Enti e lavoro sportivi
prorogati a luglio i termini
Tar riapre ai tre mandati

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Aggiorniamo su un paio di argomenti accennati ieri anche nel bilancio di fine 2022 della Fip Fvg. Il primo, che riguarda più da vicino le società, è la proroga dei termini in materia di sport a cui ha fatto riferimento il responsabile tecnico territoriale Alessandro Guidi, senza che il presidente Giovanni Adami raccogliesse l’assist. Una risposta arriva direttamente dall’ufficio stampa della Fip nazionale e dà respiro fino a luglio alle società.

UFFICIO STAMPA FIP

<È entrato in vigore il 30 dicembre 2022 il D.L. 29 dicembre 2022, n. 198, c.d. Decreto Milleproroghe, varato dal Consiglio dei Ministri il 21 dicembre 2022 e pubblicato il 29 dicembre 2022 in Gazzetta Ufficiale.

Con l’articolo 16 del suddetto decreto, intitolato “Proroga di termini in materia di sport”, diviene quindi ufficiale il rinvio al Primo luglio 2023 dell’entrata in vigore delle disposizioni del D.Lgs. 36/2021, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo. Fanno eccezione le disposizioni contenute negli articoli 10, 39 e 40 e nel titolo VI, già in vigore dal 2022.

Informazioni complete nello Sportello Fiscale FIP>.

Più personale, invece, è l’altro argomento toccato un paio di volte dal presidente Adami e riguarda il limite dei tre mandati che interessa anche lui. Vi ha accennato una prima volta quando ha garantito che nel paio di anni che mancano alla fine di questo suo mandato in corso, buttando lì anche un <se non cambiano la legge>, continuerà incentivare il dimezzamento delle tasse per le società che fanno giocare giovani nei campionati senior della Fip Fvg. Vi è ritornato indirettamente come auspicio finale per il 2023, chiedendo di essere sopportato ancora per un anno: <Manca ancora poco>. Gli arriva in soccorso, però, il Tar come informa il Fatto Quotidiano di oggi a pagina 15 Zoom in un articolo a firma di Lorenzo Vendemiale dal titolo: “Boiardi dello sport (quasi) per sempre, Tar accoglie il ricorso contro il limite tre mandati”

IL FATTO QUOTIDIANO

<I presidenti delle Federazioni, in carica da decenni, sono dei tali padreterni che levargli la poltrona sarebbe ingiusto. Di più: incostituzionale. La casta dello sport italiano ce l’ha (quasi) fatta: il Tar ha accolto il ricorso contro il limite di tre mandati, rinviando la questione alla Consulta. La legge che nel 2024 manderebbe a casa gran parte dei vertici, favorendo il ricambio atteso da tempo, vacilla pericolosamente>.

Fatta la premessa, Vendemiale spiega: <Grazie a un ricorso, presentato strumentalmente da un consigliere toscano della FederTennis a cui era stata negata nel 2020 la ricandidatura: il cavallo di Troia per far saltare il banco. Il Tar del Lazio gli ha dato ragione, sollevando la questione di legittimità costituzionale nei confronti della legge 8/2018, obiettivo del ricorso. I giudici sostengono che la norma è “sproporzionata”, anche perché la Federazione è un’associazione di diritto privato (uno dei tanti danni della legge Melandri, che ha riconosciuto questo privilegio a chi svolge funzione pubblica e spesso vive di contributi pubblici). Sarebbe bastato mettere un limite ai mandati consecutivi, senza una “misura restrittiva” che “costituisce una rilevante compressione della libertà di associazione dell’individuo … escluso definitivamente dalla vita attiva, nonché determina una difficoltà a reperire candidati”>.

E poi Vendemiale conclude: <Il caso sarà presto alla Consulta, dove i presidenti sono convinti di trovare ascolto. Anche se passasse la soluzione suggerita dal Tar, ai padri-padroni delle Federazioni basterebbe saltare un giro, piazzando un vice, e poi riprendersi la poltrona per altri 12 anni. Un presidente nello sport è per sempre>.

(Nella foto di copertina, il pordenonese Wassermann in Apu-Ferrara il 22 dicembre ha arbitrato 200 gare in A2)

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