Lucas Fresno, la guardia italo – argentina del 2001 che sta disputando i play-off di serie B nazionale con Capo d’Orlando e neopromosso in A2 l’anno scorso con Avellino che però non l’ha confermato, è un profilo di giocatore che piace a coach Stefano Pillastrini, ma la Ueb Cividale non lo sta trattando. E’ quanto si è appreso ieri in margine alla simpatica festa del rompete le righe al palaPerusini, in cui il presidente Davide Micalich ha perso tutti i sondaggi lanciati fra il pubblico presente sulle capigliature dei giocatori in rosa da rivedere, mentre l’allenatore l’ha disertata perché è già alle prese con il suo camp estivo a Cesenatico. La precisazione su Fresno suona a parziale smentita quanto meno sullo stato della trattativa data da Spicchi d’arancia in dirittura d’arrivo, addirittura ai dettagli, con Lucas della scuderia di Pablo Filloy fratello di Ariel.
La voce di mercato, in cui ormai la Ueb è entrata con l’eliminazione dalla semifinale play-off, ci ha destato comunque una curiosità. Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma se la Ueb vuole crescere come competitività in A2, peraltro già buona, deve lavorare al riassetto della coppia di stranieri. Anche in relazione a quel che sarà degli italiani attualmente in rosa. Ebbene, la curiosità che è stato facile soddisfare è se Cividale sia stata più vincente con la coppia d’inizio stagione Lucio Redivo – Derrick Marks oppure con la riedizione del duetto con Doron Lamb accanto all’italo-argentino.
Non c’è quasi confronto. Con l’Usa nuovo arrivato da Rimini la squadra del Pilla ha vinto 11 delle 16 gare da lui disputate in maglia ducale, pari al 68,75%, inanellando quel ciclo virtuoso di 9 vittorie di fila dalla quarta alla tredicesima di andata su cui a Cividale si è vissuto di rendita in chiave qualificazione in Final four di coppa Italia a fine andata e, tutto sommato, per forza d’inerzia anche ai play-off a fine ritorno. Con il rientro in forza di Lamb, infatti, il ruolino vincente della Ueb è sceso al 51,72% frutto di 15 vittorie e 14 sconfitte: 12-10 in stagione regolare, 1-1 in coppa Italia e 2-3 nei play-off, assenze e acciacchi compresi della premiata ditta Redivo – Lamb fino all’ultimo. Il presidente Davide Micalich è liberissimo di pensare che costituiscano la migliore coppia straniera di A2, ma i risultati ottenuti non confortano l’assunto.
Ora con Lucio ancora a contratto, e lontana pare per questa stagione l’idea di ammettere in A2 oltre ai due extracomunitari anche un comunitario o assimilato che aprirebbe prospettive di mercato all’italo – argentino, non è che siamo a invocare al suo fianco il ritorno di Marks retrocesso con Piacenza dopo Cividale, ma tornato ad assolvere al suo ruolo di terminale offensivo riconosciuto. No, anche perché bisogna vedere che cosa comporterà il mercato sul resto della rosa italiana. Se dovessero ammaliare tutte le sirene di cui si dice i più indiziati per levare le ancore sono Gabriele Miani e Giacomo Dell’Agnello attirati dalla serie A e Francesco Ferrari stuzzicato dalle borse di studio Ncaa. Il che significa che del quartetto di lunghi ducali, questi tre atipici, resterebbe in rosa il solo centro classico Matteo Berti.
Quindi, forse è arrivato il momento di ripensare la coppia straniera dell’Ueb come assortimento di ruoli. Non più due guardie, guardia-play o guardia-ala piccola, ma piuttosto un esterno e un lungo. A una riconsiderazione del genere sta pensando alla Fortitudo Bologna coach Attilio Caja in ruoli diametralmente opposti: non più due lunghi extracomunitari, ma uno solo abbinato a un esterno. Non è lesa maestà, dunque, prospettare una rifondazione straniera anche all’Ueb. Pure perché il Sindaco Redivo, nei rimpasti in squadra, finisce o per fagocitare i suoi pari ruolo (Marks) o per pestarsi i piedi con loro (Lamb).