Tuttosport: PallTS, passo indietro
praticamente dopo
ogni passo avanti

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“Fantasmi” a Trieste…

Tanti nodi ancora da sciogliere

Da Tuttosport a firma Daniele Benvenuti, la situazione in casa giuliana non è così limpida. Una sola cosa è sempre scontata, ormai, in terra giuliana: per quanto concerne la palla a spicchi, non ci si annoia proprio mai! Certo, i sostenitori biancorossi ne farebbero volentieri a meno, ma il trend lacrime-sorrisi-preoccupazioni-sogni-delusioni continua a protrarsi imperterrito. Pare una maledizione che, senza fare distinzioni, riguarda le due realtà di vertice dello sport alabardato e che, sotto canestro, regala un passo indietro praticamente dopo ogni passo avanti.

Salvati i diritti sportivi della massima serie dall’approdo nella Capitale dell’ex presidente Paul Matiasic dai progetti ambiziosi sponda NBA (comunque artefice del ritorno in A, delle semifinali di Coppa Italia e della decorosa passerella in Champions League), la Pallacanestro Trieste è ora nelle mani del gruppo estero Newport Holdings LLC con vertice affidato a Josh Hiller. Confermatissimo il gm Michael Arcieri che, come prime mosse soprattutto di indirizzo morale, ha blindato capitan Deangeli e l’altro eroe locale Ruzzier, assieme a Candussi e a Ross in cabina di regia, riportando all’ombra di San Giusto l’ala McDermott. Panchina riaffidata a coach Francesco Taccetti per un lavoro all’insegna della continuità che conta in maniera promettente anche su un accordo pluriennale con il talentoso Abramo Canka, guardia e ala piccola classe 2002. Fin qui le note positive che, sempre in assenza di main sponsor, devono fare comunque i conti con un budget forzatamente ridotto e un roster ancora tutto da inventare nei pezzi da novanta.

Il tema di queste ore è legato soprattutto alla grana Markel Brown. Co-capitano e teorico perno della ripartenza giuliana, pare essersi improvvisamente tirato fuori dalla mischia e, forse perché ingolosito da altre piazze o poco convinto dagli obiettivi ridimensionati, potrebbe latitare all’avvio della preparazione, benché blindato ancora da un anno di contratto assai oneroso. Difficile pensare a un riappacificamento, ci sarà però un buyout molto pesante da far pagare a chi vorrà tesserarlo. Quindi, oltre ai due lunghi stranieri per ora senza nome, per completare un team in alto mare andrà reperita anche una guardia di pari valore rispetto a quella oggi aventiniana.

Infine il caso legato alla gestione del palaRubini con lo spettro, forse allontanato, di finire a giocare le gare interne in trasferta isontina a Gorizia. Lavorano da settimane il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e, ovviamente, la Pallacanestro Trieste. E se l’amministrazione comunale parrebbe avere trovato la soluzione più praticabile, a sorpresa la società ha chiesto tempo.

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