Non c’è che dire. Federico Mussini – fisico da play, attitudini da guardia – in casa dell’Old Wild West Apu Udine è l’uomo della “previdenza”, ramo assicurazioni sociali: quelle che cautelano dagli infortuni sul lavoro e dall’invalidità. La stagione scorsa di serie A2 è arrivato in Friuli, traslocando da Trieste in A dopo tre gare e volendo rimanere in zona perché ha la fidanzata di Muggia, dopo che il 3 gennaio 2021 l’Oww aveva giocato e perso contro Torino nella nona di andata accusando la duplice assenza di Dominique Johnson, risultato positivo al Covid all’antivigilia della gara della verità tanto attesa, e di Andrea Amato per problemi alla schiena per i quali poi è stato operato. Oggi, alle 18, a Capo d’Orlando Mussini torna sul parquet nella settima di andata del girone verde 2021-2022, otto mesi dopo l’infortunio che a metà marzo scorso nel ritorno a Torino l’ha costretto a operarsi al ginocchio destro per la lesione del legamento crociato anteriore.
Ritorna Mussini in squadra, ma restano a casa capitan Michele Antonutti in isolamento, al pari di due componenti dello staff dell’Apu, perché recidivo al Covid dopo il contagio di metà agosto alla vigilia del raduno precampionato e, per soprammercato, anche Nazzareno Italiano a scopo precauzionale, come il dt e senior assistant Alberto Martelossi che, fra l’altro, aveva già avuto il virus a inizio gennaio scorso per via del cluster che si sviluppò all’Apu dopo il caso Johnson con il contagio anche di Joseph Mobio, John Paul Agbara e Riccardo Azzano. Detto per inciso, gli altri due componenti dello staff in isolamento a casa, oltre ad Antonutti, sarebbero il presidente dell’Apu per la Fip, Ezio Pascoli – e non quello del Cda della società Alessandro Pedone che ha già avuto la sua dose di Covid ai tempi delle qualificazioni di Supercoppa dell’anno scorso in contemporanea al responsabile marketing Michele Basso -, e pare il fisioterapista Marco Vendraminetto, anche se sul conto di quest’ultimo girano pure altre versioni.
Stiamo al campo, però, perché – pur facendo i migliori auguri di pronta guarigione a tutti i convalescenti – oggi come oggi è quel che interessa più da vicino la squadra che deve vedersela sul suggestivo parquet del palaFantozzi, all’ombra di una sorta di pallone pressostatico in una ridente località di mare, con l’Orlandina capace finora di fare solo 2 punti nella quarta di andata a Biella, con cui con ogni probabilità lotterà per la salvezza sino all’ultimo oltre che con Orzinuovi ancora la palo al pari dei piemontesi. L’Oww, quindi, è volata senza ali a Capo d’Orlando mancandole il numero 4 Antonutti e il numero 3 Italiano, rispettivamente ala forte o grande e piccola che sinora partivano quasi sempre titolari in quintetto base. Ciò salvo nella terza di andata con Biella quando coach Matteo Boniciolli ha provato a partire con l’americano di Napoli, Ethan Esposito, al posto del capitano e nelle ultime due gare, a Piacenza sponda Bakery e con Pistoia, quando ha lanciato al posto del suo pretoriano ex fortitudino il figlio d’arte Michele Ebeling in concomitanza con il debutto stagionale in squadra e starting five dell’americano Trevor Lacey, rimpiazzato fin lì da Dwayne Lautier ora già a Latina.
Oggi a Capo d’Orlando, gioco forza, si cambia. E’ difficile, pensiamo, che Boniciolli dia fiducia fin dall’inizio sia a Esposito sia a Ebeling, che tra l’altro erano indiziati assieme a Vittorio Nobile – ora capitano di giornata ereditando i gradi da Antonutti – di lasciare il posto a Mussini nelle rotazioni degli undici senior che si creano con il suo ritorno in squadra. Il coach non è mai partito con i due nuovi arrivati assieme che, in verità, finora stanno facendo rimpiangere i loro predecessori Lodovico Deangeli e Mobio – i quali si alternavano fra loro in quintetto – almeno sul piano dell’energia che mettevano sul parquet. E’ più probabile che l’Apu giochi con uno solo fra Esposito ed Ebeling da 4 e poi con tre piccoli, facendo agire Lacey da ala piccola assieme al play Alessandro Cappelletti e alla guardia Marco Giuri, stante fra l’altro il rientro in rosa di Mussini e la presenza di Nobile. Sotto canestro si divideranno, al solito, il minutaggio Brandon Walters e Francesco Pellegrino, sempre che non trovi spazio anche l’under Marco Pieri visto che l’Orlandina è un’altra specie di under 20 come Biella addizionata dalle guardie-ali americane Tevin Mack e Nick King, capocannoniere con un ventello (20,6) a partita.
Nonostante tutto all’Oww, damigella d’onore assieme a Torino prossima avversaria al Carnera a 2 punti dall’imbattuta capolista Cantù, non dovrebbe presentarsi un’altra gara tirata come contro Pistoia decisa a 3 minuti dalla fine sul 77-77 da due defaillance del play Lorenzo Saccaggi: prima uno sbadato passaggio in orizzontale appena passata metà campo a Jazz Johnson, marcato in anticipo da Cappelletti che si è involato in contropiede, e sùbito dopo per rifarsi una precipitosa tripla sbagliata e punita sul rovesciamento di fronte da una bomba di Giuri che ha scavato il +5 che è stato anche il divario finale: 88-83. Di buono c’è che oggi a Capo d’Orlando l’Apu può rodare l’assetto di emergenza in una partita che non va sottovalutata, ma che non dovrebbe essere tosta come la successiva con Torino – e poi a Cantù per chiudere il trittico con Mantova – squadra della città della Mole attorno a cui è ruotata la stagione scorsa di Mussini “uomo della previdenza” e che riparte quasi da lì. Si spera con risultati sùbito migliori rispetto ad allora, quando Udine inanellò sei sconfitte di fila pure con il rientro in squadra di DJ che saltò due gare. Tutto ciò, naturalmente, Covid permettendo che aleggia di nuovo.
(Nella foto di copertina, coach Boniciolli solo con le sue scelte oggi a Capo d’Orlando)