
Andrea Gracis saluta Udine: il bilancio di 12 anni da DS tra successi e nuovi orizzonti
Dodici anni tra LBA e A2, nove dei quali vissuti a Treviso, poi tre stagioni a Udine culminate con la qualificazione alle Final Eight e il secondo posto nella classifica dei migliori direttori sportivi del campionato. Andrea Gracis chiude il capitolo friulano con un bilancio più che positivo, ma con qualche rimpianto per come si è concluso il rapporto con l’APU.
Il riconoscimento come miglior DS per Andrea Gracis è arrivato quasi in sordina, come riporta La Tribuna di Treviso:
«Se un amico non te l’avesse detto, nemmeno l’avresti saputo. Mi fa piacere perché si tratta di un riconoscimento basato sul voto degli addetti ai lavori. Ne ho vinti due di premi simili in A2, un anno all’APU e nel 2019 a Treviso, ma non sono mai stati un obiettivo», racconta Andrea Gracis, che prima di intraprendere la carriera dirigenziale aveva lavorato come scout per la NBA.
Da Treviso a Udine: un nuovo inizio inaspettato
Il distacco da TVB nel 2023, dopo nove stagioni, non fu indolore:
«Nel 2023 avevo chiuso la lunga parentesi con TvB non senza qualche dispiacere e non ero nemmeno preparato a una nuova possibilità. Invece le prime telefonate, i colloqui, l’incontro col presidente Pedone che aveva piani ambiziosi mi hanno ridato entusiasmo e stimoli. Udine è una città di tradizione, con obiettivi importanti»
A Udine ha ritrovato anche Mekowulu, già incrociato ai tempi di Treviso, e ha riportato il Friuli in LBA a distanza di molti anni dall’era Snaidero.
Il percorso non è stato privo di ostacoli. Il calendario iniziale aveva messo di fronte alla squadra le avversarie più temibili fin dalle prime giornate, e la squalifica per doping di Hickey era imprevedibile. Ma la gestione del mercato ha saputo compensare:
«Avevamo fiducia in Brewton, eravamo convinti del suo talento. Ma avevamo la possibilità di prendere Christon che ha rivelato carisma e personalità conducendoci in acque più tranquille»
Il settimo posto a fine andata e la partecipazione alle Final Eight sono stati, nelle sue parole, un traguardo inaspettato.
Andrea Gracis: gli allenatori, i giocatori e qualche rimpianto
In dodici anni da dirigente Andrea Gracis ha collaborato con quattro allenatori tra LBA e A2: Pillastrini, Menetti, Nicola e Vertemati. Di ciascuno traccia un profilo preciso: Pillastrini come costruttore sul lungo periodo, Menetti per istinto e capacità intuitive, Nicola per la dote di valorizzare ciò che ha a disposizione, Vertemati per lucidità e conoscenza profonda del gioco.
Tra i giocatori scoperti o lanciati, cita con orgoglio Parks — oggi stella del campionato — che a Treviso ricevette la prima grande occasione, insieme a John Brown, Alviti, Tessitori, Uglietti, Chillo e Alvise Sarto, in una stagione in LBA costruita con Menetti attorno a un nucleo italiano di prospettiva. E non dimentica Tabellini in panchina.
Sul fronte futuro, Andrea Gracis non si sbilancia ma non nasconde la delusione per la fine del rapporto con Udine:
«Sono dispiaciuto perché con Udine si è chiuso un ciclo, ma hanno deciso di fare altre scelte»
Per ora si prende il tempo necessario:
«Qualcosa si sta muovendo, devo completare alcune valutazioni personali»
dice, aggiungendo di sentirsi comunque sereno e fiducioso.