2024 Dinamo II
GO dolce casa nel 2025?
Quattro passaggi forti

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Parte II. Casa dolce casa (?) e istantanee.
Impossibile non toccare il delicato problema della mancanza di un impianto cittadino in grado di adempiere alle richieste della Fip per giocare in serie B. <Il punto di domanda relativo all’impianto di gioco è rimasto tale fino al 31 agosto e si è parzialmente risolto soltanto grazie all’ospitalità del Comune di Romans e dell’Asar. Non possiamo che ringraziarli di cuore per averci accolto, ma non poter giocare a Gorizia ha avuto e ha ripercussioni negative sotto molteplici aspetti. A cominciare dai due più evidenti e allo stesso tempo importanti: quello tecnico, poiché svolgiamo solo una parte degli allenamenti dove poi giochiamo le partite, e quello economico poiché, essendoci dovuti arrangiare e lottando contro il tempo per trovare una soluzione consona, non abbiamo potuto impostare la campagna abbonamenti con le modalità e i numeri viceversa possibili se l’Amministrazione della nostra città si fosse adoperata per risolvere positivamente la questione. Sono concetti che ho già espresso e che non hanno alcun intento polemico. E’ comunque giusto ribadirli. La necessità di spostare il match decisivo della stagione da Gorizia a Cividale era diventata palese già durante la finale play-off regionale con Cordenons: la Stella Matutina non bastava a contenere tutti i tifosi, tanto meno in un campionato di B interregionale il cui regolamento esplicita regole ben precise riguardo alla capienza delle palestre. Il palaBigot e l’Ugg, ultimati i lavori di ristrutturazione, potrebbero essere pronti nella migliore delle ipotesi a febbraio. Nel caso del principale impianto cittadino permangono parecchi dubbi non tanto per quanto concerne la tempistica, tra l’altro legata a GO2025, ma per i lavori di adeguamento dei canestri e del parquet che ci portano a considerarlo “tagliandabile” in tempo per eventi di intrattenimento, ma non certo per eventi sportivi. Rimane il fatto incontrovertibile che la situazione alla Dinamo ha provocato non semplici fastidi e perdite, soprattutto a livello di botteghino. Ho sperato a lungo nella soluzione transfrontaliera di giocare a Nova Gorica nell’anno in cui i due comuni saranno uniti dal ruolo di Capitale europea della Cultura. Sarebbe stato un segnale bellissimo, ma evidentemente non c’è stata la volontà necessaria. Peccato, un’altra occasione persa>.
Tolta la già citata serata del 15 giugno, altre tre istantanee di questo 2024 che va esaurendosi: <Mi gioco il “fille rouge” e, con un pizzico di arroganza, ne indico quattro. La conquista dello scettro regionale contro Cordenons perché eravamo favoriti, ma abbiamo dimostrato enorme mentalità. La trasferta in terra sarda per gara-1 della finale nazionale, poiché era la prima volta che uscivamo dai confini strettamente regionali. Esperienza indimenticabile anche dal punto di vista umano, perché con dirigenti e tifosi di Sennori è nata una profonda amicizia. Passando all’attuale torneo di B è impossibile restare insensibili di fronte alla nostra prima, storica vittoria ottenuta sul campo di un sodalizio di lignaggio qual è il Petrarca Padova. Poi, anche se è finita con un pesante ko, avrà sempre un posto di rilievo nel nostro album la partita di Ferrara, giocata in un palazzetto di serie A in casa di una società di tradizione e in tutto e per tutto professionistica. Colgo l’occasione di questo lungo excursus per augurare a tutta la famiglia della Dinamo e a tutti quanti un meraviglioso 2025>. (Fine)
Nella foto di copertina (by Mauro Blazica) la vittoria contro Cordenons,
Nel testo i festeggiamenti a Sennori, coach Tomasi e capitan Braidot nel successo a Padova, giocatori e tifosi a Ferrara.

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