Luigini Development
mette spalle al muro
la gestione Lbs di de Biase

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Caro Presidente De Biase (nella foto di copertina),
ci permetta di porle, qui e pubblicamente, qualche domanda.
Forse troveremo maggior fortuna nella speranza di una risposta, considerato come – nel privato – da diversi giorni non abbiamo più notizia di Lei. E visto come, per tutto l’anno sportivo, mantenere una linea di comunicazione aperta fra di noi sia stata un’impresa ai limiti delle regole di buona educazione. E – mi permetta – non certo per colpa del sottoscritto.
Se ho evitato, fino a oggi, qualsiasi esternazione pubblica, è stato solamente per il rispetto dovuto alla squadra, impegnata nel perseguimento dei propri obiettivi sportivi: un gruppo di ragazze eccezionali, guidato da un altrettanto eccezionale allenatore.
Persone con la P maiuscola, loro, che hanno fatto il proprio dovere fino all’ultima goccia di sudore, portando alto, per tutto il territorio nazionale, il nome di Udine e della Società Libertas da Lei presieduta.
Un caso più unico che raro di attaccamento alla maglia e ai propri valori, commovente, irripetibile e persino ingiustificato.
Il primo quesito che le pongo è perciò questo: si sente – in coscienza – di essere stato all’altezza del prezioso scrigno che si è ritrovato per le mani? O, al contrario, sente il peso di aver condannato tutti a una stagione drammatica, fatta di incertezze e mancanze di rispetto?
Con quali presupposti, anzitutto, ha ritenuto a luglio di potersi presentare ai nastri di partenza del nuovo campionato, impegnandosi in accordi contrattuali che, per i suoi tesserati, rappresentavano
l’unica fonte reddituale di mantenimento?
Se è vero – com’è vero – che già alla seconda mensilità di pagamento, quella di ottobre – si sono presentati i primi gravissimi problemi nell’onorare le tempistiche?
Quale gestione ha fatto Lei delle notevoli somme che – ci corregga se sbagliamo – ha incassato già agli inizi della stagione, da parte dello sponsor Delser e da parte di Apu?
Se è vero – com’è vero – che già a dicembre Lei dichiarava apertamente esistesse il rischio di ritirare la squadra per mancanza di liquidità?
Se è vero – com’è vero – che le predette somme non sono state sufficienti né a mantenere una regolarità dei pagamenti ad atlete e staff, corrisposti sempre in grave ritardo rispetto alle date in cui essi erano effettivamente dovuti, né a onorare gli impegni verso terzi fornitori, visto che ci risulta una sua cronica, pesantissima situazione debitoria nei confronti di gestori di impianti sportivi, proprietari degli appartamenti in locazione per le atlete, procuratori, ecc, e persino verso tesserati per quanto attiene ai rapporti lavorativi dell’anno precedente, come ad esempio coach Riga?
Per quale motivo, pur di fronte a una situazione evidentemente non più sostenibile né recuperabile, Lei si è rifiutato, a fine dicembre, di accordare la possibilità, anche laddove ne venne fatta richiesta
esplicita, di liberare un’atleta gravata dalla spada di Damocle della concessione di un mutuo personale da onorare, per consentirle di terminare la stagione presso terza Società?
Obbligando detta atleta a restare nella sopra descritta condizione di gravissima incertezza, assieme alle compagne, di volta in volta costrette a subire persino sospensioni della fornitura della energia elettrica o del gas nelle loro residenze, causa morosità, o a vedersi negato l’accesso agli impianti di allenamento per il mancato pagamento lamentato dai gestori.
Come ha potuto scaricare su terze persone incolpevoli e impossibilitate a fare nulla l’enorme rischio di una navigazione che Lei stava timonando rovinosamente verso gli scogli?
In ultimo, com’è possibile che, dopo appena due mesi da un nuovo, ingente versamento, di ben centomila euro, promesso e corrisposto a partire dai primi di marzo, e offerto per la generosità personale di tre soci dell’Apu, con il vincolo specifico che esso venisse destinato al saldo degli stipendi di staff e atlete fino al termine della stagione, ancora una volta la Società si trovi in crisi di liquidità e nella incapacità di adempiere ai propri impegni?
Se è vero – com’è vero – che a oggi coach Riga non ha ricevuto due stipendi già maturati e le giocatrici attendono, senza aver ricevuto risposta alcuna, chiarimenti in merito allo stipendio maturato il 30 aprile e mai versato?
E se è vero – com’è vero – che la Società ha offerto alle ragazze e allo staff solamente una irricevibile proposta di transazione a saldo e stralcio per le ultime tre mensilità contrattuali per tutti mancanti?
Come intende procedere adesso al riguardo? Onorerà gli impegni e in che modo?
Vede caro De Biase, Lei ha costretto un gruppo di persone straordinarie a un’annata tragica.
E’ stato distrutto un sogno sportivo ed è stata distrutta una bellissima realtà cittadina.
Nonostante Lei abbia maneggiato ingenti risorse che farebbe bene a spiegare – per trasparenza – come ha impiegato.
Per quello che conta, ha costretto il sottoscritto a un continuo lavoro, esasperante e ciclopico, in tutela dei propri assistiti, senza corrispondere peraltro un solo centesimo dei pagamenti anche a me dovuti.
Speriamo abbia almeno adesso la voglia e la decenza di fornire, a noi e a tutti, risposte che sentiamo come dovute.
Cordialmente
Stefano Luigini
Patrizia De Gianni

Dispiace vedere che si sia ripetuta la stessa identica storia che nel 2013 portò poi al fallimento dell’allora Sporting Club Udine.
Anna Manotti

Discorso limpido, chiaro e corretto che veramente merita una risposta, tutte e tutti voi meritate una doverosa risposta!

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