Mezzo angolo
Blasone-Bulzicco
e smile con Ivancich

Il post del 24 novembre scorso su questo blog “La posizione di post basso ha ragione di esistere? Ecco mezzo angolo e smile”, a cura del professor Maurizio Ivancich, ha generato finora due tipi di reazioni manifeste, oltre a quelle giunte a lui in privato. C’è chi si è rifugiato nell’amarcord e chi, al contrario, guarda avanti interessato.

Due esempi di questo tipo di reazioni, di spirito diametralmente opposto, sono apparse a commento in calce al post suddetto sul blog stesso. Telegrafico il professor Alberto Andriola: <Il mezzo angolo vecchia passione di coach Bulzicco>.  

Gli risponde Ivancich: <Ciao Alberto, sono lusingato che tu abbia ricordato il mio amico Giorgio Bulzicco, che ho sempre considerato un innovatore e grande studioso di basket. La proposta da me formulata, però, va ben oltre la posizione di “mezzo angolo” e si articola anche sulla posizione di “smile”: una semi-circonferenza nata come segnale difensivo che si trasforma, in questo caso, in punto di riferimento offensivo per una presa di posizione dinamica. D’altronde, lo “smile” non esisteva ai tempi di Giorgio e l’area dei tre secondi era trapezoidale, quindi con spazi completamente diversi. Come arrivarci, da dove e quando ho cercato di svilupparlo come meglio possibile nel mio precedente intervento, non potendo usare diagrammi o sperimentarlo in campo. Per eventuali approfondimenti, qualora servisse, resto a disposizione>.

Articolato e futuribile il commento di Ezio Cossio, che è tra i quattro fondatori del blog: <Complimenti a Maurizio per l’articolo molto interessante, soprattutto come nuovo modo di concepire lo sviluppo della transizione, liberando l’area per il movimento smile dal lato opposto, e la posizione dei due lunghi esterni per il tiro da tre sul lato debole. Spero, in una puntata successiva, che illustri le ulteriori opportunità di sviluppo del gioco. Ilie>.

Anche a lui risponde Ivancich: <Caro Ezio, grazie per i commenti positivi che hai postato. Per quanto riguarda l’approfondimento farlo, in questo contesto, risulta piuttosto complicato. Sarei felice di poter condividere l’argomento con te o con qualche altro allenatore interessato durante uno dei miei allenamenti, per poter creare uno scambio di opinioni costruttivo per tutti: il lunedì al palazzetto di Codroipo dalle 18.30 alle 20, il mercoledì nella palestra di Santa Maria la Longa dalle 18.30 alle 20>.

Il professor Flavio Pressacco, invece, si è fatto vivo con me via mail: “Molto stimolante, come sempre bravo Maurizio (scuola storica Libertas non mente!). Ma una curiosità: se non sbaglio la posizione di mezzo angolo è stata uno dei cavalli di battaglia di Mario Blasone. Andrebbe verificato e nel caso segnalato. Non so se fosse una sua idea originale o se l’avesse a sua volta appresa da qualcuno dei tanti santoni (americani ma non solo) che Mario frequentava assiduamente al tempo in cui operava nello staff della nazionale azzurra. Flavio”.

Quindi, rispondo io a Pressacco, cultore della memoria storica prima con l’associazione Apu ieri e ora quale presidente degli Amici del Benedetti, dove proprio oggi è stato commemorato il terzo scudetto femminile dell’Associazione pallacanestro udinese scoprendo un’altra serie di pannelli fotografici oltre a quelli rievocativi di altri momenti già esposti a onore e gloria dell’antico “Marangoni”. No professore, non sbaglia: Maurizio stesso e, nel mio piccolo, anch’io ricordiamo bene che Blasone ha cavalcato il “mezzo angolo” in carriera. Mentre qualche difficoltà di memoria c’era su Bulzicco, ma Andriola assicura di avere parlato con lui direttamente del lungo che doveva uscire a fronteggiare l’avversario e di avere voluto semplicemente onorare la memoria del coach scomparso.

Siccome non solo nell’àmbito scientifico che frequenta il professor Pressacco, ma anche per un giornalista è buona regola risalire alla fonte in questo caso ho sentito il professor Mario Blasone. Anzi, per la verità mi ha gentilmente ritelefonato lui: “Sì, usavo il mezzo angolo già con le giovanili azzurre e anche con la nazionale dell’Egitto, oltre al tiro con la palla alta senza portarla verso la pancia per scoccarlo quando il lungo la riceveva con la mano esterna. Bulzicco? Non so, non ricordo se usava il mezzo angolo. Sapeva, però, che mi aggiornavo in America e parlavamo spesso dei miei aggiornamenti”. Sul filarino tecnico tra i due concorda anche Andriola, sentito espressamente su Bulzicco.

Soddisfatta la curiosità del professor Pressacco e fatta l’opportuna segnalazione richiesta, ma nessuno aveva scippato l’idea del mezzo angolo, possiamo chiudere la parentesi amarcord. Perché questo blog, come dichiarato fin dalla nascita, sta sì <con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto sul futuro> però, come cantava Pierangelo Bertoli in a “Muso duro”. Quindi, per andare avanti e non rimanere in estatica ammirazione del passato forse sarebbe il caso di accettare l’invito in palestra fatto da Ivancich per aggiornarsi. Tutti sono invitati, l’unico dei citati che non potrà aderire all’invito è il compianto Bulzicco che ora gioca a golf in cielo con gli angeli. Forse così si scoprirà che c’è una scuola tecnica anche al di fuori dell’asse Udine-Cividale di recente e nobile conio, ma anche tra Codroipo e Santa Maria la Longa (leggasi Libertas Gonars) da cui la stagione scorsa per fare un’annata in serie A2 all’Apu è uscito l'”ingegner” Riccardo Spangaro, creatura guarda casa dell’ultracinquantennale coach Maurizio Ivancich. 

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