Dinamo Women, cala il sipario: dopo sei stagioni arriva l’addio
Dopo la salvezza conquistata contro Brixia, Sardara annuncia lo stop del progetto femminile
Il progetto Women chiude definitivamente i battenti dopo sei stagioni in serie A1. Nemmeno il tempo di festeggiare la vittoria e la salvezza ottenuta giovedì in gara 3 contro Brixia: il futuro della Dinamo femminile, infatti, non proseguirà.
Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Sardara a La Nuova Sardegna, spiegando come il progetto non sia più sostenibile. Le aspettative iniziali erano ben diverse, ma i costi si sono rivelati troppo alti per un campionato che non ha né l’indotto né la struttura di una lega professionistica. Proprio per questo Sardara è costretto a fare un passo indietro e a dire addio alla squadra femminile.
Si chiude così un’esperienza durata sei anni, tra momenti difficili e stagioni importanti, che aveva comunque permesso alla Dinamo di ritagliarsi il proprio spazio nel panorama del basket femminile italiano ed europeo. Una decisione sofferta, ma inevitabile, che mette la parola fine a un progetto in cui la società aveva creduto fin dall’inizio.
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Dedicato a quelli che, appena varata a Udine l’Associazione temporanea di scopo (Ats) nell’estate 2021 nota anche come Women Apu, si gloriavano: siamo come Reyer Venezia, Virtus Bologna e Dinamo Sassari, abbiamo sia il settore maschile sia quello femminile in serie A. Intanto, erano entrambi in A2; poi l’Ats non era esattamente come Reyer, Virtus e Dinamo che avevano i due settori sotto la stessa ragione sociale sportiva. Ora è rimasta solo la Reyer a coniugare ambedue dopo il ritiro un paio di stagioni fa della Virtus e ora quello appena annunciato dalla Dinamo.
Crisi di sistema nel basket femminile italiano, nonostante il piano triennale di rilancio varato a inizio stagione dalla Fip e foraggiato con 3 milioni di euro con cui, fra l’altro, a giugno si faranno le prime finali nazionali per la promozione in A2 tra Codroipo e Latisana. Peraltro contestate dalla base della B nazionale, perché costringeranno giocatrici non professioniste a prendere ferie per poterle disputare. Crisi di sistema, dunque e comunque, anche se a Udine la stagione scorsa ci si è dedicati a dare la caccia al “fallito” di turno, dopo che il primo si era accasato da chi apriva la battuta.
E ora che a Udine ha rinunciato all’A2F la Libertas Basket School, l’Apu subentrata nelle giovanili si premura di annunciare che ne ha ereditato lo sponsor Delser, ma non si ricorda nemmeno di comunicare che la squadra di punta del settore, l’U17F, è stata appena eliminata allo spareggio interregionale dalla Horus Padova per accedere ai concentramenti che porteranno alla Finale nazionale di categoria.