𝙄𝙡 𝙋𝙖𝙡𝙖𝘾𝙖𝙧𝙣𝙚𝙧𝙖 𝘾𝙧𝙚𝙙𝙞𝙛𝙧𝙞𝙪𝙡𝙞 𝙨𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙛𝙚𝙧𝙢𝙖 𝙞𝙡 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙥𝙪𝙡𝙨𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙡𝙡𝙖𝙘𝙖𝙣𝙚𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙖 

I dati ufficiali comunicati da Lega Basket Serie A certificano la straordinaria passione del pubblico bianconero: Apu Udine chiude la stagione con la percentuale di riempimento medio più alta dell’intera serie A.
3.462 spettatori medi su 3.500 posti disponibili.
14 sold out su 14 partite casalinghe.
Un’intera città tornata ad abbracciare il grande basket.
Nel passaggio dalla serie A2 alla LBA, Udine ha inoltre fatto registrare una crescita dell’11% nelle presenze, confermando quanto entusiasmo, appartenenza e passione abbiano accompagnato il ritorno della serie A in Friuli dopo 16 anni.
Grazie a tutti voi. Questo spettacolo lo abbiamo costruito insieme!
Adesso tocca ai politici dotare Udine di un Palasport idoneo alla ‘fame’ di basket (e di volley e di sport e di spettacoli) di tutto il Friuli
Antonio Grimaldi aspetta e spera…mi pare che tutti la sappiano contare ma poi…
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Un paio di considerazioni a margine degli uffici stampa e propaganda.
Se il palaCarnera Credifriuli si conferma cuore pulsate della pallacanestro italiana, serie A già di per sè in stallo di presenze medie a gara rispetto al migliore dato di due anni fa, il movimento italico è messo bene, ma non benissimo come si usa dire.
L’indice di riempimento di un palasport è del tutto relativo, alla capienza dell’impianto e al bacino di utenza. Nel caso specifico del palaCarnera Credifriuli è anche aleatorio. Come dice la percentuale del 98,9, a dispetto dello slogan “14 sold out su 14 partite casalinghe”, mediamente non ce n’è stato neanche uno essendo mancati, a voler essere pignoli, 38 spettatori a partita per il tutto esaurito.
Inoltre, chi ci segue sa fin dalle restrizioni anti-Covid della tara di almeno un terzo di abbonamenti omaggio che va fatta rispetto a quelli dichiarati dall’Apu. Lo stesso accade per i biglietti omaggio. Abbiamo contezza che per l’ultima di stagione regolare con Trento in casa quest’anno a tarda ora di pranzo, con gara alle 17, sono stati offerti pacchetti di 40-50 ticket a società del territorio per riempire i posti vuoti, rilevati anche dalle cronache locali nel precedente match interno con Cantù. I famosi spettatori travestiti da seggiolini vuoti, per dirla di nuovo felicemente alla Flavio Tranquillo.
Infine, un appunto ai commentatori distratti in calce al proclama societario.
Perché dovrebbero essere i politici, per i quali non stravediamo, ora a dotare Udine di un palasport idoneo? E’ dai tempi della Snaidero neopromossa in serie A1 nel 2000 che in Friuli alle ventilate sinergie pubblico – privato per un impianto alternativo al Carnera non sono mancati all’appello i politici. Almeno un quarto di secolo fa, artefici l’ingegnere Giovanni Piccin e il geometra Roberto Milocco, si arrivò addirittura al progetto operativo. Da tredici anni a questa parte, invece, a Udine soltanto rendering a uso stampa del restyling del palasport Benedetti preso brevemente in concessione dall’Apu nel 2013, dell’annunciato palasport all’americana in zona Ziu nel 2018 e dal 2022 del palaCarnera 4.0, entrambi inseriti in campagne elettorali pro Fontanini sindaco a Udine e Massimiliano Fedriga al bis da presidente Fvg.
Che, deluso perché non ci sono progetti per la ventina di milioni di euro stanziati per il palaCarnera 4.0, ha ricordato che a quello sono finalizzati ai privati interessati i quali ora ventilano il music-palasport alla valenciana un po’ più a Nord dell’impianto dei Rizzi. Ciò vista tutta l’impiantistica Fvg a disposizione per fare sport e spettacolo, a cui va ad aggiungersi l’auditorium e centro congressi da 7.500 posti di cui è appena partito il cantiere all’Ente Fiera. Avete presente il famoso Ponte sullo Stretto di Messina che si trascina dal secolo scorso? La storia del Carnera bis ci assomiglia sempre più.