Dopo un inizio a dir poco scoppiettante, con più di 1,5 miliardi di dollari in nuovi contratti stipulati in poche ore, sulla Nba si è abbattuto l’ ”uragano” Kevin Durant, il quale ha reso pubblica la sua richiesta di essere ceduto fatta ai Brooklyn Nets, nonostante abbia ancora 4 anni di contratto per complessivi 198 milioni di dollari, a causa della sua totale sfiducia nei confronti delle scelte effettuate dal gm Sean Marks. A quel punto tutto nel mercato si è fermato, tranne per le firme delle scelte del Draft e per la formazione dei rosters per l’imminente inizio delle summer league di Salt Lake City e di Las Vegas, in attesa di vedere dove andrà a giocare KD, autore nel 2021 – 2022 di 29,9 punti a gara, 7,4 rimbalzi e 6,4 assists, inserito nel secondo quintetto degli “All Stars”, uno dei pochi giocatori in grado di spostare gli equilibri nella lega.
Tutti i management delle altre squadre si sono messi al lavoro per confezionare il pacchetto richiesto dai Nets, comprendente sicuramente un “All-star”, assieme a un giovane dalle grandi potenzialità e a un consistente numero di prime scelte future, per acconsentire alla sua cessione. Attualmente sembra che le formazioni più vicine a concludere “l’affare” siano i Miami Heat e i Toronto Raptor, anche se KD predilige finire la sua carriera o a Phoenix assieme a Chris Paul, o ritornare ai Golden State Warriors.
Nell’attesa, diamo uno sguardo a quanto già successo nelle trenta franchigie.
Atlanta Hawks. Completata la “trade” con gli Spurs con l’arrivo della guardia Dejounte Murray, che diventa così, la spalla di Trae Young. Attendiamo, però, ancora movimenti in casa Hawks, se vogliono competere per il vertice dell’Atlantic conference.
Boston Celtics. Per i vicecampioni Nba due addizioni importanti, senza dovere intaccare il quintetto. Dai Pacers è arrivata la guardia Malcon Brogdon, 19,1 ppg ma solo 36 partite giocate, mentre Danilo Gallinari, appena tagliato dagli Spurs, ha firmato un contratto biennale per tentare la conquista dell’anello che ancora gli manca nel palmares. Squadra ultra-favorita per ripetersi ad Est e sicuramente migliorata per affrontare le big della Pacific conference.
Brooklyn Nets. Abbiamo già detto di KD, ma ora anche la permanenza di Kyrie Irving, che aveva appena optato per restare ai Nets, risulta in dubbio, per una franchigia chiamata a una totale rifondazione.
Charlotte Hornets. L’obiettivo primario della post-season era rifirmare il “restricted free agent” Miles Bridges, ala di 24 anni, autore di 20 ppg, 7 rbg e 3,8 apg, ma proprio all’inizio della free agency il nostro è stato arrestato per violenza domestica, costringendo la franchigia di proprietà di Michael Jordan, a ritirare la “qualifyng offer” e a guardare al mercato per la sua sostituzione.
Chicago Bulls. Come previsto ha rifirmato Zach Lavine, con un contratto quinquennale per 215 milioni, e poi ha inserito due veterani: il centro Andre Drummond, ex Brooklyn, per fare il cambio di Nikola Vucevic, e lo sloveno Goran Dragic, che tra la sorpresa generale non farà coppia con il suo compagno di nazionale Luka Doncic. Gruppo giovane, di talento, ma anche con la giusta dose di esperienza per alzare ancora il livello e avvicinarsi alla vetta ad Est.
Cleveland Cavaliers. Per la guardia Collin Sexton, nonostante l’infortunio, un nuovo contratto al massimo salariale: cinque anni per 193 milioni. Lo stesso importo dell’estensione firmata dal play titolare Darius Garland con inizio, però, dalla stagione 2023 – 2024. Come previsto, i Cavs hanno firmato anche il loro ex play Ricky Rubio, inviato la stagione scorsa agli Indiana Pacers, nello scambio con la guardia Caris Levert.
Squadra interessantissima, che non può che migliorare il nono posto in conference. Attenzione a un sicuro “All-Star” l’ala – centro Evan Mobley, terza scelta l’anno scorso.
Dallas Mavs. E’ arrivato il centro Chris Wood, da Houston, per un gruppo consistente di giocatori di seconda linea. I Dallas Mavs hanno però dovuto rinunciare al loro secondo realizzatore Jalen Brunson, a favore dei New York Knicks, contratto di 4 anni per 105 milioni. Ora Luka Doncic è rimasto solo e sicuramente non è contento della situazione attuale. Per il focoso proprietario Mark Cuban è venuta l’ora d’inventarsi qualcosa per garantire allo sloveno una squadra da titolo, pena la possibilità di perdere uno dei due, tre migliori talenti di tutta la Lega.
Denver Nuggets. Discorso analogo per i Nuggets. Dopo aver esteso il due volte Mvp Nikola Jokic con il più ricco contratto nella storia della Nba, 5 anni per 270 milioni, la squadra dovrà cercare di aggiungere almeno un altro “Big Player” per arrivare a lottare per il titolo. Non basta di certo l’arrivo dai Washington delle guardie Kentavious Caldwell – Pope e Ishmael Smith, in cambio di Monte Morris e Will Burton, per migliorare il livello del team del Colorado.
Detroit Pistons. Squadra con un gruppo di giovani molto interessanti, a cominciare dalla prima scelta assoluta del 2021, la guardia Cade Cunningham. Oltre alle due prime scelte di quest’anno Jaden Ivey e Jalen Durem, è stata firmata l’ala Kevin Knox, ex scelta numero 9 al Draft 2018 in cerca di riscatto dopo le ultime deludenti stagioni ai Knicks. Per i Pistons ancora un annata di crescita, mentre per il discorso play – off bisognerà attendere ancora.
Golden State Warriors. Gli obiettivi per la post – season dei Warriors sono stati tutti centrati, in primis la firma del centro Kevon Looney, 3 anni per 25 milioni, e della guardia – ala Jordan Poole, 4 anni per 100 milioni. Sono stati lasciati liberi tutti gli altri free agents al fine di non appesantire il monte salari, che già adesso è il più alto della Lega: 173 milioni, con l’inevitabile pagamento della luxury tax. Da segnalare il ritorno in Europa per il serbo Nemanja Bjielica, biennale con il Fenerbache, e la firma della guardia tiratrice Donte DiVincenzo. Squadra strafavorita già d’ora per rivincere il titolo.
Houston Rockets. La squadra texana è al secondo anno di una fase di ricostruzione, basata essenzialmente sui giocatori selezionati al primo giro del Draft: quattro l’anno scorso, a cui si aggiungono altri tre quest’anno. Da seguire con attenzione è l’ala forte Jabari Smith, per molti mesi indicato quale sicura prima scelta assoluta, poi andata al nostro Paolo Banchero. Dei giocatori ricevuti da Dallas nello scambio con Chris Wood, solamente il serbo Boban Marjianovic sembra poter avere possibilità di fare la squadra.
Per vedere i primi risultati bisognerà però attendere la maturazione dei tanti giovani inseriti nel roster, non prima quindi di almeno altri due anni.
Indiana Pacers. Anche la squadra dell’Indiana ha iniziato un processo di ricostruzione del roster. Si è basata sia su trade, grazie a cui l’anno scorso è arrivato Tyrese Haliburton, sia tramite il Draft: nel 2021 è stato scelto Chris Duarte e quest’anno Bennedict Mathurin. Unica cessione significativa quella di Malcon Brogdon ai Boston Celtics in cambio di Daniel Theis, centro tedesco, delle guardie Nik Stauskas e Aaron Nesmith e delle ali Malik Fitts e Juwan Morgan, giocatori non determinanti.
Los Angeles Clippers. Con molta probabilità l’acquisto più importante sarà il ritorno in campo di Kawhi Leonard, assente per tutta la stagione scorsa. Come previsto John Wall, liberatosi dal contrato con i Rockets, ha firmato un biennale per 13,2 milioni.
Segnaliamo la conferma di un giocatore che apprezziamo molto: l’ala francese Nicolas Batum, 2 anni per 22 milioni e quella del centro croato Ivica Zubac, 3 anni a 33 milioni.
Se Wall si integra nel gioco e Leonard ritorna quello di tre anni fa, per la seconda squadra di Los Angeles si possono aprire ottimi spazi in ottica play – off.
Los Angeles Lakers. La squadra delusione del campionato 2021 – 2022 è chiamata a un immediato riscatto che potrebbe avere il nome di Kyrie Irving, in uscita dai Nets, dopo l’esplosione della bomba KD. Sta crescendo l’ipotesi di uno scambio con Russell Westbrook, giocatore molto criticato, la cui permanenza in California risulta estremamente difficile. Se lo scambio dovesse concludersi positivamente, si riformerebbe la copia con Lebron James, vincitori dell’unico titolo di Cleveland nel 2015 – 2016 con la tripla decisiva proprio di Irving in gara sette. Al posto di Carmelo Anthony, Dwight Howard e degli altri veterani firmati al minimo per completare la squadra 2021 – 2022, quest’anno i Lakers puntano per completare il roster su giocatori più giovani ancora in crescita: Lonnie Walker IV, Juan Toscano Anderson e Damian Jones. Attenzione alla voglia di rivincita di Lebron e Anthony Davis, giocatore sottovalutato, ma che rimane uno dei migliori lunghi in circolazione.
Memphis Grizzlies. Nessun movimento per i Grizzlies, tranne l’estensione contrattuale al massimo della propria star Ja Morant, 5 anni per 193 milioni.
Miami Heat. Tutto ruota sulla possibilità di arrivare a KD, per il resto l’unica firma interessante riguarda l’ala serba di grande tecnica Nikola Jovic, scelto al primo giro al numero 27. Attendiamo gli sviluppi per capire che squadra saranno gli Heat nel campionato 2022 – 2023.
Milwaukee Bucks. I movimenti da segnalare riguardano le firme dei veterani Joe Ingles, 34 anni ala piccola australiana, e del centro spagnolo di 32 anni Serge Ibaka.
Giannis Antetokpumpo, Jrue Holiday e Khris Middleton e gli altri sono ancora una delle formazioni più forti della Lega, ma non sembrano poter ripetere la stupefacente annata 2020 – 2021 con la vittoria finale del titolo.
Minnesota Timberwolves. L’innesto più importante riguarda l’arrivo dagli Utah Jazz, in cambio di cinque giocatori, del centro della nazionale francese Rudy Gobert, migliore difensore NBA nel 2018, 2019 e 2021 e nel primo quintetto difensivo ininterrottamente dal 2017. Altri giocatori firmati sono l’ala Kyle Anderson, ex Memphis, e per finire la guardia Bryn Forbes, ex Denver. L’aver conservato il trio Karl – Anthony Towns, fresco di estensione di 4 anni a 224 milioni, D’Angelo Russell e Anthony Edwards, inserendo un centro difensivo quale il francese, accresce notevolmente le possibilità di fare un ulteriore passo verso le squadre da titolo.
New Orleans Pelicans. La notizia più importante è il recupero fisico dell’ala Zion Williamson, prima scelta assoluta del Draft 2019, assente per tutto il campionato scorso. Con lui in salute, i Pelicans possono guardare con fiducia a raggiungere i play – off. Non si segnalano movimenti sia in entrata sia in uscita.
New York Knicks. Piazza super esigente e criticona, non ha di certo gradito la stagione fallimentare dei Knicks, ancora fuori dai play – off. Per questo sono iniziate le grandi manovre sotto il tetto del Madison Square Garden. Il primo innesto fortemente voluto è stato Jalen Brunson, strappato ai Dallas Mavs, grazie a un contratto di 4 anni per 105 milioni. Poi c’è stata la conferma del centro Mitchell Robinson, contratto di 4 anni per 60 milioni, e quale riserva è stato firmato il centro tedesco Isaiah Hartenstein, 2 anni per 16 milioni. Squadra che sta facendo un piccolo pensierino su KD, in ogni caso manca ancora sostanza per recuperare il terreno rispetto alle migliori formazioni dell’Est.
Oklahoma City Thunder. Formazione che negli ultimi anni ha fatto incetta di scelte, per cui ha bisogno solo di farli crescere, compresa quella di quest’anno, Chet Holmgren, ala – centro di 216 centimetri, scelto al primo giro al numero 2, dal fisico ancora tutto da costruire, ma potenzialmente una star. Per il resto sono stati confermati Luguentz Dort, estensione per 5 anni a 87,5 milioni, e Mike Muscala, un anno al minimo.
Orlando Magic. Tutta l’attenzione è concentrata sul debutto di Paolo Banchero, prima scelta assoluta del Draft, attorno al quale si costruirà la squadra dei prossimi anni per ritornare a fare i play – off. E’ difficile per quest’anno pensare a qualcosa più di un miglioramento del record rispetto alle 22 vinte e 60 perse della stagione 2021 – 2022.
Philadelphia Sixers. Mercato interlocutorio per la squadra del duo Joel Embiid e di James Harden, unica aggiunta di rilievo la firma di Anthony Leon PJ Tucker, ala forte, ex Miami, contratto di 3 anni a 33 milioni. Squadra che sicuramente lotterà per il vertice dell’Atlantic conference con Boston, Miami e Milwaukee, ma resta distante per vincere il titolo.
Phoenix Suns. Per Chris Paul e compagni l’obiettivo rimane la conquista del primo titolo Nba per la franchigia dei “soli”, cominciando con il ripetere la stagione regolare da 64 gare vinte e 18 perse, migliore record di Lega, e magari non cadere in semifinale contro i Dallas di Doncic, risultato finale 4 a 3 per lo sloveno. Problema grosso è il rinnovo del centro titolare DeAndre Ayton, “restricted free agent”, a cui la franchigia dell’Arizona non ha offerto il massimo salariale richiesto, ritenendo il centro non un “big player”, conservando però il diritto di rispondere a eventuali offerte formulate da altre squadre. Dovesse perdere il centro, senza un degno sostituto, tutto si complicherebbe, facendo evaporare il sogno del titolo. Per il resto sono stati firmati Damion Lee, ex Golden State, e Josh Okogie, ex Minnesota, buoni per allungare il roster.
Portland Trail Blazers. Mancati i play – off, dopo otto partecipazioni consecutive, la franchigia dell’Oregon ha la necessità di riprendersi la post season, ripartendo dalle sicurezze: Damian Lillard, estensione di 2 anni, da sempre con i Blazers fin dalla sua entrata nella Nba nel 2012 e Anfernee Simons, guardia esplosa nella passata stagione grazie all’assenza di Lillard e autentico furto del Draft 2018, scelto al numero 24, rifirmato per 4 anni a 100 milioni. Conferma anche per il centro Jusuf Nurkic, accordo quadriennale per 70 milioni. Per migliorare la qualità del roster è arrivata l’ala Jerian Grant, tramite scambio con Detroit, ed è stata firmata la guardia ex Golden State, Gary Payton II.
Sacramento Kings. La franchigia californiana manca dalla partecipazione ai play- off dalla stagione 2005 – 2006, ma non sembrano cambiare le prospettive gli arrivi delle guardie Malik Monk e Kevin Huerter, via trade con gli Atlanta Hawks, e Keegan Murray tramite il Draft. Si vocifera, inoltre, del possibile approdo in Nba dell’ala bulgara Aleks Vezenkov, in forza all’Olympiacos Pireo, scelto nel Draft del 2017 al secondo giro.
Nonostante tutti gli sforzi pesano gli errori commessi nel passato, su tutti la mancata scelta di Luka Doncic, per cui la salita per arrivare ai play – off è ancora molto lunga.
San Antonio Spurs. Per coach Gregg Popovich, all’ultimo anno sulla panchina degli speroni, sarà un campionato in cui impostare la rinascita della franchigia texana, facendo crescere l’attuale gruppo di giovani, a cui si aggiungono le tre prime scelte di quest’anno: Jeremy Sochan, Malaki Braham e Blake Wesley.
Toronto Raptor. Tra le favorite per arrivare a KD, avendo le contropartite richieste dai Nets, per dare via libera allo scambio la squadra canadese, come tutta la Nba, attende gli ulteriori sviluppi della vicenda, prima di riprendere a operare concretamente sul mercato. A oggi l’unica firma riguarda l’ala Otto Porter Jr., ex Golden State, 2 anni per 12,5 milioni. Squadra arrivata quinta a Est, pronta a lottare per il titolo di conference.
Utah Jazz. Divisa la coppia “scoppiata” Donovan Mitchell / Rudy Gobert, con la cessione di quest’ultimo a Minnesota, inserirà i giocatori arrivati in contropartita: Patrick Beverly, Malik Beasley, Jarred Vanderbilt e Leo Bolmaro assieme alla scelta numero 22 Walker Kessler in un gruppo già collaudato per vedere di superare il primo turno dei play – off.
Washington Wizards. Gli unici movimenti in casa dei Wizards riguardano l’arrivo, da Denver, delle guardie Monte Morris e Will Burton e la firma del play, ex Atlanta, Delon Wright, 2 anni per 16 milioni. Ma la notizia più importante per la squadra di Capital City è l’estensione contrattuale di Bradley Beal, 5 anni per 251 milioni.
Restiamo anche noi in attesa degli sviluppi dell’ “uragano” KD e terminato luglio, il mese caldo per il mercato, vedremo di fare un nuovo punto su come si stanno preparando le squadre per l’inizio della stagione numero 77 della Nba.
(Nella foto Wikimedia Commons di copertina, Kevin Durant al tiro con la maglia della nazionale Usa)