La rimpatriata a Rieti
tra Ciani e Martelossi
finisce in tragedia

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Doveva essere una festa per due tecnici udinesi, vecchi amici, ritrovarsi contro al palaSojourner di Rieti per Real Sebastiani – Estra Pistoia sesta di andata di serie A2. Così Franco Ciani, coach dei padroni di casa, e Alberto Martelossi, direttore tecnico degli ospiti, si sono fatti immortalare assieme prima che il risultato finale li dividesse: 73-88 per i toscani, con aggancio in classifica a quota 8 a due punti dalla vetta. Sia detto per inciso, ma si sa nel basket è così: o si vince o si perde. Si può pareggiare solo all’andata nelle partite di coppa, come ai tempi di quando Willie Sojourner vinse la Korac proprio con Rieti nel 1980. Invece, nell’immediato dopo gara Ciani e Martelossi sono stati accomunati da una tragedia extra campo che scuote il mondo del basket di A2 e dello sport in generale: l’agguato teso da ultrà di Rieti e avvenuto lungo la superstrada Rieti-Terni, all’altezza dello svincolo di Contigliano, al pullman di tifosi di Pistoia in cui, purtroppo, ha perso la vita il secondo autista della corriera Raffaele Marianella.

Una tragedia ingiustificabile e inqualificabile che interroga tutti e nel profondo. No, non si dovrebbe morire facendo il proprio lavoro prima, durante o dopo un evento sportivo che dovrebbe essere una festa. Invece, accade e continua ad accadere tutto il contrario. Proprio nella stagione in cui, fatecelo dire, l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha deciso di estendere il protocollo del biglietto nominale anche nel mondo del basket dopo quello del calcio. Decisione che, purtroppo, come volevasi dimostrare non risolve tutti i problemi di sicurezza legati agli avvenimenti sportivi. Forse sono altri i protocolli, specie pre e post gara, da rivedere e rendere più stringenti. Nè vale a qualcosa prendere le distanze con l’assolutorio e consolatorio: questi non sono tifosi o sportivi, ma delinquenti o criminali a seconda delle versioni o delle occasioni. Che i facinorosi commettano reati arrecando morte o distruzione non occorre che lo spieghi qualcuno. Lo fanno, comunque, partecipando a eventi sportivi e per questo vanno isolati recidendo cordoni ombelicali, prevenendo la loro partecipazione e rendendoli inoffensivi nel post gara. Schedare palasport o stadi con le defatiganti procedure legate al biglietto nominale, a spese di ogni sorta di spettatori, come purtroppo dimostrano i fatti non è risolutivo sul piano della sicurezza.

Tornando ai due tecnici udinesi che, risultato sportivo a parte, si sono visti rovinare tragicamente la rimpatriata quello toccato più da vicino è Alberto Martelossi che, passateci il termine, ha il morto in casa anche se è inimmaginabile lo strazio della famiglia Marianella che non ha visto rientrare più il proprio congiunto seconda guida del pullman di tifosi di Pistoia. Che in una trasferta fatta in giornata avrà guidato per l’ultima volta all’andata, mentre il suo collega era al volante nel ritorno e per fortuna – scusateci la locuzione – di tutti che il parabrezza da quel lato ha retto al lancio di pietre, sassi e mattoni. Perché altrimenti, con il pullman senza guida e fuori strada, poteva essere una strage con 45 passeggeri a bordo. Tengano conto anche di questo gli schedatori di palasport e stadi con il biglietto nominale. Certe frange di spettatori non vanno repressi soprattutto durante le gare, ma piuttosto vanno isolati prima e pure dopo.

Per Franco Ciani il calvario continua. E’ stato già oggetto di un apodittico sfogo in sala stampa da parte di un giornalista locale alla fine del posticipo della prima di campionato persa a Rieti contro Avellino. Gara in cui lo speaker del palaSojourner è stato allontanato dal parquet nell’ultimo quarto per offese agli arbitri e la Sebastiani sanzionata con un’ammenda dal giudice sportivo Fip. Dilettanti allo sbaraglio al confronto dei professionisti del crimine, che perciò devono essere oggetto di attente operazioni di polizia, entrati in azione ieri sera contro il pullman di tifosi di Pistoia. Ambiente, diciamo così, emotivo avevamo commentato allora; ora ci si può esprimere, purtroppo, peggio. E le conseguenze sportive del misfatto di ieri notte le pagherà la squadra di Ciani che dovrà giocare a porte chiuse a Rieti sino a fine indagine federale, correlata crediamo a quella giudiziaria. Per di più è stato annullato lo scrimmage previsto in un primo tempo per mercoledì 22 ottobre al palaTiziano fra la Sebastiani e la prima Italia del nuovo Ct Luca Banchi, che Ciani avrebbe potuto togliersi la soddisfazione di tenere a battesimo nella prima uscita azzurra. Salviamo lo sport. Non facciamo diventare tifosi i delinquenti ed evitiamo le inefficaci schedature di massa in palasport e stadi.

Christian Sopegno

Sento ripetere sempre la stessa frase: “Questi non sono tifosi, sono criminali”. E invece no, affrontiamo la realtà una volta per tutte: questi SONO tifosi. Una piccola parte della tifoseria, certo, ma comunque tifosi, e sono in qualsiasi palazzetto e/o stadio italiano, gente sempre pronta a insultare, minacciare ed eventualmente usare anche la violenza, fino ad arrivare ad una situazione estrema come questa. Prima se ne prenderà atto e prima (spero) verranno presi provvedimenti

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