Domenica del Pollone con PT
mercoledì da fifone con l’Ueb
il passo è breve per l’Apu

Il primo derby friulano tra Ueb Cividale e Apu Udine mette in luce che il re è nudo e la matricola Gesteco, novella Virtus Friuli di 60 anni fa, non è una meteora in questo campionato e nel firmamento della pallacanestro di casa nostra. Intanto, si toglie la soddisfazione di fare lo sgambetto alla più titolata Old Wild West nell’undicesima di andata di serie A2. Come allora la Virtus lo fece all’Associazione pallacanestro udinese, da non confondere con l’Amici pallacanestro udinese di oggi, nell’omologa seconda serie detta A all’epoca. Capita e al palaPerusini tutto esaurito, 2.780 presenze compresi 450 udinesi giunti a Cividale in littorina, senza scuole gratis e abbonamenti omaggio per sponsor e amici come al Carnera, è successo. Ha inaugurato la gestione Ueb del palasport ducale in convenzione col Comune di Cividale, firmata venerdì scorso dopo che una settimana prima aveva fatto effimera notizia la rateizzazione del debito fra le parti.

Saldato prima della firma, così come ieri sera capitan Eugenio Rota e compagni hanno saldato il conto sul parquet con il gallonato Michele Antonutti e soci. A proposito, chissà se l’ha fatta da spettatore anche Patrick Ricci che ha movimentato la diretta Facebook della presentazione di Rotnei Clarke accendendo il fuoco fatuo della rateizzazione. Ci torna in mente perché, invece, ieri sera al palaPerusini c’erano assenze illustri nel parterre de roi riservato agli ospiti Apu. Niente equivoci sull’ospitalità come nel derby di Supercoppa a metà settembre al Carnera, hanno preferito piuttosto vedersi la partita in tv, probabilmente nel pub di riferimento dell’Apumania. Si sono persi uno spettacolo.

Prima di tutto di pubblico. Caldo, ma corretto su entrambi i fronti. Com’è abitudine da sempre al palaPerusini, mano a mano che è salita la marea gialla. Codice di comportamento rispettato dagli ospiti udinesi. Al massimo ci è scappato un “chi non salta triestino è” che in un palazzetto tutto friulano è quanto di più scontato ci si potesse aspettare e non ha neanche trovato adesione corale. Anche sul parquet lo standard non è stato al di sotto della categoria, che non da oggi si sa quanto sia decaduta. Anzi, proprio la Gesteco con 7 vittorie, una sola in meno dell’Apu, su 11 gare è la regina delle matricole in A2 e dimostra che a saperci fare il salto dalla B può essere indolore.

Non è stato indolore, invece, il risultato sul campo per l’Oww per la quale è stato breve il passo dalla domenica del Pollone, Matteo il minore del 1999 passato al Carnera con Pistoia e Luca il maggiore del 1997 freddato a Forlì dalla prima Ueb vincente in trasferta in A2, al mercoledì del fifone, i disertori al palaPerusini di cui sopra. Giusto il tempo di rifarsi il palato con due brodini assunti contro le cenerentole Ravenna on the road e Chieti al Carnera perdendo cinque quarti su otto, tre dei quali di fila in Emilia dopo la partenza sprint 9-24 e viceversa partenza choc 10-22 con i teatini vincenti poi anche nel terzo. Appena a Cividale è risalito il livello del confronto, anche se non ai toni del big match con Pistoia in cui all’Oww è stato rifilato a domicilio un sonoro -19 stesso scarto subìto dalla banda del Pilla in Toscana, l’accozzaglia d’individualità ha perso contro una squadra. Con l’aggravante che nemmeno la rivoluzione a base di purghe all’Apu paga.

Già era difficile spiegarsi come lo stesso quintetto base Keshun Sherrill, Isaiah Briscoe, Tommaso Fantoma, Ethan Esposito e Marco Cusin sia passato dal 9-24 al 10′ a Ravenna al 10-22 sempre al 10′ con Chieti. Cambiati due quinti dello starting five a Cividale con Fabio Mian per l’under Fantoma e Raphael Gaspardo per Cusin, il prodotto al via è stato intermedio: 23-16 per i ducali a fine primo quarto. Impietose sono state un paio d’istantanee decisive per l’esito della gara. L’annunciata star Nba, Briscoe, a 4 o 5 minuti dalla fine si è tolto da solo dalla partita commettendo in rapida successione quarto e quinto fallo: in difesa su Rota per i 2 liberi del 64-60 e in attacco franando su Eugenio, palla persa e 66-60 di Clarke. A dimostrazione del fatto che non ha torto chi dice, ed è un tecnico (matematico!), che sul “campettaro” da Big3, uno dei pochi americani che rifiutano il tiro, si difende rinculando perché va a schiantarsi. Ad accettare l’uno contro uno, invece, il rischio è di farsi battere o che si procuri fallo. L’altra istantanea è l’ultima palla persa in palleggio dall’americano da cose turche Sherrill, pressato sempre da Rota.

Insomma, l’unico vero play sul parquet ha portato a spasso la coppia Usa a cui coach Matteo Boniciolli ha consegnato le chiavi dell’Oww, confidando che a turno qualche indigeno della folta rosa vada loro in scia. Insomma, Eugenio non sarà la mosca atomica Gianmarco Pozzecco, riportato al basket trent’anni fa proprio a Cividale, ma in A2 ci può stare. Specie ora che non sconta le insicurezze nel salto di categoria del vecchio capitano Adrian Chiera, sbloccatosi appena tornato in B all’Herons Montecatini, e ha nuove sicurezze in coppia con Clarke, il quale non pare solo un acquisto compulsivo in vista del derby, peraltro vinto. Mentre in quello di Supercoppa fatto proprio dall’Apu la star Nba, Briscoe, era stato solo presentato e, quindi, ha all’attivo soltanto lo stop di ieri.

Uno spettacolo è stata anche la festa finale al palaPerusini, per nulla turbata dagli ospiti udinesi. Solo da qualche stizzita dichiarazione post partita e criticata perché parevano i festeggiamenti per la vittoria di un campionato. In effetti, a Cividale sanno anche come si fanno quelli perché l’hanno vinto nel giugno scorso dopo essere nati due anni fa come Ueb, mentre a Udine il nuovo corso Apu è al terzo tentativo dopo averne falliti già due. E le uniche due promozioni all’Amici pallacanestro udinese finora le hanno fatte con l’attuale presidente ducale Davide Micalich manager, dalla Dnc alla Dnb e poi in A2, portandosi dietro il background di giocatore, allenatore e alla fine alla Snaidero anche dirigente del settore giovanile, partendo da maestri quali il compianto Giancarlo Sarti. E che all’Ueb ha fatto sodalizio con Stefano Pillastrini coach delle quattro o cinque promozioni dalla B all’A2, già onorata a Cividale, e tre anche dall’A2 in A1. Mentre sulla ruota dell’Apu c’è qualche sacripante che, dopo Luca Bechi a ruota della fatal Verona, ha ritirato fuori Stefano Sacripanti, dopo il -19 con Pistoia, sia pure per smentire la rete.

(Nella foto Ueb/Pregnolato di copertina, capitan Rota decisivo su Briscoe e Sherrill nel derby vinto dall’Ueb)

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