Fallo da espulsione diretta
di Dell’Agnello a Verona
Ramagli: arbitri studiate

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Sul sito ufficiale della Tezenis Verona, in un’intervista del dopo partita di ScaligeraGesteco Ueb Cividale anticipo venerdì sera della prima di ritorno di serie A2 girone Rosso a coach Alessandro Ramagli (nella foto di copertina) dal titolo “Vittoria meritata ottenuta in una situazione complessa, facendo cose semplici”, arriva un’accusa circostanziata, anche se formulata cavallerescamente senza fare nomi, e con una chiamata di corresponsabilità nei confronti degli arbitri a tutela del gioco.

<Poi la partita l’avete vista – conclude l’intervista Ramagli -, bisognerebbe che tutti quanti contribuissero a fare in modo che queste siano delle partite di pallacanestro, perché sappiamo che ci sono squadre che stanno cercando di uscire da una situazione di classifica complessa e noi ne avremo diverse che verranno a giocare qua. Però quando si oltrepassa il limite della competizione cestistica credo che anche gli arbitri abbiano delle responsabilità. Secondo me ci sono delle responsabilità perché si parla di pulire il gioco, vedo un antisportivo per un tocco sul braccio e vedo una mancata espulsione sul fallo alla fine (di Giacomo Dell’Agnello, ndr) che, onestamente, se non è da espulsione diretta quello non so dirvi quale possa essere un fallo da espulsione diretta. Quindi noi abbiamo le nostre responsabilità nel gestire e nel provare a fare in modo che il gioco sia il più pulito possibile, ma poi anche gli arbitri devono capire che devono studiare le partite, studiare le squadre, capire che ci sono dei giocatori che vanno attenzionati e quindi questo credo che sia un loro dovere, perché da questo passa anche l’incolumità dei giocatori e il fatto che la partita possa andare su dei canali che escono da quelli della competizione. E qualunque sia la posta in palio, è sempre una partita di pallacanestro>.

Non c’è che dire, è una presa di posizione condivisibile al cento per cento che non sa affatto di scuse presentate dalla Scaligera a fine gara all’Ueb per comportamenti a bordo campo, come dichiarato dal coach ducale Stefano Pillastrini pure a fine commento stampa della gara. E’, tra l’altro, se così si può dire un fuoco amico. Amico del basket e anche di Cividale, per come si era espresso in maniera elogiativa e idilliaca sul progetto e sulla piazza ducale Ramagli prima e dopo la gara di andata al palaPerusini. Arriva, tra l’altro, dall’ultimo coach scelto da Davide Micalich per l’Apu Udine quando ne era ancora l’ad e il gm all’inizio della stagione di A2 poi sospesa per Covid nel 2019-2020. Capoallenatore di uno staff in cui ci sono altri ex Apu, e amici di Micalich, quali Andrea Bonacina vice di Ramagli e soprattutto il preparatore atletico Giacomo Braida. Inimicizie, caso mai, c’erano sul parquet.

Non tanto fra Dell’Agnello e Lorenzo Penna, altro ex Apu, su cui il figlio d’arte di Sandro ha commesso un fallo tanto inutile a un secondo dalla fine quanto odioso più ancora che antisportivo, frutto di frustrazione e di adrenalina che hanno obnubilato la mente di un agonista quale Giacomo. Le cui vecchie ruggini accumulatesi la stagione scorsa nei derby Apu-Ueb con Ethan Esposito, fresco di trasferimento stagionale da Udine a Verona, sono emerse con tutta evidenza nella rissa che ha rischiato di scatenarsi dopo il proditorio fallo. Ecco, non vorremmo che per un malinteso e non sano agonismo, scatenato da una stagione non più da matricola rivelazione, Cividale finisse per non essere più una squadra simpatia.

Comprensibile è che la Marea gialla, esempio finora di galateo del “tifo” non contro alcuno ma solo per i propri colori, invochi <rispetto> dalle terne arbitrali e gridi al massimo <vergogna> contro qualche fischio dubbio se non proprio sbagliato. Comprensibile anche l’accorata difesa d’ufficio della propria Marea da parte della Ueb dopo gli ultimi episodi contestati al palaPerusini in coda a Gesteco-Fortitudo Bologna. Anche perché, lo ripetiamo, Cividale rischia di fare la figura del vaso di coccio tra vasi di ferro con designazioni “provocatorie” come quella per il derby a Trieste, dove per fortuna è andato tutto bene. A Verona, però, gli arbitri hanno graziato Dell’Agnello a cui qualcuno dovrà pure tirare le orecchie. Perdere, d’accordo, aiuta a perdere, ma non è il caso di rimetterci la faccia e la fama di isola felice.

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