Serata Under 15E
con il ct Banchi
Diouf e Ferrari

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Una serata di confronto, scambio e condivisione di valori, speranze e sogni. E’ quello che hanno vissuto ieri i quasi 400 ragazzi che in questi giorni stanno disputando in Emilia Romagna i tornei di qualificazione alla Finale Nazionale Under 15 maschile.

Dopo le gare della giornata, le 32 squadre partecipanti si sono date appuntamento al palaCosta di Ravenna per ascoltare le parole del Ct della Nazionale Senior maschile Luca Banchi e dei due giocatori Azzurri e della Virtus Bologna Momo Diouf e Francesco Ferrari. Dopo un brevissimo momento di comprensibile timidezza, i ragazzi si sono lasciati andare ponendo una lunga serie di domande al coach e ai ragazzi toccando temi diversi e tutti molto sentiti a questa giovane età.

Ne è scaturita una serata piacevole che ha arricchito non solo gli atleti, ma anche i loro dirigenti e gli accompagnatori. Un momento di scambio tra ragazzi all’inizio di quella che potrebbe essere la loro carriera e due giocatori affermati, ma giovani e con esperienze professionali e di vita completamente diverse.

A rompere il ghiaccio è stato il Ct Banchi: <Questo è davvero un bel momento – ha detto – una cornice speciale e un momento che dovete vivere fino in fondo. Quando ero ragazzo sognavo di giocare come voi. Ho ereditato la passione per il basket dai miei fratelli più grandi e quando ho trovato, nella pallacanestro, un ambiente che mi ha accolto, ho continuato a investire tempo in questo meraviglioso sport. Ho sognato di diventare un giocatore di serie A, ma il talento non me lo ha permesso. Ho anche arbitrato perché per diventare allenatore era obbligatorio farlo e ciò mi ha permesso di acquisire un punto di vista che ancora oggi mi è utile per fare il mio mestiere. Il vostro sogno di arrivare in Nazionale è legittimo e in mezzo a voi potrebbero esserci futuri atleti di alto livello, ma anche futuri arbitri o, perché no, il prossimo Ct Azzurro. Al di là del talento e dell’impegno negli allenamenti, dovete sempre allenare tutte quelle qualità che gli inglesi chiamano ‘intangibles’ e che sono fondamentali per noi allenatori al fine di valutare un atleta ovvero l’atteggiamento, i comportamenti, il rispetto verso i compagni, gli avversari, gli arbitri e tutti coloro che ruotano intorno a voi. Il nostro sport è il più bello del mondo, ma dobbiamo impegnarci per dimostrarlo. Siate modelli impeccabili nei comportamenti. Siate portatori sani di valori positivi>.

L’esperienza di Momo Diouf, 36 presenze in Azzurro e colonna ormai della Nazionale e della Virtus Bologna: <Io ho iniziato – ha spiegato – per caso in parrocchia. Non sapevo cosa fare al pomeriggio e il basket non era certo il mio sport preferito. Poi ho continuato a crescere in altezza e cominciato a giocare a basket più spesso. Un giorno però ho detto a mia madre che avrei voluto tornare a giocare a calcio. Per fortuna me lo ha impedito ed eccomi qui. Da ragazzo di colore ho dovuto ambientarmi in Italia: non è stato facile, ma anche grazie a tante persone conosciute nel mondo del basket il percorso è stato facilitato e oggi sono davvero felice di avere giocato un Europeo e un Mondiale con la Maglia dell’Italia. Nella vita e nella carriera di un giocatore ci sono anche momenti difficili: io ho vissuto il mio a 21 anni quando, in Spagna, ho subìto un brutto infortunio e sono dovuto rimanere al palo per sei mesi. Non è stato bello, ma oggi, anche grazie a quel momento, sono la persona e il giocatore che sono. Questo deve insegnarvi a non mollare mai e a trarre sempre il meglio dalle difficoltà>.

Di segno opposto la carriera di Francesco Ferrari, prime due presenze in Nazionale a novembre scorso tra Tortona e Klaipeda nelle qualificazioni al Mondiale 2027: <Per me giocare a basket – ha detto – è stato naturale. Ci giocava mio padre ed è stato semplice abbracciare questo mondo. Non ho mai pensato di praticare altri sport e il basket è la mia grande passione. Me ne sono innamorato da subito e ogni giorno entro in palestra con il sorriso. Ho avuto la fortuna di indossare la Maglia della Senior qualche mese fa e ancora prima quella delle Nazionali Giovanili arrivando a essere Campione d’Europa con l’Under 20. Esperienze incredibili che mi auguro possiate vivere anche voi. L’impegno e la passione ripagano sempre e il mio consiglio è quello di non abbattersi mai: quando capita un errore in attacco, cerco sempre di rimediare facendo una buona cosa in difesa e viceversa. Gli errori si commettono, ma bisogna concentrarsi sul fare meglio nell’azione successiva senza piangersi addosso. Sto vivendo emozioni incredibili in questi ultimi mesi, dal campionato di A2 con Cividale all’esordio in serie A e in Eurolega con la Virtus. Non ricordo il mio primo canestro in A, ma ricordo benissimo un terzo tempo facilissimo sbagliato per la grande emozione e ricordo bene le tre difese consecutive che ho dovuto fare su Mike James contro il Monaco… non è stato per niente semplice…>.

I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, dal presidente del Comitato regionale Emilia Romagna Antonio Galli e dal presidente del Settore giovanile Fip Julio Trovato.



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