𝗝𝗨𝗟𝗜𝗢 𝗩𝗘𝗟𝗔𝗦𝗖𝗢: 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶, 𝗺𝗮 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶.
<In una riunione tecnica tra allenatori, il professor Julio Velasco si è soffermato su una domanda di un tecnico che lamentava le difficoltà di allenare i giovani di oggi rispetto a quelli di una volta.
“I giovani di oggi non sono diversi da quelli di prima, ma sono i genitori diversi dalle precedenti generazioni”. Molti di questi inculcano idee sbagliate ai loro figli. Immaginate un ragazzo che ha un problema a scuola, e i genitori gli dicono che il problema non è lui, ma gli insegnanti. Come fai ad ottenere un feedback da questo ragazzo? Lui ha sempre ragione!
Ora, quando diventerà adulto ed uscirà da casa sua, cosa succederà? Si troverà un mondo nuovo, dove tra mille difficoltà e tra mille insidie non potrà uscirne fuori. Penserà ai genitori che gli davano sempre ragione, genitori che hanno mentito, per amore, ma hanno mentito.
NON SEI SEMPRE IL MIGLIORE!
Nelle squadre sportive troviamo spesso questo problema, in molti ragazzi. L’aspetto più diffuso oggi è l’insicurezza in se stessi proprio per questo atteggiamento dei genitori. Il non avere anticorpi alla frustrazione, perché io non ho sbagliato, io non ho commesso errori e dare la colpa agli altri è diventato ricorrente.
Tutto questo nel giovane crea insicurezza e paura di sbagliare. Che personalità avranno in futuro?>.
*****
Lo spunto, quanto mai pertinente e attuale, ce lo offre Mauro Blazica Blazyphotosport sulla pagina Facebook della Dinamo Gorizia con il post che avete appena letto. Lo pubblichiamo non per piaggeria nei confronti di un allenatore neo-olimpionico, ma in un ossequio a un docente che con questo intervento al Cism del 28 novembre 2023 dà una vera e propria lezione di vita. Nel nostro piccolo, abbiamo ricavato la stessa sensazione quando dalla seconda elementare alla seconda superiore abbiamo fatto da rappresentante dei genitori negli organi collegiali scolastici. Soprattutto alle medie inferiori, alle superiori già ci sono i rappresentati degli studenti a farsi sentire e sono più ascoltati, ci siamo sentiti fra l’incudine e il martello.
La verità vera è che oggi c’è solo e soltanto disorientamento valoriale. I genitori non sono in grado di educare, la scuola non è in grado di formare, e nella società è sempre più diffuso il relativismo, il quale depaopera le menti.
“Non esistono cose facili o cose difficili, esiste quello che so fare e quello che non so fare”.
Parole dello stesso Velasco.
Lo sport può educare a migliorarsi senza portare alla frustrazione eccessiva i ragazzi.
Occorrono allenatori competenti, e genitori che sostengano le passioni dei propri figli.
Parole sante del prof. Velasco.
Personaggio umile, schietto ma professionista mai secondo a nessuno. Un insegnamento senza eguali.
Sono una perfetta sportiva incompetente, ho sempre preferito cercare di evitare le competizioni, piuttosto ho sempre cercato di sostenere la condivisione, la disponibilità verso il prossimo.
Lo sport mi è sempre stato insegnato con spirito di aggressività e sfida che proprio non mi appartengono a certi livelli.
Oggi da mamma vedo molti bambini costretti a praticare sport che non piacciono, che non stimolano, anzi che frustrano e genitori che pensano che i loro figli abbiano problemi perché sono incostanti nelle attività e nello studio.
Ebbene: lo sport non è necessario, è invece necessaria la presenza dei genitori, l’ascolto, perché l’attività fisica può essere anche svolta senza competizione, ma con serenità.
Educhiamo alla gentilezza, non alla sfida in tutti i campi della vita!!
da docente prossimo in uscita dal sistema scolastico, concordo con Velasco .Le cause sono in entrambi i settori: gli studenti sono sempre meno rispettosi nei riguardi del personale scolastico, ma anche degli ambienti scolastici stessi. Sono poco educati all’ascolto e responsabilità personale. Non pagano per le loro mancanze, perché non se ne rendono conto, guardano solo al voto e non a ciò che li aiuta veramente a maturare sbagliando. I genitori delegano troppo alle scuole il fattore educativo di base, pur di non vedere le criticità dei figli, li giustificano in tutto anche negli errori che invece dovrebbero essere uno stimolo per migliorare. Ma in questa epoca di bonus e opzioni, è chiaro che c’è sempre un modo per farla “franca”. Non si può più bocciare, bisogna mandare avanti comunque tutti. Il ministero dell’istruzione avrà aggiunto la parola merito, ma la meritocrazia, non esiste, quindi non ci sarà mai un miglioramento sociale dalla scuola a tutto l’ambito sociale in cui vivranno queste nuove generazioni digitali.
Insegnare ai genitori prima che arrivino alla procreazione. Se non passano l’esame è meglio che prendano delle precauziomi.
Sono anch’io d’accordo con Creper e Velasco: l’educatore deve dare al giovane fiducia in stesso, ad accettare il fallimento e la sconfitta per costruire una personalità capace di porsi nel mondo.
Condivido pienamente ciò che ha detto Velasco. Bisogna educare i genitori ad accettare che i loro ragazzi possano essere anche sconfitti,in tutti i campi, scuola sport vita. L’mportante è credere fermamente di potersi rialzare e provarci in tutti i modi,e in questo caso essere presenti aiutandoli
Poveri genitori.
I loro figli a volte non proprio perfetti dal punto di vista delle capacita’ intellettuali
Sono comunque i loro figli . Molto bravi con la tecnologia e a volte orgoglio dei genitori …mio figlio in cinque minuti mi ha aggiustato il computer.
Forse bastava un reset….ma di qualcosa bisogna essere orgogliosi.
Figli di papa’ con lo studio professionale di papa’…..che pero’ non molla mai e ad 80 anni dirige ancora lui
Oppure figli di operai che da laireati non trovano lavoro e se lo trovano e’ pagato quanto l affitto in una grande citta’.
Io negli anni 70 avevo 18 anni …
Ero pieno di voglia di fare e conoscere.
Purtroppo i miei figli non hanno avuto le stesse mie opportunita’ .
E’ la prima volta che i figli vivono peggio dei genitori.
Sono perfettamente d accordo cn Velasco e con Crepet..Se al giorno d oggi i giovani si dimostrano così fragili così insicuri così incapaci di fare fronte ai loro impegni e ai loro doveri (anche scolastici ma nn solo) c è davvero da domandarsi che tipo di educazione hanno ricevuto e correre si ripari..
Sono mamma e ‘maestra elementare’ da 38 anni, e vero il mondo x questi giovani e sempre più duro, dobbiamo corazzarli a delusioni e a riconoscere i loro errori, all inizio di ogni CL 1cerco sempre di iniziare un progetto costruttivo con ogni genitore che oggi si dimostrano molto fragili.
Mi dispiace ma non sono d’accordo. Facile dare la colpa ai genitori, in realtà è tutto più complicato. Genitori sbagliati ci sono sempre stati, ma adesso il disagio e i problemi esistenziali dei ragazzi e bambini sono aumentati in maniera allarmante, nessuno ne parla e si dà la colpa a chi si ritrova in casa un problema enorme da gestire da solo. C’è qualcosa nella nostra società che non funziona!! Sono gli adulti in generale che non sanno più che pesci prendere. Ho provato a denunciare un allenatore che picchiava mio figlio ma la federazione l’ha coperto e lui è sempre lì, mio figlio ha cambiato sport! Cosa ha insegnato a mio figlio questa vicenda?? Io non sono stata una mamma che faceva sconti a mio figlio mai!!!
Sono una maestra da quasi 40 anni e penso che la scuola oggi debba riprendersi quella parte educativa importante di cui spesso non ha tenuto conto, perché tanto “noi dobbiamo solo istruire” . Sbagliato! Noi siamo prima di tutto educatori! Oggi, più che mai, i bambini e i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e di ricevere quegli “strumenti” che li aiutino a crescere anche
nel cuore, e non solo nella mente, per poter essere persone migliori.. Teniamo conto delle “Life skills” e non solo di completare il programma…
I ragazzi hanno bisogno di adulti che li
ascoltino “qui e ora”, per usare le parole del
prof. Velasco.
Prendiamoci il tempo di farlo!
Bravo Velasco e Bravo Crepet.
Fare i genitori non è semplice, ma bisogna impegnarsi.
Sono genitore e penso che lasciar volare i figli vuol dire anche lasciarli cadere e fargli capire che possono ripartire. Da giovani sono più elastici e le cadute sono più piccole.
La vita non è un ambiente protetto, meglio allenarsi.
Il divano è il cellulare non sostituiscono…VIVERE.
Sono insegnante di tennis da oltre 40 anni e genitore di 2 figli già adulti, mi trovo pienamente d’accordo con l’ analisi. Aggiungerei che i genitori sono diventati molto più egoisti e meno disposti a sacrificare il loro tempo con i figli in modo costruttivo. La scuola deve tornare ad un ruolo educativo a 360 gradi, con l’ aggiunta di sviluppare nei ragazzi quegli aspetti EMOZIONALI che la tecnologia toglie inevitabilmente a loro
Il problema più grave sono 😂 genitori che vogliono fare gli allenatori ,presuntuosi ,e incompetenti ,questo il male peggiore
Da insegnante sono d’accordo con Velasco. Solo che a mio parere il problema è molto più ampio. Non sono solo i genitori a essere cambiati, ma è un po’ tutto il sistema: a cominciare dai dirigenti scolastici che non vogliono grane di nessun tipo, alla stessa legge che, per le medie inferiori almeno, garantisce a tutti gli studenti il diritto di essere promossi! Personalmente credo che come diritto debba esserci quello allo studio, come garantito da Costituzione, ma non di certo quello alla promozione che dovrebbe invece essere meritata.
Sono perfettamente d’accordo vedi anche quel che dice lo psicologo Crepet ……stessa cosa , genitori troppo protettivi cosa molto sbagliata.
Sono pienamente d accordo. Bisogna davvero far qualcosa. Genitori riflettete.
Chissà, forse adesso che lo dice un super Coach con l’oro olimpico forse si muoverà qualcosa? Risposta, NO! Ci hanno pensato dall’alto con la riforma del Safeguarding, come potrai dire ai ragazzi cha hanno sbagliato? Come potrai lasciarli in panca o a casa per una settimana di allenamenti non fatti o fatti male…le società hanno la voglia di educare, gli allenatori Bravi sanno come spronare e tirar fuori orgoglio e grinta dai ragazzi, forse questo le federazioni faticano a comprenderlo, i genitori si possono educare come i ragazzi, bisogna chiedere loro fiducia e pazienza, ma se le norme ti danno contro….