Il gioco al raddoppio
di Pedone su Carnera
e nuovo music-palasport

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Santificato il Natale della Sacra Famiglia, ora che si va verso il profano Capodanno ci si può dedicare a un po’ di cinepanettone per qualche sana risata. Non crediate che sia sfuggita alla nostra attenzione la settimana cestistica Apu dal 14 al 21 dicembre scorsi, sia per i risultati sul parquet sia per la ricorrente questione impiantistica. Non ce ne voglia l’ultimo arrivato in squadra Semaj Christon, ma sul nodo palaCarnera 4.0 – sì, no, forse e addirittura con qualcosa di nuovo vicino – a Udine e in Fvg si esibiscono personaggi e interpreti da fare invidia a primattori del genere cinepanettoni quali Jerry Calà, Massimo Boldi e Christian De Sica, navigati e di successo nel settore.

Riepiloghiamo. Domenica 14 al palaShark l’Apu becca da Trapani in autogestione, con capitan Petrucelli allenatore, la peggiore ripassata (91-73) della sua prima A. Sùbito riscattata domenica 21 al Carnera dal successo (86-79) nella sfida salvezza con Treviso. Torna tutto in ordine, dunque, sul campo per Christon e i suoi nuovi compagni da tre partite. Regna invece sovrano il disordine sul palasport Carnera.

Lunedì 15 dicembre, non avendo di meglio di agonistico da dare in pasto all’opinione pubblica, l’Apu annuncia la cessione dei naming rights, diritti di denominazione, sull’impianto dei Rizzi alla CrediFriuli, i bene informati dicono fino al 2027. Come da delibera comunale del 21 luglio scorso, diventa perciò palasport Primo Carnera Credifriuli. Dizione ritenuta pletorica da manager di provata esperienza nel settore del basket e delle sponsorizzazioni, ma unica questione quella della doppia denominazione su cui si è dibattuto in consiglio comunale a Udine prima di farla passare all’unanimità.

La possibilità di naming rights era prevista dalla delibera in favore di chi avesse preso in gestione privata il Carnera, sollevando il Comune dall’onere in cambio di un canone orario per la concessione dell’uso all’Apu. Abituati a bandi tipo Vacanze al mare, come quello pubblicato all’anti vigilia di ferragosto 2013 quando l’Apu stessa prese in gestione il palasport Benedetti dall’allora giunta del sindaco Furio Honsell, stavolta non se ne è avuta proprio notizia, tempistica ai tempi invece contestata dall’opposizione mancato sindaco Adriano Ioan in testa. Nulla se ne è saputo anche lunedì 15 quando è stata annunciata la cessione dei naming rights, ma si sa che ai media si può dare in pasto quel che si vuole. Confidando nella trasparenza delle comunicazioni istituzionali della pubblica amministrazione siamo andati alla fonte, ma sul sito del Comune di Udine nulla abbiamo trovato. Lo spazio dedicato all’affidamento della gestione del Carnera è fermo al luglio di quest’anno senza aggiornamenti, è indicato l’ufficio di riferimento con mail e contatti; nell’elenco dei provvedimenti comunali ci sono le concessioni per altri impianti, ma nulla del Carnera Credifriuli. O non siamo stati capaci nella ricerca o tutto dev’essere ancora aggiornato.

Solo al cronista che descrive la tavola imbandita, alla quale speriamo sia stato  ammesso, della Trimurti presidente Alessandro Pedone, ds Andrea Gracis e coach Adriano Vertemati all’indomani del -18 a Trapani è dato saperne di più. Intanto, il patron interventista è vigile sul mercato assieme ai più stretti collaboratori per una guardia – ala di personalità al posto non si sa ancora se di DJ Brewton o Aubrey Dawkins pupilli di Vertemati sul mercato estivo. Il pezzo con la Trimurti, rediviva domenica 21 grazie al successo su Treviso, scritto in margine alla cessione dei naming rights ventila infine la costruzione di un nuovo palasport a Nord del Carnera, tangenziale Ovest, in accordo da definire con Luca Tosolini di Fvg Music Live non organizzatore di eventi, ma specialista nella logistica per la sicurezza durante i concerti.

Giovedì 18 dicembre il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, sembra mettere una pietra tombale sul palaCarnera 4.0. In consiglio comunale dichiara che c’è un parere contrario dei Vigili del fuoco alla ristrutturazione del palasport dei Rizzi così come prospettata. L’Happy Sindic, non nuovo a visibili sfondoni in campo sportivo come quando propose per la cittadinanza onoraria Mike Maignan portiere del Milan bueggiato da qualche spettatore al Friuli forse ignorando che serviva una maggioranza qualificata in consiglio per poterlo nominare, movimenta le acque proponendo l’area ex Bertoli per un nuovo palasport, ma con oneri aggiuntivi per bonifica e urbanizzazione.

Venerdì 19 dicembre è preso in contropiede dal comando dei Vigili del fuoco che dichiara quel che ora tutti sanno e scrivono: non possono avere dato alcun parere, perché non gli è mai stato presentato un progetto per il palaCarnera 4.0. Il centrodestra che governa la Regione Fvg detta le regole: o il Comune di Udine usa i 23 milioni di euro stanziati, 3 in campagna pre elettorale nel 2022 per l’efficientamento energetico e poi altri 20 per la ristrutturazione, o tornano alla casa madre a Trieste perché sono vincolati ai lavori sul Carnera. Soldi pubblici unici movimentati, di noi cittadini che basta avere la volontà politica di destinare, che il centrodestra Fvg sta investendo a pioggia su palasport tutti a Nord di Udine, zona Rizzi e dintorni.

Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia è paladino della prima ora del palaCarnera 4.0. I civici delle liste Massimiliano Fedriga governatore, se la memoria non c’inganna, sono promotori del progetto di nuovo palasport da migliaia di posti, quello tutto con soldi tutti pubblici, già deliberato in Comune di Tavagnacco con la confinante Reana del Rojale. Nell’occasione si lesse che una terza anima del centrodestra, forse Forza Italia, aveva mire su un terzo impianto all’Ente Fiera. Il tutto nel giro di 4 chilometri o anche meno dal Carnera. Il contropiede del venerdì porta mamma Rai Fvg a rispolverare anche Gabriele Ritossa, autore come gruppo Zaco per conto dell’Apu dei rendering del palaCarnera 4.0 a esclusivo uso media e presentazioni in pubblico, che dichiara di essere uscito dal progetto nel luglio scorso, ma se riveduto e corretto potrebbe rientrare.

A seguire patron Pedone un po’ fa retromarcia e un po’ gioca al raddoppio, come consigliano tutti i manuali del gioco appunto. Dice che la soluzione preferibile resterebbe il Carnera, ma rilancia affermando che potrebbe diventare anche un impianto <ancillare> di un altro nuovo più a Nord, quello verso la tangenziale Ovest. Luca Tosolini, alias Fvg Music Live già citato da lunedì 15 dicembre, nel giro di meno di una settimana sarebbe diventato solo un intermediario per arrivare a Live Nation, organizzatore di concerti, per un palazzetto basket e musica da 12 mila posti. Sembra di risentire Michele Zanolla, consigliere comunale di Udine tornato alla ribalta bianconera quale responsabile dell’Apu sponsor comittée dopo la promozione in A, che nel 2018 era il primo propagandista dell’altro palazzetto pre elettorale in zona Ziu. Proprietà americana, diceva, con dentro Elton John interessata a portare a Udine 120 concerti all’anno e per l’inaugurazione del parquet i Los Angeles Lakers. Bastò che l’imprenditore Fattori ritirasse i terreni di sua proprietà e l’americanata non si fece.

Ecco il mistero buffo di tutta questa storia è come tutti i personaggi di questa vicenda, che si trascina, parlino sempre seriamente senza che gli scappi mai da ridere. Che si prendano molto sul serio, anche perché c’è chi li premia come dirigente dell’anno in nobili consessi. Quando patron Pedone non sono solo tre anni, da quando nel 2022 è partita l’idea palaCarnera 4.0, che non presenta in Comune lo straccio di un progetto e relative coperture finanziare. Sono addirittura 12 gli anni da cui non presenta progetti, dal 2013 quando prese in gestione il Benedetti che doveva diventare <il salottino buono non solo sportivo del centro di Udine> e non vi si tenne neanche lo spettacolo Restyling di Teo Teocoli, per cui l’organizzatore Loris Tramontin dovette trovare una data al Teatrone. Eppure, grazie alla “disinformazia” imperante, pare che all’Epifania assisteremo al gioco al raddoppio di Pedone. Sarà la volta buona? Intanto, dal 14 al 21 dicembre non si è parlato più della nuova guardia-ala e il successo su Treviso ha fatto il resto, anche se Dawkins più di Brewton pare sul giro d’aria.

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