Morto Merlati scudettato
con “il muro di Cantù”
già a GO, tirava liberi a scodella

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Il basket italiano piange la scomparsa, a 81 anni, di Alberto Merlati. Originario di Cuneo, 2,04 di statura, Merlati fu protagonista del primo scudetto della storia della Pallacanestro Cantù targata Oransoda nella stagione 1967-1968 costituendo, con l’argentino Alberto De Simone e l’americano Tony Burgess, quello che fu denominato “il muro di Cantù”.

Famoso anche per la caratteristica modalità, dal basso, con cui effettuava i tiri liberi, Merlati giocò anche a Gorizia, Venezia e Asti con la maglia della Saclà poi trasferitasi a Torino contribuendo al boom del basket nella città della Mole. Ha anche militato in Nazionale disputando i Mondiali e gli Europei nel 1967.

Dopo l’addio al basket aveva poi intrapreso una importante carriera imprenditoriale nel settore culturale e letterario fondando poi “La Fabbrica”, una multinazionale nata nel 1984, con sedi a Milano, Torino, San Paolo del Brasile, Buenos Aires e Santiago del Cile, che inventava, realizzava e distribuiva nelle scuole di vari Paesi progetti educativi sostenuti da aziende e istituzioni.

E’ stato tra i soci fondatori e poi vicepresidente di Liba Italia, un’associazione nata da ex stelle del basket e dalla loro voglia di impegnarsi per la comunità, diffondendo la cultura e i valori dello sport che li ha resi celebri e creando occasioni di impegno sociale, svago e diffusione della pratica della pallacanestro.

Il presidente della Lba Umberto Gandini, assieme a tutte le società di serie A, esprime il proprio cordoglio alla famiglia.

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