Trapani Shark ricusa
Tribunale Fip, parola alla Corte
la tragicommedia continua

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La Federazione italiana pallacanestro ha comunicato che in data odierna, pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza convocata presso il Tribunale federale, la società Trapani Shark ha presentato formale richiesta di ricusazione del Collegio chiamato a decidere.

La Corte federale, organo competente a valutare l’istanza, si pronuncerà quanto prima.

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Nella preannunciata resistenza da ultimi dei Mohicani da parte di Trapani Shark ci stava di vedere anche questo altro colpo di teatro. Magari non era stato messo nel conto della vicenda, che ormai ha quotidiani colpi di scena, ma è conseguente con la teoria del complotto portata avanti dalla società del presidente Valerio Antonini. Quest’altra lungaggine in patria sul caso o caos TP Shark, comunque, stride con l’immediatezza con cui ieri la Fiba ha deciso per l’esclusione del club siciliano dalla Champions dopo la gara farsa o della vergogna in Bulgaria con l’Hapoel Holon.

D’accordo che la Fiba doveva decidere solo sull’esito della serie play-in e che, come le consentiva il regolamento, ha deciso per la sconfitta a tavolino e quindi per l’eliminazione di TP Shark viste le condizioni di manifesta inferiorità agonistica con cui si è presentata in Bulgaria: 5 giocatori, di cui 2 neo professionisti per l’occasione, ridotti a 1 già al 7′ del primo quarto sul 38-5 quando gli arbitri sono stati costretti a sospendere la gara per mancanza del numero minimo di giocatori consentiti in campo.

In Italia, invece, Fip e Lba nonostante Manuale licenze per società di serie A e Commissione indipendente di verifica società sportive professionistiche si trascinano da inizio stagione sulla posizione di TP Shark, arrivata ora a 8 punti di penalizzazione e 2 anni d’inibizione ad Antonini, con blocco tesseramenti di staff tecnico e parco giocatori. Così dopo che l’Apu ha sperimentato per prima, sulla propria pelle, l’autogestione sicula cinque gare fa si è arrivati domenica scorsa allo 0-20 a tavolino perché TP Shark non si è presentata in campo a Bologna, mentre sabato a detta di Antonini ospiterà Trento a fine andata di A si presume con gli stessi 5 giocatori partiti per la Bulgaria.

Insomma, oltre a non poter fare controlli preventivi su chi s’iscrive al campionato come asserisce il presidente Fip Gianni Petrucci – fascicolo su cui si doveva pronunciare oggi il Tribunale federale ricusato da TP Shark – il sistema basket in Italia non ha poteri coercitivi tali evitare che sabato con Trento al palaShark si assista a un’altra tragicommedia come quella di ieri in Bulgaria, a cui invece la Fiba ha posto sùbito rimedio. Non resta da sperare che la Corte federale si pronunci davvero quanto prima sull’istanza di ricusazione nei confronti del Tribunale federale. Del resto, l’Italia è o no è il Paese dei legulei. Dove, fatta la legge trovato l’inganno, alla A s’iscrive chi e come vuole finché un tribunale sia in grado di pronunciarsi. E intanto gioca in condizioni per cui è cacciato sùbito dall’Europa.              

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