Complimenti Danilo! E quella Coppa ci ricorda qualcosa 

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A 37 primavere appena compiute il Gallo nazionale vince il suo primo (e ultimo) trofeo di club, dopo 17 stagioni Nba e gli esordi in Italia tra B di eccellenza, Legadue e serie A. Per ritrovare un altro alloro di squadra nel suo palmares bisogna risalire al bronzo europeo con l’Italia Under 18 nel 2005. Coglie, invece, l’ennesimo trofeo personale nella finale decisiva, che dunque si è giocata e lo scudetto non è stato assegnato a tavolino a causa di un’epidemia influenzale nella squadra avversaria. Anche se ha saltato le prime due gare di finale per il morso di uno squalo a sua moglie Eleonora Boi, ha giocato le altre tre da trascinatore. Lega nazionale pallacanestro, sempre attenta a questi risvolti, si appropria proprio di quel trofeo per trovare un aggancio con la nascente carriera di Danilo Gallinari in Legadue. Nel 2005-2006, infatti, in prestito all’Edimes Pavia dall’Olimpia Milano ha vinto il titolo di migliore giocatore italiano di categoria grazie anche a 14,3 punti di media, nonostante un brutto infortunio a un ginocchio ne avesse limitato le presenze a 16 gare in tutto. Ecco, così che la Coppa di Mvp oggi in Porto Rico ricorda a Lnp quella di vent’anni fa in Legadue. Con lo scudetto portoricano in tasca, a Gallinari non resta che il passo d’addio al basket giocato con l’Italia all’Europeo 2025. Un ritorno in Nba, in vista del quale si era accasato ai Vaqueros de Bayamon, resta un sogno proibito per l’alto salario minimo quale veterano della lega professionistica americana che qualunque franchigia dovrebbe corrispondergli.