Nikola Jokic ha giocato con tre giorni di flebo
Rivelazioni del coach serbo
Il commissario tecnico serbo Alimpijević ha svelato un retroscena sulle condizioni fisiche di Nikola Jokić, che ha stretto i denti per essere della partita nonostante i recenti problemi di salute.
«Una delle cose più importanti è che tutti abbiano giocato con lo stesso livello di impegno ed energia. Il signore che era seduto accanto a me è il nostro capitano ed è stato molto malato negli ultimi tre giorni. In questi tre giorni ha ricevuto diverse flebo, compresa una oggi. Jokić si è rifiutato di arrendersi e di lasciare i ragazzi in difficoltà. È venuto a giocare, non si è mai lamentato, non ci ha detto niente, ha fatto quello che doveva fare e siamo orgogliosi di avere un capitano così».
Alimpijević ha voluto poi sottolineare il valore del gruppo: «Non vorrei dimenticare nessuno, tutti hanno dato un contributo alla vittoria, con un rimbalzo, una difesa o qualsiasi altra cosa. Tutto è stato importante, ma alcuni ragazzi hanno fatto molto lavoro sporco: hanno lottato, preso rimbalzi, contestato i tiri avversari e ci hanno dato energia. Tanasković, Dangubić, Gudurić, Avramović, Dobrić, Lakić… tutti hanno dato il massimo».
Anche Nikola Jokić, capitano e simbolo della Serbia, ha voluto ringraziare il pubblico di Pesaro per il calore ricevuto: «Prima di tutto vorrei ringraziare il pubblico italiano, è stato fantastico e c’era una bellissima atmosfera. Ho molti amici in Italia e qui sto sempre bene, mi sono sempre sentito benvenuto».
Jokić ha poi analizzato l’andamento del match: «Nei primi minuti l’Italia ha giocato in modo molto aggressivo, imponendo il proprio ritmo e una pallacanestro fisica. Ma quando siamo passati in vantaggio abbiamo controllato la partita fino alla fine. C’è stata una piccola finestra nel terzo quarto in cui ci hanno segnato otto punti consecutivi e pareggiato, ma l’energia di Dangubić, Lakić, Tanasković e Dobrić è stata fantastica e penso che ci abbiano dato possessi extra, punti ed energia che ci hanno trascinato fino alla fine. Naturalmente Avramović e Gudurić hanno giocato benissimo, quei ragazzi sono stati l’anima della nostra vittoria».
Nonostante la difesa azzurra sia riuscita a contenere a lungo il tre volte Mvp Nba con rotazioni continue e grande aggressività, Jokić ha spiegato di non essersi fatto sorprendere: «Onestamente, quelle rotazioni difensive le ho viste tantissime volte. È per questo che amo giocare per la Nazionale e competere, perché la vittoria è più importante di qualsiasi altra cosa. Se posso aiutare anche senza la palla e fare quello che posso per permettere ai miei compagni di avere più opportunità, per me significa molto. Naturalmente i giocatori italiani hanno fatto un buon lavoro e sono stati aggressivi, ma non è qualcosa che non avessi già visto».
Con il successo di Pesaro, la Serbia compie un passo deciso verso Qatar 2027, mentre l’Italia si ritrova ancora una volta a fare i conti con una serata difficile contro una delle big europee.
Il cammino dei serbi proseguirà il 26 novembre in Lituania, per poi tornare in casa appena tre giorni dopo, quando affronteranno di nuovo l’Italia in una sfida che potrebbe già rivelarsi decisiva per le sorti del Gruppo J.