𝐔𝐄𝐁 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐃𝐀𝐋𝐄: 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎, 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐄𝐓𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐀𝐆𝐀𝐍𝐎!
a cura di Luca Siano
Possiamo parlare di sorpresa, ma non di miracolo, perché sarebbe semplicemente riduttivo e non renderebbe merito al lavoro e alla programmazione che invece la compagine friulana ha dimostrato nella sua breve storia di aver compiuto ritagliandosi uno spazio da protagonista e attirando l’attenzione ammirata degli addetti ai lavori.
Con la vittoria contro la temibile Sebastiani Rieti (sesta consecutiva) al termine di un grandissimo secondo tempo, la United Eagles Basketball Cividale è seconda in classifica in solitaria a 16 punti (8 vittorie e 2 sconfitte), alle spalle della sola Rimini (9 vittorie ed una sola sconfitta), battuta peraltro in trasferta con un buzzerbeater di Lucio Redivo.
Una società nata appena nella 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟎/𝟐𝟏 dove ha partecipato al campionato di serie B acquisendo il titolo sportivo di Valsesia e arrivando sino alla 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 s𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐀𝟐 persa con Fabriano, per poi realizzare il sogno nella stagione successiva superando in finale Vigevano in gara5.
Nelle due stagioni di serie A2 (2022/23 e 2023/24) ha raggiunto i play-off per la A uscendo in entrambi i casi al primo turno, nella prima stagione contro Udine e nella seconda, quella scorsa, contro Cantù in gara4, dopo una grandissima seconda parte di stagione.
𝐌𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐥𝐚 𝐔eb 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚?
Partiamo certamente dal 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐌𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢𝐜𝐡, straordinaria passione per il basket vissuta tra campo, media e scrivania e a cui si deve la nascita di questo progetto. Se però Micalich l’ha concepito, chi il progetto ha fatto in modo che crescesse bene è 𝐜𝐨𝐚𝐜𝐡 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐢𝐥𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐢𝐧𝐢, esperienza da vendere con sette promozioni, salvezze e piazzamenti importanti in una lunga carriera ultra-trentennale. Sono invece tre i giocatori presenti dalla fondazione del club: si tratta del 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐄𝐮𝐠𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐑𝐨𝐭𝐚 (playmaker classe 1999), dell’ala classe 2000 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐌𝐢𝐚𝐧𝐢 e della guardia classe 2004 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐌𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢𝐜𝐡 (figlio del presidente Davide).
La stella indiscussa della squadra è 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐨 𝐑𝐞𝐝𝐢𝐯𝐨, il play argentino che ha sposato completamente la causa e che sta viaggiando a 17.3 punti, 3.1 rimbalzi e 4.5 assist di media. L’altra bocca da fuoco è 𝐃𝐞𝐫𝐫𝐢𝐜𝐤 𝐌𝐚𝐫𝐤𝐬, guardia statunitense ex Rimini con 12.3 punti, 3 rimbalzi e 2.1 assist di media. Elemento cardine anche l’ala classe 1994 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐃𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐠𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨, figlio di Sandro Dell’Agnello (attuale coach della capolista Rimini) giunto alla terza stagione in maglia Ueb dove sta viaggiando a 11.7 punti, 6 rimbalzi e 2.5 assist. di media.
Il roster annovera anche altri ottimi elementi come l’ala 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 e il centro 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐭𝐢, ma probabilmente il vero “segreto” di questa Cividale sono 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 (𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀) 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨.
Parliamo quindi di 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐢 e 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐧𝐠𝐨𝐧, che ricorderete entrambi convocati tra i 30 del “listone” per la preparazione della Nazionale al PreOlimpico.
𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐢 è arrivato in Friuli questa stagione ed è un’ala classe 2005 che sta giocando quasi 14 minuti di media (5.0 punti e 4.2 rimbalzi). Nel 2023 ha disputato l’Europeo U18 registrando 16.9 punti e 9.3 rimbalzi di media, mentre quest’anno ha preso parte all’Europeo U20 con 8.9 punti di media e 4.4 rimbalzi.
𝐌𝐚𝐫𝐚𝐧𝐠𝐨𝐧 invece è a Cividale dalla scorsa stagione ed è un playmaker, anche lui classe 2005, impiegato con ben 19 minuti di media da coach Pillastrini (3.0 punti, 3.0 rimbalzi e 0.7 assist di media), anche lui presente all’Europeo U18 del 2023 (7.3 punti e 4.0 rimbalzi) e quello U20 di quest’anno (7.1 punti e 2.0 rimbalzi).
Oltre allo stesso 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐌𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢𝐜𝐡 (2004) e 𝐍𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨̀ 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨𝐧𝐧𝐞 (2005), impiegati nelle rotazoni. Curiosità da segnalare la presenza a roster, con la convocazione nella gara interna contro Vigevano (anche se non ha ancora esordito), di 𝐓𝐡𝐨𝐦𝐚𝐬 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐞𝐜𝐜𝐨 (di cui si parla un gran bene) nipote di Gianmarco Pozzecco attualmente, allenatore dell’Italbasket.
Un giusto mix di esperienza e giovani di talento in rampa di lancio, con la prorompente passione della presidenza e la maestria del coach in panchina, che può far davvero sognare in grande i tifosi friulani e che a prescindere dai risultati stanno comunque ammirando una pallacanestro di livello da diversi mesi.