«Gli italiani? Non ritengo che servano regole restrittive per obbligare i club a schierare giocatori italiani, quanto piuttosto convincere i club che, grazie ad adeguate opportunità, i nostri atleti possano essere in grado di offrire competitività combinata a un fortissimo senso di appartenenza diventando centrali nei progetti tecnici».
Banchi: «Gli italiani? Non servono regole, ma convincere i club del loro valore»
Luca Banchi ha ripreso le redini della Nazionale dopo essere stato costretto ad allontanarsi per motivi di famiglia, lasciando il timone nelle mani del vice Ramondino e del resto del suo staff.
Banchi ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport e, oltre che sull’Italbasket, si è soffermato su quella che sarà la prossima stagione di LegaBasket Serie A.
<Ci sono club, come le due nuove squadre romane o Napoli, che sembrano voler alimentare le loro ambizioni costruendo una solida base di giocatori indigeni – dice Banchi -. Scelta che mi trova totalmente in accordo in scia di esempi come l’Olimpia Milano dell’era Armani o la Virtus Bologna dell’era Zanetti, in grado di stabilizzarsi ai vertici nazionali grazie a un nucleo di giocatori italiani talentuoso e futuribile. Sono poi curioso di vedere all’opera nuovi arrivi come nel caso della neopromossa Verona, che certamente offrirà un importante palcoscenico a giocatori emergenti come Loro, Zampini e Poser già nel radar della nostra Nazionale maggiore>.
Banchi è stato al centro dei rumors di mercato negli scorsi mesi. Accostato a mezze squadre in Europa – anche in Italia tra Venezia e Roma, principalmente – il Ct azzurro ha spiegato perché ha deciso di non accettare proposte: <Il contratto che ho con la Fip me lo consente, ma vedo il margine perché il lavoro avviato come Ct in questa prima stagione possa essere proseguito con profitto. La guida del presidente Petrucci e il sostegno di Salvatore Trainotti e Gigi Datome saranno determinanti per lasciare in eredità, a chiusura di questo ciclo, un’organizzazione ancora più solida in grado di portare i colori azzurri a raggiungere importanti traguardi>.
L’ultima stagione degli italiani cosa ha lasciato?
<La conferma che, se vengono investiti di un ruolo di responsabilità, i giocatori italiani sanno rispondere alla grande. Il nostro campionato continua a valorizzare atleti di talento e personalità che mi auguro siano capaci di mantenere la nostra Nazionale ad alto livello. Non ritengo che servano regole restrittive per obbligare i club a schierare giocatori italiani, quanto piuttosto convincere proprietari, dirigenti e allenatori che, grazie ad adeguate opportunità, i nostri atleti possano essere in grado di offrire competitività combinata a un fortissimo senso di appartenenza diventando centrali nei progetti tecnici. Milano, Venezia, Bologna e Brescia hanno centrato le semifinali poggiando sulla consistenza di giocatori come Mannion, Ricci, Tessitori, Candì, Niang, Pajola, Ferrari, Diouf, Akele e Della Valle che hanno dato un contributo determinante al raggiungimento dei loro obiettivi>.