La notizia era nell’aria da qualche settimana, ma comunque fa un suo effetto non vedere ancora Michele Antonutti nella formazione dell’Old Wild West Apu Udine, di cui è stato per quattro anni consecutivi il capitano. La nuova gestione tecnica della squadra udinese, con il ds Andrea Gracis e coach Adriano Vertemati, ha deciso di rivoluzionare e svecchiare il roster per la prossima stagione 2023-2024 di serie A2. Chissà se Michele troverà ancora, a 37 anni, qualche altro estimatore o sarà venuto il momento per lui di appendere al fatidico chiodo le scarpe da gioco e dedicarsi a qualche cosa d’altro.
Conoscendolo, estroso e creativo come pochi, certamente non gli mancheranno gli stimoli per imbarcarsi in qualche iniziativa nuova e proficua. Certo che per uno che lo ha visto crescere nella Cestistica Basket Udinese di coach Gigi Colosetti, dal minibasket fino al passaggio nel 2002 all’allora Snaidero per iniziare la carriera professionistica, è come riavvolgere un film lungo oltre 25 anni con dentro gli straordinari successi di una squadra, da noi pomposamente chiamata il nuovo dream team, che annoverava oltre ad Antonutti (Michelino) anche il suo alter ego Michele Ferrari (Michelone), giocatore a livello giovanile fisicamente immarcabile, affiancati da un gruppo di buoni giocatori, di cui non posso non citare il capitano Luca Bennici, vera anima di quella squadra.
Con questa formazione, oltre a dominare in regione Fvg, abbiamo conquistato due terzi posti nei campionati nazionali di categoria Bam/ragazzi a Bormio nel 2000 e allievi a Porto San Giorgio nel 2001. Spero solo che a Michelino non salti di nuovo l’idea di realizzare delle versioni dance di classici immortali della melodia italiana, come per esempio “La canzone del sole” di Lucio Battisti. Quando lo fece, allora l’avrei strozzato. Comunque Michele, se non ti vedrò ancora su un campo di basket infilare, piedi per terra, l’ennesimo tiro da tre punti della tua lunga carriera ti auguro di avere lo stesso successo nella nuova attività che vorrai intraprendere. Sempre che qualcuno non voglia sfruttare le tue conoscenze e le tue capacità ancora nel mondo della palla a spicchi, magari dietro una scrivania.