CASO FORTITUDO
Arletti: «Documento artefatto. Mai firmato». Il club: «Noi estranei». Cosa sta succedendo 
Caso Fortitudo, Arletti: «Mai firmato». Il club: «Noi estranei»
È scoppiato un vero e proprio caso in casa Fortitudo Bologna. Ieri mattina sulle colonne di Stadio, l’intervista di Damiano Montanari a Umberto Arletti, presidente della Fortitudo Academy (e padre di Gianmarco ex Apu ora a Latina in BN, ndr), poche ore dopo la notizia dell’esposto in Procura Federale relativo a un documento presentato dalla sezione pallacanestro della SG Fortitudo.
«Confermo di avere inviato quell’esposto. La ragione risiede nel fatto che mi è stato dato riscontro di un documento su cui era presente una certificazione a mia firma, senza che io fossi mai stato né al corrente, né firmatario di tale documento», dice Arletti.
Il problema è relativo alla firma. «Falsata? Io non ho mai visto, né firmato quel documento». Si parla del documento inviato dalla sezione pallacanestro della SG Fortitudo per la partecipazione al campionato Under 19.
Arletti prosegue: «Il documento è una certificazione congiunta a firma dei presidenti della Fortitudo 103, Rossano Guerri, della Fortitudo 103 Academy, cioè il sottoscritto, e della SG Fortitudo, Andrea Bianchini, e sostiene l’esistenza di concessione della licenza di iscrizione per la SG al campionato Under 19 Eccellenza. Nell’atto, oltre alla piena continuità formativa, organizzativa e tecnica tra le giovanili dell’Academy e quelle della SG, che non sono in discussione, si dichiara anche la fine dell’attività dell’Academy nella stagione 2026/27 con il solo obiettivo di trasferire i premi NAS dall’Academy alla SG».
Arletti ha detto che se fosse stato interpellato, non avrebbe apposto quella firma. «No, perché in qualità di legale rappresentante dell’Academy non ritengo sottoscrivibile, allo stato attuale, quel documento», dice. «Un conto sono le collaborazioni tecniche, un altro sono i risvolti amministrativi che seguono regole diverse. Un conto è manifestare intendimenti e accordi sul piano organizzativo, dai quali non mi sono mai sottratto, altra cosa è entrare nel merito di aspetti amministrativi che seguono responsabilità e normative ben differenti».
Se quei premi NAS non fossero trasferiti da Academy a SG, chi li incasserebbe? «L’Academy non ha chiuso. C’è un percorso tecnico in cui, in libero arbitrio e piena autonomia, la 103 ha deciso di non avere più come società satellite l’Academy e di continuare ad avere quel rapporto con la SG. Poi c’è l’attività svolta dall’Academy, che è stata società satellite della 103 per tredici anni, dall’estate del 2015 fino a poche settimane fa. È legittimo che la 103 possa cambiare, ma i premi NAS sono patrimonio dell’Academy e devono essere gestiti dall’Academy all’interno di una strategia amministrativa di più largo respiro».
Si attende ora l’esito delle indagini della Procura Federale. «Saranno gli organi federali a valutare se sono stati commessi degli illeciti ed eventualmente quali conseguenze possono comportare». Qualora fosse accertata la falsificazione della firma? «Normalmente c’è la responsabilità oggettiva della società. La SG ha mandato quel documento. La domanda è: chi lo ha prodotto?».
Fortitudo Bologna: “Noi estranei ai fatti”
“La Fortitudo 103, nella persona del proprio legale rappresentante, Dott. Rossano Guerri, con riferimento a quanto riportato oggi su Stadio a firma di Damiano Montanari, intende precisare la propria assoluta estraneità ai fatti oggetto delle notizie pubblicate.
Nel pieno rispetto dell’operato degli organi competenti, la Fortitudo 103 auspica che la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) proceda a un rapido accertamento dei fatti, affinché siano chiarite le eventuali responsabilità, a tutela della regolarità dell’attività sportiva, dell’immagine della società e di tutti i soggetti coinvolti”.