Grazie Ettore, resti il migliore! di Sandro Gamba
Attestato di stima fra grandi.
Da La Repubblica di Milano il commiato di Ettore Messina commentato dal grande Sandro Gamba. <Faccio una premessa: rimango sempre dell’idea che Ettore Messina sia il miglior allenatore italiano in questo momento. Poi c’è chi la pensa diversamente e lo rispetto, però io so quanto vale. Per questo gli dico: rimani qui da dirigente fino alla fine della stagione poi si vedrà. Ettore ha una enorme esperienza, ha dato tanto a Milano in termini di organizzazione e risultati, con i suoi metodi, con la sua capacità tecnico-tattica. Quando si arriva a cambiare un allenatore è evidente che qualcosa non andava più. Forse i giocatori — di primissima classe ce ne sono pochi, qui dentro – non gradivano i suoi metodi o non li capivano più. Ma adesso non hanno più scuse. Contro il Maccabi sono andati benissimo, per carità, una partita così lontano da casa va tenuta ben stretta. Ma una vittoria non basta. Che cosa consiglio a Poeta dall’alto dei miei anni di esperienza? Di continuare a insegnare come si gioca di squadra. In Italia ci si è un po’ fermati sotto questo aspetto. Insegnare e correggere anche, fare tutte e due le cose con giocatori che magari pensano di sapere già tutto. E poi di resistere: Milano è la piazza dove si fa più fatica, ti dà grandi soddisfazioni e anche grandi guadagni. Ma poi devi dimostrare di meritartela partita dopo partita>.
Peppe Poeta: «Vittoria dedicata a Ettore Messina»
Importante successo in trasferta con il Maccabi.
Dalla Gazzetta dello Sport a firma Giuseppe Nigro, la vincente prima di Peppe Poeta. Il battesimo in un luogo sacro come il Pionir di Belgrado aggiunge la magia del contesto alla foto ricordo della prima volta. Peppe Poeta in realtà comincia da tre, perché la vittoria sul Maccabi che apre la sua gestione è in realtà la terza per lui sulla panchina Olimpia, dopo le due da supplente di un paio di settimane fa, lasciando comunque intatto il senso della serata: l’inizio di una nuova era.
«Voglio dedicare la vittoria alla proprietà e a Ettore Messina, che ringrazio, perché mi hanno dato fiducia e offerto questa possibilità: è la loro vittoria. Ettore era qui fino a due giorni fa, non ho grossi meriti. Amo vedere questi ragazzi giocare e abbiamo ancora tanta strada davanti, ma se giochiamo così possiamo divertirci», il messaggio non banale di Poeta. Le cui doti da tecnico anche a questo livello le racconterà il capitolo della carriera appena iniziato, ma che sappia trovare le parole giuste non c’erano mai stati dubbi. Che questo significhi anche saper toccare le corde giuste, serve l’onestà di aspettare che lo dica il tempo, oltre l’emotività del momento.
Intanto il fatto che con lui siano arrivati l’impresa della stagione, con l’Olympiacos, e il successo europeo più largo, con il Maccabi, mette già lì due indizi, in attesa del terzo che qualcosa dimostrerà. Senza A nel weekend, ora un po’ di tempo per rigenerarsi: questi 9 giorni prima di andare a Vitoria, che Messina aspettava come la manna, serviranno al suo successore.
Atteggiamento – Intanto Milano, ritrovato Booker, ma ancora senza Brown, Sestina e Diop, più Tonut in Nazionale, ha interrotto la serie di tre sconfìtte tra campionato e coppa che aveva calato il sipario sulla gestione precedente. Serve la tara di aver avuto di fronte l’ultima in classifica di Eurolega e nel clima ovattato del campo neutro su cui deve giocare il Maccabi, forse per l’ultima volta.
Ma è un dato serio che l’Olimpia, che aveva disputato 4 delle ultime 5 gare europee in casa, nelle ultime 4 gare via dal Forum ha perso solo a Barcellona sbagliando il tiro della vittoria con Shields. Shields che mercoledì ha sfoggiato la migliore prova dell’anno, aggiungendo al massimo stagionale di punti anche i non scontati top di squadra di rimbalzi (7), assist (6) e falli subiti (7). Non avrebbe senso leggerci messaggi se non che, superati i postumi dell’influenza, si è esaltato, finalmente dinamico, divorando gli spazi più ampi di un attacco che fa lavorare la difesa aggredendola, invece di fermarsi a pensare, e in cui ognuno decide presto cosa fare del pallone, magari cercando dietro ai blocchi vantaggi da mordere subito. Ma quando si può, spinto da Bolmaro e non solo, votato alla transizione, in una serata chiusa poi attorno agli 85 possessi.
Difesa – Non è un caso che, dopo un inizio forte (11-21 al 5′), il meccanismo si sia fermato quando è andato a sedersi un acceleratore della palla come Ellis. Riacchiappata da un luccicante Walker (19 punti in 12 minuti, poi 2 nel resto della serata) e da un incisivo Blatt, Milano ha rilanciato nella ripresa quando, superato un diffìcile rientro dagli spogliatoi, il Maccabi si è squagliato – per demeriti propri e per meriti Olimpia – in un attacco che, spento Walker, a un certo punto ha fatto due canestri in 16 possessi.
Visto il ritmo dell’attacco (alla fine 62% da due, 42% da tre e un’aggressività confermata dal top stagionale ai liberi, 23/24), era quello che serviva per piazzare il parziale di 26-5 per volare a +20 (62-82 dopo il 30′). Senza bisogno stavolta degli eroismi di Brooks, che poi arrivano comunque a mettere il turbo alla fuga, mentre Nebo si è messo in partita conquistando falli e schiaffeggiando stoppate. Prima di mollare l’acceleratore, è arrivato anche il +26 (76-102) dalle mani di Guduric, l’unico che rispetto al basket di ritmo ancora sembra parlare un’altra lingua (anche se si giocava nella sua Serbia): arriverà anche lui, diceva Messina.