Monk antidogmatico
Boniciolli gregario

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A proposito di Rhythm & basket torniamo con alcune note su Monk. Quello che Thelonious Monk mi ha insegnato, e che vale anche per la pallacanestro, può essere espresso così: è lo spirito antidogmatico l’unico, vero motore di sviluppo di ogni processo storico, tecnico e tattico e non lo spirito gregario di chi si allinea passivamente al modo di fare dominante. Questo vale anche per il basket dove si deve avere coraggio di sfidare le convenzioni e i modelli tecnico-tattici circolanti per costruire e fare arrivare anche a Udine una pallacanestro evoluta, avanzata, originale.

Questo mi aspettavo da Matteo Boniciolli al suo ritorno a Udine. Invece, il Boniciolli della sua seconda esperienza udinese mi ricorda tanto Benedetto Croce o, meglio, mi ricorda tanto la critica che Antonio Gramsci, il grande pensatore comunista, nei “Quaderni del carcere” esprime nei confronti di Croce stesso. I Quaderni sono costituiti da 2.848 pagine, corrispondenti a quattromila cartelle dattiloscritte, che il coach triestino avrà certamente letto attento com’è a presentarsi quale uomo di cultura non solo sportiva: vedi citazioni varie, letterarie, cinematografiche e televisive.

A mio parere proprio come lo storicismo crociano anche la pallacanestro attuale di Boniciolli non è altro che una forma di moderatismo in cui la dialettica tra conservazione e innovazione, che è la vera dialettica che fa il destino di ogni squadra di basket, è sempre risolta a favore della prima e mai della seconda. Questa impostazione da moderati non serve a Udine. Boniciolli non può dimenticare, o far finta di non sapere, che il suo ritorno in Friuli è stato determinato dall’esigenza di rinnovare il precedente modo di fare pallacanestro che qui a Udine aveva esaurito ogni spinta propulsiva.

Ci sono due tipologie di allenatori: quelli di gestione o gli altri di sviluppo. Boniciolli finisce per fare il primo quando, invece, Udine ha bisogno del secondo. A pacata dimostrazione del fatto che anche nel basket si nasce incendiari e si muore pompieri. Di Boniciolli ricordo una fantastica zona 1-3-1, proposta in un derby bolognese, che si trasformava in quattro a zona con il difensore di punta della 1-3-1 a uomo sul play avversario. E’ di quel Boniciolli che Udine ha bisogno.

(fine seconda parte)

A proposito di “Quaderni” questa è la bibliografia da me consigliata:

  • Peter Niklas Wilson: Albert Ayler Lo spirito e la rivolta
  • Robin O.G. Kelley: Thelonious Monk Storia di un genio americano
  • Walter Benjamin: Sul concetto di storia
  • Beppe Fenoglio: Il partigiano Johnny
  • C.S. Murray: Boogie man. The adventures of John Lee Hooker
  • Colin Harper: Dazzling stranger. Bert Jansch and the British Folk and Blues Revival
  • Alan Robertson: Joe Harriott. Fire in his soul
  • Giuseppe Fiori: Vita di Antonio Gramsci
  • Autori vari: Blues dei colli (Blues club 356)
  • Ted Gioia: Delta blues. I grandi musicisti del Mississippi che hanno rivoluzionato la musica
  • Kareem Abdul Jabbar: Coach Wooden and me
  • Krin Gabbard: Charles Mingus. L’uomo, la musica, il mito
  • Carl Woideck: Charlie Parker. Vita e musica
  • Greil Marcus: Mystery Train
  • C. DeVito-F.Martinelli: Coltrane secondo Coltrane. Tutte le interviste
  • Harry Shapiro: Alexis Korner. The biography

Foto copertina “Rhythm ‘n’ Blues” by Tilman Haerdle is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

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