È stato definito lo staff della Virtus Bologna per la stagione 2026-2027.
ALLENATORE: Alex Mumbrù
VICE ALLENATORE: Daniele Parente
VICE ALLENATORE: Jorge Alvarez Sierra
VICE ALLENATORE: Cristian Fedrigo
ASSISTENTE ALLENATORE: Roberto Bellini
ASSISTENTE ALLENATORE: Samuele Mongardi
RESPONSABILE SCOUTING: Francesco Olivo
RESPONSABILE PREPARATORE FISICO: Roberto Molina
PREPARATORE FISICO: Emanuele Tibiletti
RESPONSABILE SANITARIO: Dott. Diego Rizzo
MEDICO SOCIALE: Dott. Simone Paltrinieri
RESPONSABILE FISIOTERAPISTA: Andrea Ferlini
FISIOTERAPISTA: Carlo Sartorio
FISIOTERAPISTA: Lorenzo Orsini
FISIOTERAPISTA: Davide Beneventi
TEAM MANAGER: Sebastiano Pedrazzani
EQUIPMENT MANAGER: Emanuele Cavallo
EQUIPMENT MANAGER: Joy Cruz Ahumada
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Virtus Bologna, Repubblica sul nuovo corso: «Meno certezze e più speranze. Giovani, chissà se anche forti»
Ne parla Walter Fuochi su La Repubblica ed. Bologna: «Il valore della Virtus che guiderà è tutto da pesare e andrà poi ricompreso in un contesto di radicali mutazioni in corso. Laddove qui si farà con 14-15 pezzi, bimbi inclusi, i club da corsa sfoglieranno rose da 17-18 titolari adulti, usciti da un mercato sregolato, precipitato verso derive calcistiche. Anche sotto canestro il potere sempre più largo delle agenzie spinge gli assi del mazzo a forzare volontà e firme verso le destinazioni volute, attentando senza pudore pure alla sacralità dei contratti.
In più, i prezzi. Racconta un vecchio operatore di mercato d’esserci affacciato fiducioso a primavera, con il budget dell’anno precedente confermato, salvo scoprire prezzi aumentati del 30-40-50%, con i giocatori di punta non trattabili sotto la nuova unità di misura dei due milioni. Bene, anzi male: su questa impervia Piazza affari la Virtus s’è presentata con il budget diminuito, arruolando uomini senza vissuto d’Eurolega, con le presenze di Hackett che da sole travolgono la somma di quelle dei compagni».
Il cambio di scenario economico emerge anche dagli ingaggi. Dopo stagioni nelle quali Bologna aveva potuto superare con facilità il milione per alcuni dei suoi giocatori più importanti, il limite si sarebbe sensibilmente abbassato: «Il tetto delle buste paga balla per la prima volta sui 700mila euro: Kessler Edwards, Moore e Frazier i titolari di un trattamento che altrove avviterebbe gli ultimi della panchina. Si fa con quel che c’è, puntando su fame e desiderio di sole carriere nascenti, aspettando che prima o poi ci sia di più».
Una Virtus dunque differente da quella vista negli ultimi anni della gestione Zanetti: meno disponibilità economica, più scommesse e tanti giocatori ancora da scoprire a questo livello. Il tutto mentre le principali rivali europee allungano le rotazioni e in Italia aumentano le società con ambizioni importanti.
«Così partirà la vecchia gloriosa Virtus, stangata pure in Europa da un avvio di calendario punitivo, e assaltata in Italia da nuove ambizioni che minacciano di fare rimpiangere gli anni del Duopolio, l’asse padrone Milano-Bologna che tanto ha imbevuto la decade di Massimo Zanetti, restituendo alla gente bianconera l’ebbrezza di giocare per vincere. Per quell’obiettivo si riparte, con meno certezze e più speranze. Di sicuro giovani, chissà se anche forti».