Il Comune di Udine risistemi
parco Resistenza a S.Gottardo
dove vince il basket di strada

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Flavio Cavinato debutta con questo contributo sul blog. E’ una conoscenza di data abbastanza recente che mi ha strappato a una pensione “altra” portandomi a Radio Spazio, dove conduco “Basket e non solo” da 6 anni, appena ho lasciato la carta stampata. E’ un amico con cui condividiamo non solo i principi ispiratori della trasmissione radiofonica, ma anche quelli di Vale Tal Gei. Lui che frequenta i campetti con il figlio Tommaso mi riporta a un legame che data all’infanzia con Alberto Cecere, animatore dello “street basket” al Parco della Resistenza di San Gottardo. Cavinato, candidato sindaco di Udine quando fu rieletto Furio Honsell, lancia un appello al Comune per risistemare questo campetto. Nel nostro piccolo lo facciamo nostro e lo rilanciamo.
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di Flavio Cavinato   
Le linee del campo si vedono a malapena e il Comune di Udine non risponde agli appelli. Tuttavia, Alberto “Betty” Cecere e compagni non si perdono d’animo e nei pomeriggi estivi udinesi, da più di un decennio, calcano il campetto di basket del “Parco della Resistenza” di San Gottardo. E’ la storia della pallacanestro friulana che passa anche attraverso i cosiddetti playground, come chiamano adesso i campetti di quartieri e oratori dove si sono “forgiati” molti giocatori.
Nel campetto di San Gottardo trovi il gioco, il divertimento, lo spettacolo; le regole sono poche ed essenziali. Ciò che conta è che gli atleti s’impegnino, mostrino cosa sanno fare, si lascino andare; provi a vincere, ma se perdi, si può rigiocare subito, magari mischiando le squadre. Sul campo contano la preparazione tecnica, ma anche e soprattutto la lealtà, l’onestà, il fair play. Chi non rispetta queste regole di base farà fatica a trovare il proprio spazio nel campetto.
Il campo al parco Resistenza a San Gottardo
Il regista dello street basket udinese, il collezionista di vaglia e di fama Alberto Cecere, sottolinea come questa disciplina rivesta una grande valenza sociale perché s’intrecciano le storie e i rapporti dei giocatori di questo meraviglioso sport: che siano friulani, napoletani o filippini. Uno degli esempi più evidenti di come lo sport aiuti a portare in primo piano lo spettacolo e la passione comune, e di concepire le differenze come risorse e non come ostacoli allo stare insieme.
Allo stesso tempo il basket praticato nel campetto del “Parco della Resistenza” si presenta anche come uno strumento di prevenzione per i residenti perché, come spiega Cecere, «una signora del luogo mi ha raccontato di essere più tranquilla, in quanto vengono tenute lontano le cattive compagnie dalla frequentazione del parco».
La palla a spicchi è anche tutto questo e, come recita questo blog, «ci piacciono gli appassionati di basket di strada». Speriamo di avervi raccontato una di queste passioni.