Italia-Spagna ritorno al futuro
più di un milione su Rai2
altro che Lbatv nascente

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Il morale è alto in casa Italia. La bella vittoria contro la Spagna è stata seguita, su Rai2, da più di un milione di ascoltatori (1 milione e 76 mila) con il 6,1% di share di media. 831.000 con il 4,5% di share nel primo tempo e 1.265.000 con il 7,5% di share nel secondo tempo.

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Riprendiamo l’incipit del comunicato Fip sull’audience avuta in tv da Italia-Spagna di ieri all’Europeo di basket per fare una chiosa. In chiaro su Rai2 ha avuto più di un milione di telespettatori. Ecco qual è il vero segreto: andare in chiaro sulla tv di Stato per avere ampia diffusione. Che poi è il segreto di Pulcinella, perché si sa dai bei tempi andati che è così. Anche se c’è chi vuole convincere che la nuova frontiera del movimento cestistico in Italia sarà Lbatv, che a un mese dall’inizio del campionato di serie A non ha ancora ufficializzato il prezzo degli abbonamenti per tutta la stagione e si attorciglia attorno ai 100 euro annui, 99 è il costo più gettonato per A a 6 squadre, Supercoppa e coppa Italia. La produzione in proprio degli eventi da parte di Lba, con la qualificata collaborazione tecnica di Deltatre, sarebbe la nuova frontiera per fare da apripista addirittura alla serie A di calcio. Naturalmente se l’esperimento, che poi tale non è perché Lnp Pass per A2 e B nazionale esiste da anni ed è già ripartito con la new entry Deltatre (entro il 31 agosto scorso al prezzo scontato di 58 euro e spiccioli per 58 squadre fra le due categorie), avrà successo. In questo senso c’è chi considera un traguardo ambizioso per Labtv raggiungere i centomila abbonati, dicesi centomila e non un milione di telespettatori come su Rai2 in chiaro, tetto che farebbe scattare per Lba il diritto al 50% dei ricavi aggiuntivo all’offerta base di 14 milioni di euro in 5 anni con cui Deltatre si è aggiudicata i diritti. Offerta al ribasso rispetto ai 10 milioni in tre anni spuntati per il triennio scorso da Lba con Eleven Sports, poi diventata Dazn. A noi pare che il basket abbia un bel futuro dietro le spalle, che il prodotto non sia più ben vendibile alle tv, anche se vuole fare credere di andare incontro invece al sole dell’avvenire. Che poi sarebbe quello di mezzanotte per la A di calcio.

C’è poi chi, presidente parvenu al tavolo della A, al Media Day Apu Udine, oltre a dare lezioni di tifo per conservare la massima divisione, ha voluto far sapere che suoi colleghi di A2 si sono fatti vivi con lui per capire com’è il salto di categoria: procedure, adempimenti e tasse d’ingresso. Poi avrebbero preteso una riunione di Lega nazionale pallacanestro, come ben si sa e ripetiamo è da sempre dilettantistica a differenza di Lba professionistica, per mettersi al passo. Facciamo sommessamente notare che, con  l’Amici pallacanestro udinese neopromossa e neofita in A, in A2 sono rimaste 20 squadre. Due, Estra Pistoia e Scafati, sono appena retrocesse dalla massima serie e dovrebbero essere bene informate sui fatti. Altre due, Brindisi e VL Pesaro, non sono riuscite a risalire subito nel 2024-2025 e Verona non ce l’ha fatta, come invece la Pallacanestro Trieste, a fare l’ascensore nel 2023-2024. Non un’era geologica fa e, dunque, anche loro dovrebbero essere edotte. Siamo già a un quarto dell’A2.

Delle restanti 15 società di A2 più della metà (8) hanno già frequentato la A a differenza dell’Apu moderna, nata solo nel 2011 da radici Nbu piantate in periferia a Cussignacco. Si va dalla nobile decaduta Fortitudo Bologna a Torino passando per Avellino, promossa (anche se allora era Scandone) nell’olimpo del basket italiano nel 2000 e dintorni assieme alla Snaidero Udine, Forlì, Rieti e Rimini per finire anche con le neopromosse Mestre e Roseto degli Abruzzi.

Soltanto 7 sono le piazze o proprietà di A2 che non hanno mai fatto la A, come finora l’Apu che si prepara al debutto. Il migrante Gruppo Mascio che ora si è piazzato a Bergamo. Poi Cento, Ueb Cividale che per ovvi motivi non crediamo abbia chiesto informazioni ad Alessandro Pedone. La JuVi Cremona potrebbe chiederle invece ai “cuginastri” della Vanoli, anche se non si amano per questioni di primogenitura all’ombra del Torrazzo. La Libertas Livorno riecheggia la società fatta sparire dal ciclone Querci, assieme alla Pallacanestro labronica, e ora ha alle spalle il segretario generale di Lnp Massimo Faraoni. LUrania Milano è un sodalizio nato parrocchiale su una piazza piuttosto evoluta e in evoluzione. Infine Ruvo di Puglia, debuttante assoluta in A2. Ecco forse ci siamo, viste le comuni origini pugliesi con la famiglia Pedone.

New basket Brindisi invece non pensiamo proprio si sia fatta viva, perché il suo presidente Ferdinando Marino è stato addirittura a capo della Lega basket. Mentre l’Apu almeno finora, beninteso, ha lasciato indietro il suo consigliere di amministrazione, avvocato Francesco Maiorana, alla guida di Lega nazionale pallacanestro. Se fossimo nel presidente designato di Lba, Maurizio Gherardini, che attende finisca a ottobre il duunvirato con l’uscente Umberto Gandini, staremmo con le antenne dritte però. 

  

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