Curva Nord Trieste
pronta sempre a farne parte
ma Matiasic faccia chiarezza

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Salve Presidente,
ci ha chiesto di “farne parte”.
E noi abbiamo risposto di sì, in 4723, mai così tanti in cinquant’anni di storia.
Di media siamo in 5639, i secondi in tutta Italia, ci hanno detto.
Sa, a noi in realtà non interessa granché di questi numeri: perché a noi basta esserci, sempre, tifare i nostri colori, tanti o pochi, sempre per infinito amore verso la Pallacanestro Trieste. Ma capiamo che queste sono le cose che la rendono orgoglioso e ne ha ben donde.
Lei è riuscito a toccare le corde giuste, portando, nell’anno del cinquantenario, un entusiasmo mai visto da queste parti, il sogno di poter girare l’Europa seguendo i nostri colori, ma soprattutto ha assicurato quello che poche volte abbiamo avuto in questi anni: la stabilità e la certezza di esserci, di non aver quella paura di che cosa succederà a fine anno, la possibilità di poter sognare di arrivare anche noi lassù tra le grandi e potercela giocare con tutti.
Certo, magari si sbaglia qualche scelta, qualche decisione, ma ci sta. A noi andava bene tutto: se non è quest’anno, sarà quello dopo o quello dopo ancora, tanto “ne facciamo parte” e ci saremmo arrivati insieme, perché la fiducia se l’era meritata in questi 18 mesi, certamente con i risultati, ma anche con tutto il contorno, con quello che sta fuori.
Sicuramente qualcuno le avrà raccontato la storia della Pallacanestro Trieste di questi 50 anni: i tanti momenti belli, le promozioni, le vittorie… ma anche gli anni bui, la fuga di Stefanel, le retrocessioni, il fallimento, l’ascesa e la discesa dell’epoca Alma, i salvataggi rocamboleschi sottoscrivendo abbonamenti a scatola chiusa o acquistando magliette.
Sono più gli anni che abbiamo pianto e sofferto piuttosto di quelli in cui abbiamo riso e gioito e, proprio per questo, a maggior ragione con lei abbiamo scelto di “farne parte”.
Ora, in questo contesto, potrà facilmente capire che colpo al cuore sia stato leggere le notizie che hanno iniziato a rimbalzare da tutte le parti su un possibile trasferimento del titolo sportivo a Roma.
In un momento ci è caduto il mondo addosso, ogni generazione di tifosi ha rivissuto il proprio dramma, la propria delusione, il momento esatto in cui il sogno si è infranto.
Di nuovo no, sarebbe durissimo da digerire, proprio quest’anno, l’anno del cinquantenario, l’anno che una città intera ha deciso di “farne parte”.
Abbiamo atteso, speranzosi, che alzasse il telefono e rimettesse tutto e tutti al loro posto, rassicurando una città in fibrillazione, ma purtroppo questo non è successo con le tempistiche indispensabili per fermare il fuoco che, in 24 ore di silenzio, si è alimentato ed è diventato incontrollabile.
Il tentativo di spegnerlo con quella nota stampa è stato come cercare di salvare un tir in fiamme con un piccolo estintore.
Comprendiamo che dalla parte opposta dell’oceano avere una percezione reale delle cose e il polso della situazione in tempo reale diventa complicato, unito magari a un modo di comunicare che, certe volte, abbiamo fatto fatica a capire.
Per questo motivo oggi vogliamo farle sapere noi come stanno le cose: la città ci è rimasta male, le istituzioni che tanto l’hanno appoggiata sono dubbiose, qualcuno non è più così sicuro di “farne parte” ed è un gran peccato che si incrini qualcosa solo per voci e illazioni.
È un peccato leggere che “la società non ritiene di dover rispondere” perché in “famiglia” e quando “fai parte” di qualcosa, se nascono dei problemi o girano brutte voci, ci si chiarisce, ci si parla, ci si confronta e si trova la soluzione.
La città ha bisogno di un gesto concreto, di parole chiare dette da lei.
Se “ogni affermazione che conduca a ritenere che Trieste, in futuro, non avrà una pallacanestro di alto livello è destituita di ogni fondamento”, noi saremo al suo fianco e aiuteremo a far tacere malelingue e detrattori, ma ce lo deve dire chiaramente che dal sindaco di Roma a parlare del passaggio del titolo sportivo nella capitale non c’è mai andato.
Può ancora tornare tutto come prima e da domani possiamo ricominciare a pensare come arrivare il più in alto possibile ai play-off, a come vincere il derby o a tentare di espugnare Praga e sognare ancora la BCL. Perché siamo appena a febbraio e fino a giugno può essere ancora tutto bellissimo, ma anche una lenta agonia… Ora dipende tutto da lei!
La gente di Trieste è sempre qua, pronta a farne “sempre parte”.
Curva Nord Trieste
*****
Abbiamo scelto questa reazione alle voci che si rincorrono sulla tratta cestistica Trieste-Roma, come ritorno al futuro dopo quella già vissuta sull’asse Trieste-Milano fin dalle origini della pallacanestro giuliana. L’abbiamo scelta perché ci pare la più genuina, la meno artefatta. Quella del secondo pubblico baskettaro d’Italia, sempre presente con il portafoglio in mano nei limiti delle possibilità. Sempre presente al palaRubini, ma anche per innevate trasferte balcaniche di Champions nell’anno del cinquantenario della Pallacanestro Trieste. Si fa interprete di una reazione civile, che chiede solo chiarezza alla PallTS pronti a continuare a farne sempre parte, la frangia più calda del secondo pubblico d’Italia, la Curva Nord Trieste. Nulla ha di istituzionale, di politico o anche di velleitario. Che significa, infatti che l’1% di piccoli azionisti PallTS, garanti del passaggio di proprietà alla Cotogna Sports Group, ha un potere di veto fino al 2029 sul trasferimento in altra sede del titolo sportivo di Trieste. Che significa soprattutto perché quell’1% è come un ministero o ministro senza portafoglio, che non ha autonomia di spesa per mantenere l’attività su piazza. A proposito di piazza, populistico è l’invito del sindaco Dipiazza rivolto al presidente Matiasic a farsi da parte per ripartire da zero su piazza, ridagli. Dovrebbe ricordarsi perché l’attuale Pallacanestro Trieste è datata 2004 e che fin lì ce l’ha portata un suo predecessore a Palazzo municipale (Tergeste) in piazza Unità. Sono reazioni alla muoia Sansone con tutti i Filistei, nel senso che se non posso avere bene io allora non ce l’abbia, in questo caso, anche l’americano. Reazione anche molto friulana e Roberto Dipiazza, difatti, è nativo di Aiello del Friuli. A proposito anche qui, a Cividale sorridono sulla voce che sarebbe stata contattata la Ueb per parcheggiarvi la PallTS. Avranno chiamato le Eagles futsal ci scherzano su. Insomma, niente di chiaro sul confine orientale, sponda Trieste. Che sembrava la società guida in Fvg. Caro Pilla, l’esonero di Gonzalez dopo un successo non è tutto.         

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