Salto in A atteso dal 2000
capitanato dagli Alibegovic
di padre Teo in figlio Mirza

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La quinta promozione in serie A di Udine cestistica in campo maschile è quella attesa più a lungo e che si tramanda di padre in figlio. Arriva 25 anni dopo l’altra in A1 del 2000, mentre dopo la prima, storica nel 1968 gli intervalli erano stati più brevi: 16 anni dopo nel 1984, due soli nel 1986 e 14 per agganciarsi a quella anni Duemila. E’ suggestivo il fatto che quella d’inizio nuovo secolo e l’attuale siano state capitanate allora da papà Teoman Alibegovic e ora dal suo primogenito Mirza. Mentre il capostipite ha anche l’altro figlio Amar in testa alla classifica della serie A con Trapani in coabitazione, matricola che è anche già qualificata per i play – off a quattro turni da fine stagione regolare, e l’ultimogenito Denis in fuga, guarda caso a +6 come l’Apu neopromossa in A, con Treviglio nel girone A di serie B nazionale.

Le quattro promozioni in A precedenti di Udine sono state la prima, storica con la Snaidero nel 1968; la seconda, a sorpresa, con la Gedeco 5-3-5 nel 1984; la terza, riprogrammata ma sùbito ripersa, con la Fantoni nel 1986. L’ultima nel 2000, prima dell’odierna, di nuovo con i colori arancione per un secondo ciclo di un’altra dozzina di anni, nove dei quali di fila in A “senza se e senza ma” in entrambi i casi.

Alla guida c’era il triestino Matteo Boniciolli, novello capoallenatore in A2, che nel 2020 si era ricandidato a essere il primo a portare Udine per due volte in massima serie. Regalandole la sua seconda promozione in A poteva superare lo slavo Boris Kristancic artefice della prima Snaidero, l’ungherese Lajos Toth del miracolo Gedeco e l’udinese Claudio Bardini, unico profeta in patria, della Fantoni caineriana.

Ora l’attuale coach pedoniano Adriano Vertemati è il primo “talian” a ottenere il salto in massima categoria con Udine dopo gli allenatori indigeni del Fvg, Bardini e Boniciolli, e i foresti Kristancic e Toth. Per età e fascia generazionale è allenatore più assimilabile ai due corregionali, quand’erano in panchina a Udine, piuttosto che ai più attempati colleghi stranieri già all’epoca dei fasti udinesi.

Infine, le prime tre promozioni di Udine in A del secolo scorso sono state ottenute dalla stessa società sportiva che era la storica Associazione pallacanestro udinese. Quella 2000 è passata alla storia come Pallalcesto amatori Udine, società già affiliata Fip da almeno due annate per poter fare da contenitore al titolo sportivo di A2 della Palladio Vicenza acquisito dalla Snaidero per avviare il suo secondo ciclo arancione. L’attuale è firmata Amici pallacanestro udinese, stesso acronimo Apu dell’Associazione pallacanestro udinese, neonata a fine giugno 2011 da una costola della Nbu, Nuovo basket udinese.

La prima promozione Snaidero, del cavaliere Rino, nel 1968 e l’altra arancione d’inizio nuovo secolo hanno avviato due cicli di nove anni di fila in massima divisione e nel complesso di una dozzina, dopo la retrocessione al piano di sotto. Quelle del 1984, Gedeco a salire e Australian a scendere, e del 1986 Fantoni, al suo primo anno di un lustro di sponsorizzazione, sono state meteore annuali. Vedremo che ne sarà di questa targata Old Wild West, Apu che peraltro ha già alle spalle una decina di anni di A2 dopo la promozione dalla Dnb nel 2016 ancora con la sponsorizzazione Gsa.

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