Dedicata a quelli che… A coloro i quali continuano ad assicurare che, al giorno d’oggi, non si fanno calcoli per piazzarsi in uno oppure nell’altro dei tabelloni play-off di serie A2 di pallacanestro. Che sono tutte chiacchiere da bar, social, blog. Sull’edizione di ieri de Il Fatto Quotidiano abbiamo letto una storia che fa al caso nostro. Anche se ci pare di mescolare un po’ sacro e profano, sport e storia. La storia, però, è sempre maestra di vita. Basta studiarla. Diamole una ripassata.
Dunque, pagina Esteri 17, rubrica Radar.
Occhiello: ANTICA GRECIA
Titolo: LA PRIMA OLIMPIADE UNA GARA TRUCCATA
a firma SERGIO RINALDI TUFI
Stralciamo, perché non vogliamo farvi sorbire tutto l’articolo:
<…la prima Olimpiade è del 776 a.C. e sconfina nel mito… Il mito narra di Enomao, re di Olimpia, e della bella figlia Ippodamia, promessa in sposa al primo pretendente capace di batterlo nella corsa dei carri. Ci riuscì Pelope, eroe peloponnesiaco, sia pure convincendo l’auriga Mirtilo a sfilare un perno dalla ruota del carro del re: la lunga e gloriosa vicenda dei Giochi prende le mosse così, un po’ a sorpresa, da una gara truccata>.
Che dite apodittici, ma anche un po’ anti-storici quelli che… Noi ci fidiamo di più di Sergio Rinaldi Tufi che non è propriamente un tipo da bar sport, o magari anche sì perché non c’è nulla di male a esserlo sia pure con moderazione, ma per decenni di sicuro docente di Archeologia delle province romane a Siena e a Trieste, poi di Archeologia classica a Urbino. Non è da tutti servire assist illuminanti. Poi c’è anche chi non li capisce e l’assist va sprecato.
(Foto di copertina tratta da Il Fatto Quotidiano)