Semifinale e finale Fvg
play-off A2 Oro colato
per Apu, PallTS e Ueb

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Domani, domenica 5 maggio, scatta un tabellone Oro play-off di serie A2 che può essere oro colato per il basket di club made in Fvg. Tre quarti di finale su quattro in programma hanno al via squadre regionali. L’unico quarto “defriulanizzato” è ForlìVigevano. In questo stesso lato del tabellone aureo la giuliano-americana Pallacanestro Trieste 2004, neosponsorizzata Msc Crociere a investimenti crescenti, se la vede con la Reale Mutua a partire da Torino del coach udinese Franco Ciani emigrato nell’ex regno sabaudo proprio dopo avere allenato all’ombra di San Giusto. Nell’altro lato dello stesso tabellone sono al via le due squadre della Piccola Patria. L‘Old Wild West Apu Udine, alla sesta presenza play-off seconda solo a Treviglio e Verona (8) e al pari di Agrigento, comincerà a domicilio contro la novizia Ferraroni Juvi Cremona. La Gesteco Ueb Cividale, due partecipazioni su due stagioni di A2, partirà in trasferta a Desio contro la nobile decaduta Cantù, al terzo play-off di A2 ma con scudetti e coppe europee in bacheca, sponsorizzata Acqua San Bernardo e che nella settimana del via alla sfide promozione ha fatto un aumento di capitale societario.

Sulla carta per la pallacanestro di club Fvg è possibile una semifinale tutta friulana tra Apu e Ueb, riedizione del quarto di finale finito in favore di Udine solo all’ultimo tiro di gara5 nella stagione scorsa, e a seguire una finale tutta regionale con la PallTS e una delle due squadre della Piccola Patria. Sarebbe uno spot per il basket di casa nostra e vorrebbe dire che la regione avrebbe un team in A nel 2024-2025. Prima di arrivare a tanto, però, vediamo come stanno le nostre squadre.

Paradossale a dicembre quando incombeva l’ultimo posto nel girone Rosso, ma vero in aprile la Ueb ci giunge con il vento in poppa dopo l’esclusiva di 10 successi su 10 gare in fase a orologio. Ha un organico rinfrancato, in alcuni casi individuali addirittura ritrovato, gestito dalle sapienti mani di coach Stefano Pillastrini che è l’unico ducale con tre salti dall’A2 in A. Nonostante l’entusiasmo, le vele potrebbero essere state un po’ sgonfiate dalla pausa agonistica di una settimana tra orologio e play-off. E’ anche vero, però, che Cividale da inizio 2024 ha fatto una tirata di 15 gare, tra fine ritorno e orologio (13 vinte e 2 sole perse), con la spada di Damocle della poule salvezza da disputare dissoltasi in play-off solo al penultimo turno della seconda fase. Forse, per la Gesteco era arrivato il momento di rifiatare prima di ripartire. Certo è che i play-off, con serie al meglio di 3 gare su 5, sono un quasi costante dentro o fuori che non consente distrazioni di sorta. Pur facendosene forti, capitan Eugenio Rota e compagni non devono pensare che l’82-59 rifilato a Cantù in gara secca al palaPerusini nell’orologio sia un indizio in vista del quarto di finale play-off. Per di più giocato senza il vantaggio del fattore campo e con il formato casa-casa-fuori-fuori-casa che, per non tornare da Desio al palaPerusini con le spalle al muro, consiglierebbe ai ducali di vincere almeno una delle prime due gare. Dopo di che il sogno di andare in finale, accattivante anche per vedere pure il presidente Davide Micalich biondo platino come si è già tinta i capelli mezza squadra, sarebbe un altro miracolo sportivo. Di una società modello anche dal punto di vista economico – amministrativo rivendica Micalich, anche perché il venticello della calunnia si alimenta sempre: memento ingaggio di Rotnei Clarke contestuale alla voce del debito Ueb con il Comune di Cividale per il palaPerusini, sùbito dopo dato legalmente in concessione dall’amministrazione civica alla società ducale. Non ci pare, però, che il club sia attrezzato per il grande salto. Sarebbe già una novità che nella prossima A2 ripartisse con due stranieri a tutti gli effetti. In questa potrebbe anche accontentarsi di togliersi la soddisfazione di prendersi la rivincita play-off sull’Oww.

L’Apu, dal canto proprio, per quanto tormentata dagl’infortuni non dovrebbe avere problemi ad approdare in semifinale contro la Juvi Cremona in smobilitazione fin da quando si è salvata in fase a orologio: Bernardo Musso a Cento, Daniele  Magro a Forlì e ingaggiato il giovane Nicolò Virginio da Varese. Coach Adriano Vertemati, per contro, al via dei quarti riavrà il fido Lorenzo Caroti dopo un mese di assenza per dare respiro in regia a capitan Diego Monaldi. Di Jason Clark, invece, si riparlerà dopo un paio di mesi di forfait solo nella probabile semifinale. Dopo di che Udine dovrebbe preferire di concedere la rivincita un anno dopo a Cividale, perché avrebbe il vantaggio del fattore campo e al Carnera in questa stagione ha perso solo due volte su 16 gare: con Forlì nell’ultima in casa del ritorno e con Rieti nell’ultima a domicilio nell’orologio. Se in semifinale, invece, dovesse incrociare Cantù dovrebbe sfatare il tabù trasferta in cui in questa A2 ha un trend negativo con 7 vinte e 9 perse, specie sui campi delle dirette concorrenti nella lotta al vertice. Come a Desio nell’orologio, quando peraltro dopo 6 minuti giocati nel primo tempo è stato ritirato dal parquet il nuovo pivot Jalen Cannon per precauzione. Alla vigilia dei play-off il preparatore atletico Apu, Daniele Missarelli, assicura che si è trattato di un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro, quello non operato, e che il giocatore è al 75-80% della forma. Non stentiamo a credergli su tutta la linea, anche perché prima di debuttare in bianconero a Trapani il 24 marzo scorso Cannon era inattivo da gennaio 2023 dopo l’infortunio alla Vanoli Cremona. Registriamo, però, una voce che da ambienti bene informati rimbalza da oltre i confini italici e della Piccola Patria. Ruota attorno alla parolina, magica o misteriosa fate voi, tendine rotuleo. Dall’America, da dove gli hanno consigliato l’Apu perché vi fa il riabilitatore il professor Luigino Sepulcri, assicurano che lo sfortunato Jalen quando si è infortunato al ginocchio sinistro a Cremona si è rotto non solo i legamenti, ma anche il tendine rotuleo. Il che, hai voglia di lavorare sulla muscolatura, rende instabile l’articolazione. Felici, naturalmente, di essere smentiti dai fatti sul campo e dall’ennesimo miracolo Apu medical.

Più in salute dell’Apu, che deve ancora varare e rodare l’accoppiata Clark-Cannon con Marcos Delìa finora esautorato, è anche la PallTS che pure il 12 gennaio scorso al Carnera non solo aveva regalato il derby per la scellerata rimessa finale di Ariel Filloy a metà campo, ma aveva anche perso Justin Reyes per un paio di mesi scontandone oltre modo l’assenza. Recuperato il nazionale portoricano e anche Giovanni Vildera, coach Jamion Christian marcia fiero su Torino che il 15 marzo scorso proprio contro i triestini ha registrato l’ultimo successo nell’orologio nel filotto di 5 gare perse su 6 dopo essere stata la prima squadra a passare a Forlì. Ecco, appunto, il principale ostacolo per i giuliani pare essere eliminare nei quarti i piemontesi, che hanno il vantaggio del campo. Poi in semifinale, infatti, affronterebbero o i romagnoli privi di Kadeem Allen ko e operato o la matricola Vigevano. Dopo di che la finale non parrebbe proibita, forse targata tutta Fvg.

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