). Nelle ultime due stagioni varesine lo sostituiranno nel ruolo altri due grandi campioni dell’epoca: Nane Vianello nel 1960-’61 e Giovanni Gavagnin nel 1961-’62. Sono numeri che giustificano l’attribuzione a Zorzi della palma di migliore giocatore della pur gloriosissima storia, ricca di grandissimi giocatori, della Pallacanestro Varese.
Abbiamo detto molti trionfi, ma anche una grande amarezza. Tonino ha espresso il grande rammarico di essere stato trattato nel suo periodo d’oro come una pedina marginale della Nazionale, nella quale aveva esordito giovanissimo disputando l’Europeo del 1953 e totalizzando 22 presenze in totale, con conseguente esclusione per esempio dalla formazione che partecipò sfiorando la medaglia di bronzo alla Olimpiade di Roma del 1960. Il punto era che l’allenatore dell’epoca Nello Paratore lo considerava come un attaccante/cannoniere contrapponendolo all’accoppiata Vittori-Lombardi di stazza fisica molto più adatta al ruolo di ala/guardia offensiva, mentre Zorzi si sentiva playmaker e avrebbe preferito questo ruolo a quello di realizzatore. Ma all’epoca in Italia non si poteva nemmeno pensare a un playmaker alternativo al supercarismatico Gianfranco Pieri.
Di qui la decisione di Tonino di abbandonare almeno momentaneamente le luci della ribalta, tornando a Gorizia nel duplice ruolo di giocatore-allenatore, pur ancora sprovvisto di patentino per il secondo ruolo. Siamo nel 1962-’63 e nella nuova veste Zorzi porta l’U.G.G. al titolo italiano della seconda serie con promozione nella massima divisione, conservando poi la categoria nella successiva stagione 1963-’64, ma non riesce a evitare la retrocessione nel 1964-’65, seguita poi da un’altra immediata promozione, e altro titolo di campione d’Italia del secondo livello, nel 1965-’66.