Player Spotlight: come Francesco Ferrari ha portato l’Italia al titolo
L’attaccante italiano si è fatto notare nei momenti importanti e si è aggiudicato il premio di Mvp a Heraklion, guidando l’Italia al suo primo titolo U20 in oltre un decennio.
Nonostante questi numeri siano stati solidi, quest’estate Ferrari ha sicuramente fatto un balzo in avanti (piuttosto inaspettato), diventando non solo la migliore opzione offensiva dell’Italia, ma anche il suo giocatore più produttivo e, infine, l’Mvp del torneo.
In questo articolo dedicato ai giocatori, ripercorriamo la straordinaria prestazione di Ferrari a Heraklion per capire com’è riuscito a portare l’Italia al vertice e per prevedere cosa possiamo aspettarci da lui in futuro.
Attacco
Una delle prime cose che saltano all’occhio guardando Ferrari è la sua combinazione di stazza e fluidità. Alto 2,04 m (1,98 m), Ferrari si muove e gestisce la palla più come un’ala che come un tradizionale attaccante, creando discordanze per i difensori avversari: è troppo veloce e fluido per i giocatori di attacco avversari, ma è troppo grosso e fisico quando le guardie avversarie cercano di difenderlo.
Con il suo mix di stazza, coordinazione e velocità con la palla in mano, Ferrari dà il meglio di sé in campo aperto, dove sfrutta lunghe falcate e sottili cambi di direzione per scendere in discesa. Non è necessariamente uno che riesce a superare gli avversari da fermo, ma sa come evitare i difensori sulla sua strada verso il canestro con il suo raffinato gioco di gambe e i suoi rapidi palleggi.
La sua capacità di trovare costantemente lo spazio libero è un aspetto che sfrutta anche per segnare spalle a canestro. In Italia lo si vedeva spesso catturare la palla in posizione centrale e nell’angolo corto, dov’era in grado di usare finte e rotazioni per far uscire i difensori dalle loro posizioni e segnare vicino al canestro.
È qui che la sua versatilità come finalizzatore, uno degli aspetti distintivi del suo gioco, emerge davvero. Pur non avendo la potenza fisica necessaria per concludere con contatto, dimostra la capacità di convertire layup e tiri flottanti difficili con il suo tocco, la sua flessibilità e la sua abilità nell’estendersi attorno al canestro. Questo lo ha reso un obiettivo solido per l’Italia come finalizzatore in transizione e in schiacciata.
Anche i tiri in sospensione dal post-up sono stati un’arma intrigante che ha messo in mostra a Heraklion. Pur non essendo il tiro più efficace del basket, è stato in grado di risolvere situazioni e creare qualcosa dal nulla verso la fine del cronometro dei tiri, caricando gli avversari e realizzando tiri in sospensione in rotazione e in fadeaway.
Sebbene il suo tocco in area sia un dono, è anche legato a uno dei suoi aspetti da migliorare in attacco, poiché Ferrari tende a fare affidamento su tiri difficili e contrastati sotto canestro a causa della sua difficoltà a creare spazio con gli avversari. Questo fa sì che i suoi tiri da metà campo si concludano spesso con conclusioni ricche di contatto o tiri in post-up piuttosto che con facili layup.
Uno degli ambiti in cui la sua abilità nel giocare con contatto si rivela utile è il rimbalzo offensivo. Come rimbalzista, Ferrari dimostra una forte propulsione e un buon istinto. Ha totalizzato una media di 2,0 rimbalzi offensivi a partita nel torneo, sfruttando le sue braccia lunghe e il suo tempismo per colpire il rimbalzo e generare seconde opportunità.
Per quanto riguarda il suo profilo di tiro, sebbene i numeri di questo torneo in particolare non siano di buon auspicio (ha trasformato il 29,0% dei suoi tiri da tre punti durante la competizione), ha mostrato impressionanti lampi dal perimetro. Ha un tiro a due movimenti con una notevole carica, ma la sua meccanica è costante e mostra un buon equilibrio e un tocco generale sul tiro in sospensione.
L’aspetto che ha colpito di più del tiro in sospensione è la sua capacità di essere all’altezza della situazione e di cogliere l’attimo nei momenti salienti. Ferrari ha tirato con il 43% da tre punti durante gli ultimi quarti del torneo ed è stato particolarmente efficace nelle partite chiave, realizzando 6 tiri da tre su 12 nelle ultime due partite.
Difesa
In difesa, Ferrari offre valore grazie alla sua statura, alla sua mobilità e ai suoi fondamentali. Sebbene non lo si possa definire un giocatore esplosivo lateralmente, si muove abbastanza bene da rimanere davanti alle fasce sul perimetro, creando errori e palle perse quando copre i piloti.
La statura di Ferrari gioca un ruolo fondamentale nel suo impatto difensivo. È in grado di contrastare i tiri a canestro semplicemente alzando le braccia, ma l’impatto maggiore si ha quando contrasta i tiri in sospensione dal perimetro. Si fa sentire costantemente con closeout precisi e disciplinati, dimostrando un’eccellente tecnica per rimanere davanti ai tiratori, non cadendo in finte di tiro e trovandosi in un’ottima posizione per ruotare i fianchi, scivolare lateralmente e recuperare se gli avversari attaccano il closeout.
La stessa lunghezza è un fattore determinante anche nella sua capacità di gioco difensivo. Ferrari è in grado di ostacolare i possessori di palla con rapidi e tempestivi colpi di palla, ed è anche in grado di avere un impatto con la sua difesa di supporto nell’area, contrastando e bloccando i tiri dal lato debole con le sue lunghe braccia.
Previsioni
Ferrari è stato un Mvp sorprendente, ma meritato a Heraklion. È stato il giocatore più produttivo della squadra vincitrice del titolo, mostrando una combinazione di stazza, fluidità, capacità di segnare da dentro e impatto difensivo che pochi giocatori hanno mostrato al torneo.
Ferrari non è un prodotto finito, nessuno lo è a 19 anni. Sebbene ci siano ancora margini di miglioramento (come la capacità di creare spazi per non dover fare affidamento su canestri difficili nell’area, o una maggiore costanza come tiratore), la sua capacità di creare mis-match, segnare al ferro e, soprattutto, presentarsi quando conta davvero sono tutti aspetti impressionanti che lo rendono facile da immaginare come un giocatore versatile e di impatto, che darà il suo contributo in diversi ambiti del campo al livello successivo della competizione.
Fonte: sito Fiba.com