La Giornata tipo in memoria
di uno dei tanti De Angelis
patroni del basket in Italia

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Il primo a sinistra lo conoscete tutti: è il grande Dan Peterson, un personaggio unico che ha reso il basket popolare in Italia.
Quello accanto lo conoscete in pochi: è un personaggio che, nel suo piccolo, ha fatto qualcosa di simile.
Si chiama Achille de Angelis ed è una delle tante persone “normali” che in Italia, ogni giorno, svolge un lavoro incredibile per il basket.
Ha giocato, ha allenato, ha fatto il dirigente, sempre a livello minors, sempre nella sua Verona.
Ma non si è limitato a questo.
Per quasi 20 anni, assieme a un altro arzillo signore, ha organizzato gli unici tornei di basket di Verona.
Se centinaia, probabilmente migliaia, di persone hanno giocato, e oggi giocano a basket a Verona, il merito è suo.
Ha fondato un’associazione, “Gli amici del basket”, con cui ha sistemato campetti, ha fatto beneficienza, ha organizzato eventi, ha portato Dan Peterson e tanti altri personaggi famosi del basket nella sua città.
È stato uno dei fautori della creazione delle Nazionali “over”, quelle che da anni portano all’Italia decine di medaglie a livello internazionale. Sette anni fa ha coronato il sogno di vestire la maglia della Nazionale, facendo parte dell’Italia over 75 che ha disputato i Mondiali in Finlandia.
Si è commosso posando con la foto della maglia Azzurra, che poi, con orgoglio, ha spedito a tutta la rubrica del telefono.
Negli ultimi anni, a causa di gravi problemi di salute, è stato costretto a vivere tra casa e ospedale.
Le poche uscite concesse? Si è fatto portare al palasport ma soprattutto in panchina, dai suoi ragazzi di una società minor di Verona. Perché niente come il “profumo” della palestra e del sudore dei giocatori lo facevano sentire vivo.
Verona, con la provincia, arriva quasi a 1 milione di abitanti. Lui, per quasi 1 milione di abitanti, e per almeno due generazioni, è stato il faro del movimento cestistico.
L’altra notte Achille ci ha lasciato.
Chi vi scrive ha avuto la fortuna di conoscerlo. Di vedere una stanza di casa sua dedicata al basket, con decine di album, diari e almanacchi che ha redatto per anni a mano, contenenti statistiche, francobolli, foto, articoli, pensieri personali e poesie, sul basket.
L’Italia è piena di Achille De Angelis. Di persone che dietro le quinte, spessissimo senza alcun ritorno economico, sorreggono sulle proprie spalle un intero sport. Ci piacerebbe che oggi tutti gli appassionati di basket in Italia dicessero grazie ad Achille e a tutti quelli come lui, che da nord a sud sono la benzina che tiene acceso il motore della pallacanestro.

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