Non solo CR o TS a Roma
Fip e Lba ai ferri corti
su 7 stranieri più 5 italiani

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Bologna prima, Cremona passa a Roma e Trieste alla finestra…

Cominciano i play-off

Da La Repubbllica di Bologna a firma Walter Fuochi, l’immediato futuro della nostra pallacanestro. Bologna in pole position, al terzo anno di fila: la sfiderà Trento. A seguire, fra sabato e domenica: Brescia-Trieste, Milano-Reggio, Venezia-Tortona. L’ultimo turno di stagione regolare ha cambiato poco o nulla sul tabellone, se non sfilare l’ottavo posto a Varese e darlo a Trento: la Virtus, battendo i lombardi, è stata più spietata dell’Olimpia in gita sulle Dolomiti. Lo scudetto potrebbe uscire di nuovo dalla finale più classica. Bologna-Milano, l’anno scorso, capitò in semi. Tre allenatori che a inizio stagione facevano i vice (Jakovljevic, Poeta e Taccetti) e due che lo erano un anno fa (Cotelli e Fioretti) guideranno cinque delle otto iscritte (gli altri: il croato Spahija, il greco Priftis, l’italiano Cancellieri). Vincerà il tricolore uno che non l’ha mai vinto. Sarà una novità, i santoni d’una volta non abitano più qui e se queste siano arie fresche di rinnovamento o sferzate gelide di crisi, ditelo voi. Qui si pende sulla seconda, ennesimo segnale di ritirata nell’infuriare delle battaglie perse che affliggono i bollettini quotidiani. Procede l’allegra razzia dei ragazzi italiani nell’America sempiterna dei profumi e baiocchi. Salgono i prezzi del costo del lavoro e calano le risorse dei club. Si ammainano gloriose bandiere di provincia, oppure le si vede traslocare altrove. I fronti di crisi sono molteplici, alimentando vigilie tese sul Consiglio federale. La presa di Roma è al punto uno. Oggi orfana di grande basket, la capitale potrebbe avere presto due squadre in A (più la locale Virtus in ascesa dalla B all’A2). Rilevati i diritti di Cremona (che chiuderà), la cordata Nelson-Kaukenas è al traguardo. Aprirà bottega nell’Urbe per spalancarsi poi alla Nba all’amatriciana. Ma c’è un’altra pretendente, ossia il club che Paul Matiasic, oggi proprietario di Trieste, vorrebbe trapiantare a Roma. La domanda ancora non c’è, l’enigma verrà sciolto più avanti, forse alle bocce ferme di Trieste. Il presidente Petrucci vidimerà la richiesta di trasferimento di Cremona, atto dovuto (e di certo non sgradito, stante l’annoso buco nero dei canestri nella capitale). Al punto due, è annunciata battaglia tra federazione e Lba sul numero di italiani d’obbligo la prossima stagione. I giocatori calano, i costi salgono e allora la proposta è, anziché l’odierno 6+6, 7 stranieri più 5 italiani. La Lega spinge, la Fip non ci sente. Tutti alzeranno la voce.

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