Galeotta fu la pubblicazione, circa una settimana fa, del motu proprio – potere di cui si è fatto incaricare dal consiglio federale – con cui il presidente nazionale della Fip, Gianni Petrucci, è intervenuto con delibera 30 del 24 settembre scorso ad aggiornare all’ultimo comma 9.3 “La formazione del ranking per l’attività Giovanile LNP” nel comunicato dei contributi a carico delle società non professionistiche.
E’ un ginepraio in cui, lo ammettiamo, ci siamo persi, ma ci ha fatto imbattere nel capitolo 9. delle Premialità, in via di definizione. Al comma 9.1 non ci sfuggiva la voce “Premialità utilizzo atleti Under” che per la serie A2 e B nazionale, con norma approvata dal consiglio federale numero 1 con delibera 88/2024 del 17 luglio 2024, in questa stagione sono destinate agli Under 22 (nati nel 2002 e anni seguenti) con le rispettive casistiche per categoria di appartenenza.
Le prime 5 società di A2 a venti squadre con i requisiti previsti saranno premiate con i seguenti importi: 1ª classificata: € 60.000,00; 2ª: € 50.000,00; 3ª: € 40.000,00; 4ª: € 30.000,00; 5ª: € 20.000,00. Le prime 4 società di B nazionale di ognuno dei due gironi da venti squadre con i requisiti previsti saranno premiate con i seguenti importi: 1ª classificata: € 40.000,00; 2ª: € 30.000,00; 3ª: € 20.000,00; 4ª: € 10.000,00. Con norma di redistribuzione interna fra le altre classificate in ognuna delle due categorie delle premialità inevase se non ci fossero abbastanza squadre (5 in A2 e 4 in B) con i requisiti richiesti.
Premialità condivisibile che incentiva l’impiego di Under nei campionati senior e di cui, se i giovani non sono di produzione propria, beneficiano a cascata anche le società di provenienza sia pure solo sotto forma di premi Nas per formazione e valorizzazione stabiliti per il tesseramento categoria per categoria.
Al comma 9.2, però, ci è balzata all’occhio “Ulteriore Premialità Serie A2 e Serie B Nazionale“, aggiornata sempre dal consiglio federale del 17 luglio scorso, o per società loro satelliti per partecipazione a finali nazionali Under 19, 17 e/o 15 eccellenza. Per il 2024 – 2025 è stanziato un fondo di 90.000 euro con importo massimo di premialità di 6.000. Se non andasse esaurito, sarebbe destinato al successivo punto, finanziato con 60.000, per partecipazione a spareggi (1.500 euro), interzone e/o seconda fase U15E (3.000), fase interregionale U17E (3.000) e prima fase interregionale U19E (3.000).
Se non andasse esaurito anche questo fondo, più il residuo del precedente, sarebbe redistribuito in pari percentuale fra le società assegnatarie. I club destinatari del premio per le finali nazionali di categoria hanno diritto anche a quello per la partecipazione alle altre fasi intermedie.
Analogo sistema al capitolo 8. Premialità esiste anche nel comunicato contributi a carico delle società professionistiche della Fip, cioè per la serie A con altri importi e modalità in parte differenti. Al comma 8.1 c’è il “Premio minutaggio italiani” per Under 26 (250 mila euro) delle società che optano solo per il 5+5 per tutta la stagione sportiva e quello per U23 (250.000), sia per chi opta per il 5+5 sia per il 6+6.
Al comma 8.2 c’è la “Premialità rivolta allo sviluppo dei settori giovanili“, finanziata per 360 mila euro dal bilancio federale e per altrettanti come previsione, che dunque può variare, dalla Luxury Tax. E’ ripartita in 410.000 euro per risultati da settore giovanile, 150.000 per convocazione in nazionali giovanili a fasi finali di Europei di categoria e 160.000 per lo sviluppo del settore giovanile. La premialità per risultati riguarda finali nazionali Under 19 (160.000), U17 (140.000) e U15 (110.000) con la norma espressamente detta di chiusura secondo la quale: <Qualora non vi siano squadre di Società di Serie A qualificate in una delle Finali Nazionali di cui sopra, il contributo previsto sarà assegnato, in parti uguali, al contributo previsto per le altre Finali>. Meccanismo di redistribuzione interna che esiste anche in altre casistiche.
Ora è proprio questa “chiusura” che appare discriminatoria nei confronti di tutto il resto del movimento, fatto da oltre 1.300 club Fip, che non siano le 16 società di A, le 20 di A2 e le 40 di B nazionale per il quale sono previste le premialità a discapito del settore femminile e dei sodalizi non rappresentati da leghe. D’accordo che i fondi delle premialità derivano da luxury tax e anche quelli dal bilancio Fip dalla redistribuzione, in parte, di premi Nas incamerati dalla federazione per rinuncia all’attività o anche da multe e che in una sorta di economia circolare sono ricollocati nelle categorie che hanno diritto ai premi. Perché, però, all’interno di un bilancio di previsione Fip del 2023 che superava i 42 milioni di euro, a spanne 30 milioni per l’attività centrale e 12 milioni per quella territoriale, non si trova un meccanismo analogo di premialità anche per il basket femminile e le società non di lega? Oppure non sarebbe interesse di tutto il movimento, invece di barricarsi dietro norme di “chiusura”, ricorrere a un criterio mutualistico di redistribuzione dei fondi inevasi almeno per le premialità da finali nazionali alle altre società, anche non satelliti, che si siano qualificate per i campionati tricolori? Questa è la discriminazione più odiosa.
In questo senso l’appello lanciato dalla Fip per il varo delle seconde squadre, che dovrebbero essere fatte con le giovanili, raccolto da una commissione della Lba, cioè della Lega serie A, fa temere che sarà l’ennesima riforma settoriale del movimento: 76 società di lega (A, A2 e B nazionale) che comandano su oltre 1.300. Quando è già in atto uno squilibrio tra serie maggiori e seconde squadre riallocate nelle minori sotto forma di premi Nas. Facendo base un milione di euro il budget medio di una società di A2 in questa categoria il premio Nas a tesserato di 11 mila euro incide per l’1,1% sul bilancio societario. Facendo base 40 mila euro il budget medio di una società di C unica, dove in Fvg sono state ammesse le seconde squadre di Apu Udine e Ueb Cividale, il premio Nas a tesserato di 2.500 euro, riportato ai livelli della C Gold dopo una stagione scontata di 500 euro, incide per il 6,25%. Allora ha ragione Enrico Gilardi, indimenticato “testaccino” del Banco Roma dei miracoli, che in Italia si è puntato solo sul campionato neanche fosse la Nba invece di partire dal basso come si può leggere nell’intervista commemorativa di Roma caput mundi nel basket che pubblichiamo e rilasciata a il Fatto quotidiano.