<Comune, sponsor, società grazie per questa realtà>. Vede lontano la Marea gialla, tornata in forma campionato e non balneare come al Lignanobasket specie contro la matricola Mestre. Inalbera questo striscione in curva alla palla a due di Ueb-Verona nel rinnovato palaPerusini, che per la stagione 2025-2026 si è regalato un parquet con i colori sociali giallo – blu, marchi principali stampati nel cerchio di centrocampo e nelle due lunette, secondari a bordo campo. Lo slogan è un pubblico omaggio a chi paga e chissà che la Passione ducale non sapesse anche già qualcosa di quello che le telecamere di mamma Rai, a Cividale per la prima diretta stagionale di A2, sono andate a scovare nell’angolo accanto alla panchina della Ueb.
Seduto vicino a Deshawn Freeman, dimesso ieri dall’ospedale di Udine dopo il ricovero di sabato scorso per i suoi guai polmonari alla vigilia della trasferta di apertura del campionato di serie A2 persa a Torino, c’era già chi lo sostituirà per il prossimo mesetto. Si tratta di Toni Ročak ala-centro di 2,03 del 1999 cestista croato con cittadinanza svizzera, e nazionale elvetico, in arrivo dal Cibona Zagabria e con trascorsi anche americani tra Ncaa2 e Ncaa. Più assistita di così la squadra non poteva sentirsi nel momento del bisogno e ripaga tutto il mondo Ueb sùbito sul parquet.
Con il quintetto d’occasione Redivo, Cesana, Marangon, Francesco e Alessandro Ferrari parte lancia in resta e prende in contropiede la favorita Verona, ammazza squadre di categoria superiore in precampionato, ma già caduta alla prima uscita a Cividale sulla via della promozione diretta dopo avere faticato all’esordio in casa con Pistoia. Trascinata dalla nouvelle vague campione d’Europa Under 20, Francesco Ferrari e Leonardo Marangon, anche con giocate spettacolari o di atletismo superiore, annichilisce gli ospiti di coach Demis Cavina che ci mettono 7 minuti per segnare il primo canestro su azione. Fin lì solo un tiro libero di Zampini, tanto da far sembrare addirittura poco il +6 Ueb al 10′. Il primo tempo, massimo vantaggio ducale sul 35-22 nel secondo quarto, sembra una fotocopia del primo a Torino che non aveva fatto rimpiangere l’improvvisa assenza dell’americano Freeman pezzo forte del mercato Ueb.
Si spera che la ripresa non sia un’altra brutta copia, come nei secondi 20 minuti all’ombra della Mole. Nonostante coach Stefano Pillastrini definisca la gara con Verona dai due volti in sala stampa nella club house, non è comunque un voltafaccia come in Piemonte. Il Pilla intende dire che, dopo un primo tempo spumeggiante in attacco come contro Torino, stavolta ha fatto fare agli avversari un punto in meno (33 e non 34) che nel primo tempo sacrificandosi in difesa. In questo, per la verità, è stata aiutata anche dalle basse percentuali al tiro degli scaligeri persino nei liberi: addirittura 11/20 a inizio ultimo quarto, prima di arrotondare a 15/24 finale (62,5%).
Oltre al 32,3% dal campo, contro il 52,9%, fallendo anche secondi o terzi tiri di fila concessi e sbagliati pure se aperti. Con inatteso protagonista negativo in assoluto il navigato americano Tyrus McGee che ha chiuso con 2/15 dal campo (1/10 da due e 1/5 da tre) pari al 13,3%. Mentre sull’altro fronte Lucio Redivo nel finale ha cesellato canestri in penetrazione al 20esimo secondo che, con tutto l’apprezzamento del Pilla a fine gara, hanno aiutato la squadra che non trovava più o non centrava soluzioni facili.
Ecco così che <questa realtà>, per cui la Marea gialla ha ringraziato Comune, sponsor e società a inizio gara, ha superato ogni più rosea aspettativa contro Verona, che sono problemi suoi se si è tirata un po’ il collo in pre campionato. Serviva smentire i pronostici fatti sulla carta e la squadra l’ha fatto con il classico orgoglio Ueb, spronata anche dall’appello pre partita del presidente Davide Micalich: <Siamo nati per andare oltre ai nostri limiti>. Serviva limare quelli di organico sotto canestro e, dopo Alessandro Amici per allungare le rotazioni, c’è già Ročak per supplire a Freeman. Grazie realtà!